Intervista a Francesco Orlando

Ha dato la voce ad uno dei personaggi più interessanti degli ultimi anni di Sentieri, rendendo alla perfezione le sue caratteristiche sia nelle situazioni drammatiche che più divertenti. Stiamo parlando di Francesco Orlando, la voce Italiana di Gus Aitoro (Ricky Paull Goldin). Vi ricordiamo che potete ascoltare Francesco Orlando, nello Special SENTIERI LIVE REUNION.

A cura di Ross P. S.

Ricky Paull Goldin (Gus Aitoro), attore doppiato da Francesco Orlando

Sentieri OnLine – Quando ha deciso di intraprendere la carriera di attore?
Francesco Orlando – Quando ero poco più che adolescente. Vivevo in un paese del profondo sud: nella mia famiglia dire “teatro” era solo una delle tante espressioni dialettali per dire “fare casino”: non avevamo neanche la televisione in casa! Quando ebbi la fortuna di assistere a uno spettacolo del Living Theatre era la prima volta che assistevo a quella specie di rito che chiamavano teatro; e mi sembrò un richiamo… più che il desiderio di imitarli, provai una sorta di di complicità, con quegli attori, così semplici e veri nel recitare in una lingua che neppure conoscevo… in quegli anni, qualche possibilità per i giovani che non provenivano dalle elites, era data… così mi impegnai in un gruppo di amici, e poi presa la maturità, mi presentai nel ’83 fra gli allievi della scuola del Piccolo Teatro; da lì in poi ho lavorato come attore e doppiatore.

SOL – Come ha iniziato la sua carriera nel mondo del doppiaggio?
FO – In modo molto umile: mi era stata annullata inaspettatamente una scrittura, così andavo ad assistere ai turni in alcune sale di doppiaggio di Milano, la lavorazione più importante era Sentieri… ero giovane, spiantato e abbastanza impreparato: mi sentivo molto insicuro… i primi provini furono disastrosi; però appena cominciai a fare turni, scoprii che era un lavoro che mi divertiva tantissimo…per me doppiare è sempre stato impegnativo ma gratificante: tuttora, nonostante le congiunture, mi piace sempre… continuo a insistere… probabilmente è una patologia 🙂

SOL – In Sentieri ha doppiato per anni Gus Aitoro. E’ il personaggio a cui è più legato o ce ne sono altri?
FO – Anche se ce ne sono altri, è sicuramente il mio preferito: per l’ironia costante e la giocosità dei toni, il misto di pose da figo e di autentica simpatia. Rispetto e apprezzo il lavoro dell’attore che lo ha interpretato proprio grazie all’umorismo che vi ha profuso. Molte volte mi sono sentito così in sintonia con lui da doppiare senza vederlo, alla “prima”, nell’intenzione che avrei trovato nelle battute.

SOL – Quando è stato scelto per Gus, aveva fatto dei provini anche per altri personaggi? Se avesse potuto scegliere di doppiare un altro tra i tanti personaggi, chi avrebbe scelto e perché?
FO – Gus è l’unico provino che ho fatto per Sentieri, per quasi dieci anni prima mi sono stati assegnati personaggi “d’ufficio”, minori o meno importanti (ne ricordo soprattutto uno fighissimo di nome Zeno, perché aveva un bel topolino bianco sempre addosso sul “chiodo” di pelle nera, molto anni 80…)

SOL – Si è mai appassionato alle storie di Sentieri?
FO – Si certo, ma non mi è mai riuscito di vedere un episodio per intero in
televisione. Leggevo i copioni in sala e attraverso le scene e i personaggi che mi riguardavano potevo ricostruire i vari plot, ma non era così semplice: senza scienza e conoscenza di direttrici e adattatori mi ci perdevo…la cosa più imbarazzante era quando incontravo dei fan di Sentieri che mi chiedevano, entusiasti e competenti, notizie di personaggi e situazioni a me completamente nuovi: e, ben presto, vedevo che il sospetto di trovarsi di fronte un millantatore si affacciava nei loro occhi…

SOL – Quali sono i suoi hobby nel tempo libero?
FO – Sono tutti in funzione del mio percorso artistico: fare musica o costruire marionette, occuparmi di teatro di figura, doppiare o recitare dal vivo sono facce della stessa medaglia: il tempo libero da un lavoro cerco di occuparlo con altro lavoro…non è sempre possibile ma ci si prova…

SOL – C’è qualche aneddoto divertente accaduto in sala di doppiaggio che vuole raccontare?
FO – In corridoio, a volte ci si vendicava bonariamente della sacrosanta pignoleria che dovevano avere le povere direttrici nell’inseguire il sincrono ritmico labiale: si improvvisavano perfidi siparietti immaginari dove nella vita privata continuavano a ripetere le stesse frasi che sentivamo in sala: ” E’ troppo lungaa” “E’ corta, tesoroo” “Ne facciamo un’altraa?” e così via…

SOL – Quali sono i suoi progetti attuali o futuri?
FO – Il covid 19 è stata una battuta d’arresto. Adesso è importante che in generale cambino le condizioni che avviliscono il lavoro. Sento la responsabilità verso i giovani (…non tutti, eh?) di mettere a frutto quel he ho imparato, e continuare, ripescando il meglio dal passato, a trovare cose nuove.

Ringraziamo di cuore Francesco Orlando per la sua disponibilità e per avere condiviso con noi i suoi ricordi!

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