Raccontando Sentieri – 22 Gennaio 2007

Episodio 15091

Traduzione Storia: Rita126
Traduzione Dialoghi: Marco Redaelli
Revisione: Rita126

  • Tammy viene investita e portata in ospedale
  • Reva e Josh si baciano
  • Alan deve fare nuovi progetti
  • Gus è sconvolto nel trovare Daisy.

Sulla strada buia, l’auto di Gillespie si dirige a tutta velocità contro Jonathan. Tammy sbuca dal nulla e, urlando il nome del ragazzo, riesce a spingere via Jonathan dalla traiettoria dell’auto. Grazie alla spinta, il giovane finisce fuori dalla carreggiata, mentre Tammy viene investita in pieno.

Tammy: Jonathan!

Al CO2, in Main Street, Cassie raggiunge Courtney, una sua amica agente immobiliare. E’ sorridente e in mano tiene un mazzetto di foto del matrimonio di Tammy e Jonathan che mostra entusiasticamente all’altra. Cassie ammette che finalmente si sente fortunata e felice, anche se pensa di sembrare sdolcinata. Jeffrey si avvicina e le dice che non lo è.

Cassie: Sono così dispiaciuta di essere in ritardo, Courtney. E’ solo che morivo dalla voglia di andare a ritirare le foto del matrimonio di Tammy.
Courtney: Cassie, non sapevo che tua figlia si fosse sposata!
Courtney: Lo so. Incredibile, vero? Si sono fidanzati e sposati nello stesso giorno. Solo i giovani innamorati non riescono ad aspettare per stare insieme. Non riesco ancora a credere che la mia bambina sia la moglie di qualcuno. Lo ha desiderato per così tanto tempo, e lei e Jonathan meritano davvero un po’ di serenità. Non so, forse sono ancora tutta presa nel ruolo di madre della sposa, ma mi sento, mi sento così fortunata e felice. Sono sdolcinata, vero?
Jeffrey: A me sembra molto bello.
Cassie: Ciao!

Ancora in ospedale, Josh e Reva festeggiano la notizia che la donna non ha il cancro. Lui commenta che lei potrà ancora creare scompiglio a Springfield per anni e anni. Lei è commossa e dice che tutto quello a cui riesce a pensare ora è vedere i suoi figli crescere ed essere felici. I due si abbracciano emozionati.

Reva: Non ho il cancro?
Josh: (ride) Esatto!
Reva: Cioè, è proprio quello che ha detto Colin, giusto? Voglio dire, hai sentito anche tu che lo ha detto?
Josh: Sì, signora, l’ho proprio sentito dirlo (ride)
Reva: Perché quando ho trovato quel nodulo…
Josh: Ma era benigno, così Reva Lewis è destinata a creare scompiglio in questa città per molti anni ancora.
Reva: Per molti anni. Potrò vedere Sarah crescere, potrò vedere Jonathan fare il padre. Potrò essere con Dylan per vedere Daisy diplomarsi. Sarò qui per vedere i nostri figli sposarsi e avere le proprie vite e le loro famiglie… Questo dopo che Shayne sarà tornato dopo aver salvato il mondo..
Josh: E dopo che Marah avrà finito di vestire il mondo, naturalmente…
Reva: Sarò qui per vedere tutto questo! (piange)

A Villa Spaulding, Lizzie entra nel salotto spingendo la carrozzina. Alan sta ascoltando il “Don Giovanni” e fuma. La nipote lo rimprovera e va a togliergli il sigaro dalla bocca. Lei gli chiede perché non sia all’incontro con Jonathan. Il nonno risponde che c’è andato qualcun altro che si occuperà di tutto e si versa da bere. Lizzie spera che questo significhi che lui abbia mandato qualcuno che offra soldi o spaventi Jonathan perché se ne vada. Alan non risponde, poi si volta verso di lei con uno sguardo eloquente…

Lizzie: Ehi, nonno, non in casa con la bambina. E, tra parentesi, che cosa ci fai ancora qui? Dovresti essere ad incontrare Jonathan.
Alan: Conosci Don Giovanni?
Lizzie: Lavora qui?
Alan: E’ un’opera lirica. Amo questo passaggio.
Lizzie: Jonathan sta aspettando.
Alan: E’ quasi alla fine dell’opera quando l’incosciente eroe viene travolto dalle fiamme e muore in modo molto doloroso.
Lizzie: Ok.
Alan: Alcuni potrebbero chiamarla una tragedia.
Lizzie: Da quando “Don Vattelapesca” è diventato più importante di Sarah? Tutto ciò che mi interessa è tenermi Sarah e tu mi hai promesso che ti saresti occupato di Jonathan. Lui pensa di incontrarsi con me.
Alan: Lui sta incontrando qualcuno.
Lizzie: Che sta succedendo?
Alan: Ti ho detto che mi sarei occupato di tutto.
Lizzie: Ok. Quindi, cosa? Hai mandato uno dei tuoi avvocati fantoccio laggiù per parlargli? Voglio dire, se non hai intenzione di spaventarlo, hai intenzione di pagarlo, giusto?

Jonathan, che era finito oltre il guard-rail, si rialza, lo supera e corre verso Tammy che è rimasta a terra, sull’asfalto, ferita. Un rivolo di sangue le scorre al lato della bocca. Jonathan la chiama, mentre si inginocchia al suo fianco. Lei cerca di parlare dell’auto, ma le parole sono smozzicate e il respiro affannoso. Jonathan non si rende ancora conto della gravità della ragazza e le dice che la aiuterà a rialzarsi, ma quando l’abbraccia per tirarla su, scopre che è coperta di sangue.

Jonathan: Tammy? Cosa? Ehi, che cosa… Tammy! Tammy, andiamo dolcezza, svegliati. Ehi, parlami. Guardami. Ehi! Ehi, ecco. Ecco! Starai bene ok? Io sono qui. Sono qui!
Tammy: La macchina stava per investirti.
Jonathan: Shh, shh, shh. non parlare. Vado a cercare aiuto, ok? Adesso, resta con me, tesoro. Ehi, dove ti fa male? Tam?
Tammy: Jonathan.
Jonathan: Sì, ok, sono qui, sono qui. Starai bene, ok, vieni qui, vieni qui. Oh, shhh, va tutto bene.

Josh e Reva scherzano sul fatto che lei gli ha bagnato di lacrime la camicia. Reva racconta che la prima volta che l’avevano dichiarata guarita le cose erano state diverse perché lei era debole, ma ora vuole fare quello che non aveva potuto completare della sua lista: lanciarsi con il paracadute. Josh ride, cercando di farla ragionare: è notte ed è inverno, avrà molti domani per farlo. I due si guardano intensamente. Un’infermiera entra per informarla che deve segnarle le nuove cure. Josh si offre di occuparsene e la segue. Rimasta sola, Reva si asciuga le lacrime e cerca di ricomporsi, poi si siede ed emette dei profondi sospiri di sollievo. Josh torna quasi subito e si offre di portarla fuori per festeggiare. Reva, però, sembra turbata. Gli confessa, di nuovo commossa, che stavolta, quando aveva pensato di essere di nuovo malata, era convinta davvero che fosse finita e quando aveva scoperto che non era così, il suo pensiero era andato alla promessa che aveva fatto a Cal di vivere la vita per entrambi, una vita senza rimpianti.

Reva: Scusami…
Josh: Ehi, hei.
Reva: … per la camicia.
Josh: Mi farei bagnare da lacrime di gioia ogni giorno della settimana.
Reva: Già beh, puoi mandarmi il conto della lavanderia, perché di certo sarò qui per pagarlo.
Josh: Reva.
Reva: Quindi cosa facciamo adesso? Intendo, che cosa devo fare? Sai, è… La prima volta che io ho… che sono stata dichiarata guarita, è stato diverso perché ero così debole, non ho potuto… fare paracadutismo.
Josh: Come?
Reva: Era sulla mia lista.
Josh: Aspetta un attimo, aspetta un attimo. Hai intenzione di andare a fare paracadutismo adesso, di notte, in pieno inverno, Reva?
Reva: Ok, va bene. Domani.
Josh: Hai un sacco di domani tra cui scegliere, ok?
Reva: Sì. Allora andiamo a riempirli tutti.
Infermiera Maggie: è il momento di riesaminare le sue cure postoperatorie, signora Lewis.
Reva: Ok.
Josh: Sai una cosa? Me ne occuperò io.
Reva: No, no, Joshua, no, davvero…
Josh: No, no, no, ehi, ehi, tu tu sei su di giri, non ascolteresti niente comunque. Su, me ne occuperò io.
Reva: Oh!
Josh: Ok, tutto sistemato.
Reva: Hai fatto presto!
Josh: Beh, hai sposato un ottimo “prendi-appunti”
Reva: Ah lo so bene. Tre volte.
Josh: Ok. Ecco. Sai che ti dico? Perché non andiamo a festeggiare? Che te ne pare? Infatti, ti offrirò la prima cena del resto della tua vita.
Reva: Festeggiare…
Josh: cosa c’è che non va?
Reva: Beh, non sembra il termine più appropriato, sai?
Josh: Beh, due minuti fa eri pronta a fare paracadutismo, Reva.
Reva: Già, lo so, io solo… io stavo pensando al momento subito precedente a quando Colin mi ha detto che stavo bene e a quanto è stato diverso dalla prima volta.
Josh: Beh, è stato diverso. Lo hai appena detto tu stessa. Voglio dire, Sei molto più avanti ora nel tuo processo di guarigione. Hai molte più energie …
Reva: No, no, sto parlando di prima, di quando ho scoperto di essere malata la prima volta e di quanto sia stato diverso da adesso, perché stavolta, quando pensavo che il cancro fosse tornato, ho pensato, ok, così è, è finita.
Josh: Ma non è tornato.
Reva: Quando Colin ha pronunciato quelle bellissime parole, la prima persona a cui ho pensato è stato Cal. Il mio amico Cal.
Josh: Quello che è morto?
Reva: Esatto. Mi aveva fatto promettere che avrei vissuto alla grande per entrambi, che che avrei vissuto per tutti e due la vita che sto vivendo adesso e non voleva dire, lo sai, solo divertirsi, lanciarsi dagli aerei o cose del genere.
Josh: Ok allora… che significa per te ?
Reva: Vivere la vita senza rimpianti.

Jeffrey guarda le foto del matrimonio di Tammy e Jonathan e ricorda che Cassie non era a favore della coppia. Lei, ancora radiosa, ribatte che Tammy è felice e per lei conta solo quello. Jeffrey commenta che Tammy era proprio bella e Cassie gli augura di accompagnare sua figlia all’altare un giorno. Cassie presenta Courtney a Jeffrey, poi chiede all’uomo di sedersi e controllare un contratto immobiliare per lei: sta progettando di versare una caparra per una casa da regalare ai neo-sposi.

Jeffrey: Così Tammy si è sposata?
Cassie: Pazzesco, vero?
Jeffrey: E tu sei la suocera di Jonathan.
Cassie: Ancora più pazzesco!
Jeffrey: Tu non sei sempre andata pazza per quei due insieme.
Cassie: Già, lo so. Bene, Tammy ora è felice e questo è… è tutto ciò che conta.
Jeffrey: Beh, è davvero una sposa bellissima.
Cassie: Grazie. Forse un giorno accompagnerai tua figlia all’altare.
Jeffrey: Forse. Beh, non volevo interrompere.
Cassie: Ehi, scusami, che mi succede? Questa è Courtney, una mia amica agente immobiliare e lui è..
Jeffrey: Jeffrey O’Neill
Courtney: Conosco Blake Marler dall’agenzia immobiliare.
Jeffrey: Oh. Bene, piacere di conoscerla.
Cassie: Ehi, aspetta, puoi rimanere un attimo? Perché davvero mi servirebbe un uomo che sa come si legge un contratto. Stavo guardando il catalogo che mi hai dato e c’è questa deliziosa casetta vicino alla baia, Little Cloverhill Road, è ancora per caso sul mercato?
Courtney: Sì, lo è. Stai pensando di trasferirti?
Cassie: No, io no. Ma c’è una nuova famiglia in città e avranno bisogno di un posto in cui vivere.

Lizzie affronta il nonno: vuole sapere cosa ha fatto. Alan, flemmatico, le ricorda che Jonathan ha dimostrato che non può essere comprato, quindi ha preso misure più drastiche. Lei gli aveva chiesto di fare quello che serviva… e ora Sarah potrà essere allevata come una vera Spaulding. Lizzie, spaventata, cerca di prendere le chiavi della macchina, mentre dice che andrà ad avvertire Jonathan. Alan le toglie le chiavi, commentando che ormai è troppo tardi.

Lizzie: Che cosa hai fatto a Jonathan? E’ meglio che tu mi dica la verità, giuro io…
Alan: Perché stai reagendo così?
Lizzie: Io ti ho chiesto di aiutarmi a tenermi la mia bambina, non di..
Alan: Cosa?
Lizzie: Non lo so. Tu non vuoi dirmelo.
Alan: Elizabeth, tu ed io sappiamo bene che Jonathan non può essere comprato. Sei venuta da me per chiedermi aiuto e mi hai detto di fare tutto il necessario.
Lizzie: E allora? Lo hai solo spaventato un po’?
Alan: Quando fai qualcosa di grande, non puoi farlo in modo piccolo. Ora, ti ho dato quello che volevi. Adesso, la piccola Sarah potrà crescere come una Spaulding.
Lizzie: Devo avvertirlo!
Alan: Toppo tardi.

Jonathan, ormai consapevole della gravità di Tammy, chiama il 911 per chiedere soccorso. In attesa dell’ambulanza, si inginocchia di nuovo a fianco della ragazza, le stringe la mano e le parla del loro futuro, pregandola di risvegliarsi.

Jonathan: Ehi, Tammy. Ehi, piccola, andiamo. Forza, dai, svegliati, svegliati. Coraggio, Tammy. Tieni duro! Ok, va bene, così. Salve, mi serve aiuto. Mia moglie è ferita. E’ stata investita da un auto. Lakehurts Road. Non lo so… vicino al vecchio mulino. Esatto. Mandate qualcuno presto. Grazie. Ok. Ehi, apri gli occhi piccola. Apri gli occhi e guardami. Guardami. Ok. Tu… tu devi tenere duro. Siamo sposati solo da, tipo, cinque minuti! Avremo una casa io, tu e Sarah. Andiamo, tesoro. E stai quasi per laurearti. E voglio portarti in luna di miele. Ti porterò in luna di miele ovunque tu vorrai. Non avrai nulla di tutto ciò se non apri gli occhi, ok? Tammy, svegliati. Andiamo, tesoro. Non posso farcela senza di te, ok, piccola? Non posso essere un padre. Non lasciarmi. Coraggio, piccola, devi tenere duro, ok? Devi resistere!

Reva legge quanto ha scritto Josh e lo prende in giro per la calligrafia. Deve tornare al controllo dopo 3 mesi e guarda nell’agenda: il 22 aprile. Anche Josh si segna la data perché intende riaccompagnarla. Reva è di nuovo commossa e continua a ringraziarlo per essere lì: la sua presenza l’ha fatta sentire al sicuro, non ce l’avrebbe fatta senza di lui! Josh ribatte che ci sarebbe riuscita, comunque è bello esserne stato parte. Toccandogli il volto, Reva gli dice che non aveva bisogno di qualcuno, aveva bisogno proprio di lui e si scambiano un tenero bacio.

Reva: Quindi l’infermiera ha detto che non devo tornare per 30 mesi!
Josh: Cosa? Nei tuoi sogni, Reva. Sono 3 i mesi.
Reva: Ok, faccio fatica a leggere la tue zampe di gallina.
Josh: Sì, già, certo.
Reva: Allora, vediamo, significa in Aprile.
Josh: Esatto.
Reva: Il 22 Aprile. Aprile, in primavera!
Josh: Esatto.
Reva: Joshua.
Josh: No, no, non cercare nemmeno di impedirmi di…
Reva: No, sto parlando di… dov’è quella vecchia malconcia agenda che usavi sempre?
Josh: Non era malconcia!
Reva: Sì, lo era. Così ora tu, come dire, l’hai aggiornata?
Josh: Ehi. Era un regalo di… un regalo, ok?
Reva: Uh-huh
Josh: Possiamo andarcene ora, per favore?
Reva: Joshua, grazie.
Josh: Mi hai già ringraziato.
Reva: E’ solo che la prima volta che ho dovuto farlo, ero seduta vicino ad una sedia vuota e c’era un gran vuoto che rendeva tutto davvero spaventoso, ma oggi mi sono sentita al sicuro.
Josh: Ne sono lieto. Tutti hanno bisogno di qualcuno che riempia una sedia.
Reva: No, tu sei stato molto più di… Io… Io non ce l’avrei fatta senza di te.
Josh: Sì, invece, avresti potuto e ce l’avresti fatta, Reva, ma grazie per aver scelto di permettermi di essere qui per te.
Reva: Non avevo scelta. Non avevo solo bisogno di qualcuno che fosse qui con me, avevo bisogno di te.

Courtney dice a Cassie che informerà il proprietario della sua offerta e se ne va. Rimasti soli, Jeffrey conferma a Cassie che il contratto va bene e le dice che è contento che lei sia finalmente felice, poi si alza e si allontana. Remy si avvicina a Cassie chiedendole se Jeffrey la stesse importunando. La donna risponde di no e si offre di mostrargli le foto del matrimonio, ma Remy riceve una chiamata: deve correre sul luogo di un incidente con omissione di soccorso. Intanto Cassie continua a guardare le foto, sorridente.

Cassie: Non vedo l’ora di vedere la faccia che farà Tammy. Sai, loro sono solo all’inizio e può essere molto difficile racimolare l’anticipo.
Courtney: Beh, dirò al proprietario che hai fatto un’offerta.
Cassie: Grazie, Courtney. Grazie! Allora?
Jeffrey: E’ perfetto.
Cassie: Lo è?
Jeffrey: Lo è!
Cassie: Caspita!
Jeffrey: E’ una bella cosa.
Cassie: Sì, ma niente è mai così semplice.
Jeffrey: No, non per te, quindi è quasi il momento. Senti, fai a Tammy le mie congratulazioni.
Cassie: Lo farò. Grazie.
Jeffrey: E dille che sono felice che anche sua mamma è felice.
Remy: O’Neill ti sta dando dei problemi?
Cassie: No, credo che mi stesse dando speranza. Allora, hai saputo del matrimonio?
Remy: L’ho saputo.
Cassie: Stai bene?
Remy: Voglio solo quello che è meglio per Tammy.
Cassie: Ho delle foto
(Suona il telefono di Remy)
Remy: Oh, scusami.
Cassie: Certo.
Remy: Sì? un auto pirata, Lakehurst Road. Capito. (a Cassie) Mi spiace, devo andare.
Cassie: Non potrei mai fare questo lavoro.

Lizzie tenta di lasciare la stanza, ma Alan la trattiene fisicamente, mentre lei ribadisce che ama ancora Jonathan. Alan non è contento di sentire questa affermazione: se davvero lo amasse non avrebbe dovuto rivolgere a lui perché non ci sono modi per tenere un padre lontano dalla propria figlia. Le ricorda che Jonathan voleva portarle via la bambina e le ha causato molto dolore… un giorno lo ringrazierà per quello che ha fatto. Mentre parla versa dell’acqua, prende una pillola da un cassetto e la porge alla nipote, che la getta a terra. Lizzie si volta per andarsene, proprio mentre arriva Gillespie. Lizzie si gira verso il nonno chiedendo se è quello il tipo che si è occupato di Jonathan, quindi inizia a colpire il ragazzo, che non reagisce. Alan fissa la scena imperterrito. Lizzie esce di corsa dalla stanza.

Alan: Elizabeth, Elizabeth, tu devi…
Lizzie: No.
Alan: …calmarti.
Lizzie: Io lo amo ancora, nonno. Solo perché mi ha lasciata non significa…
Alan: No, no, tu credi di amarlo. Ora, se davvero tu amassi quell’uomo, non saresti venuta da me a chiedere aiuto.
Lizzie: Non avevo altra scelta. Non c’era nessun altro.
Alan: C’era qualcun’altro e tu lo sapevi dentro di te.
Lizzie: Non ho mai voluto che gli succedesse qualcosa.
Alan: E in quale altro modo avrei potuto fermare un padre dal riavere la propria figlia? Tu sai che la famiglia è tutto.
Lizzie: Oh, mio Dio! Oh, mio Dio! Oh!
Alan: Starai molto meglio senza Jonathan nella tua vita.
Lizzie: Vorrai dire che tu starai molto meglio. Noi abbiamo una figlia insieme, nonno!
Alan: Sì, una bambina che lui voleva portarti via. Lui ti ha causato molto dolore e avrebbe continuato a farlo. Adesso, un giorno mi ringrazierai per tutto questo. Per ora questo (prende una pillola) ti aiuterà a farti sentire meglio. Andiamo.
Lizzie: No! (colpisce la mani del nonno facendo cadere la pillola) (entra Gillespie) E’ lui il tizio? Che cosa gli hai fatto, eh? Dov’è? Dimmi dove è! Oh! (scappa via)

Jonathan è ancora in ginocchio, a fianco di Tammy, le parla, incoraggiandola a resistere, e prega Dio che la faccia stare bene. I fari di una macchina li illuminano. Remy e Gus sono i primi ad arrivare sulla scena dell’incidente, prima ancora dell’ambulanza. Remy è turbato nel vedere che si tratta di Tammy e resta bloccato per un secondo prima di andare a prendere il kit di primo soccorso dall’auto della polizia. Gus cerca di farsi dire da Jonathan cosa è successo. Remy torna con il kit e apre la giacca di Tammy, trovando una brutta ferita all’altezza della pancia. Mentre cerca di tamponarla, Remy spiega a Jonathan che Tammy è in stato di shock, per questo non riesce a riprendere i sensi, inoltre ha una brutta emorragia, quindi cerca di impedirgli di muoverla. L’ambulanza finalmente arriva e i paramedici la caricano su una barella, mentre Remy trattiene Jonathan che non vuole farsi da parte.

Jonathan: Ok, piccola, resta con me, ok? I soccorsi stanno arrivando. I soccorsi stanno arrivando. Coraggio, resta con me. Ehi, ti ricordi quando è nata Sarah? Te lo ricordi? E noi avevamo paura che non ce l’avrebbe fatta e poi siamo andati in ospedale e tutto era a posto? Te lo ricordi? Ti prego, ti prego Dio, fa che stia bene. Fa che stia bene! Ehi, qui, da questa parte. Ragazzi, aiutatemi.
Gus: Dov’è l’ambulanza? Dov’è l’ambulanza?
Jonathan: E’ stata investita da una macchina. Ragazzi, fate qualcosa. (a Remy) Dove stai andando?
Remy: A prendere il kit di primo soccorso.
Jonathan: Il kit di primo soccorso?
Gus: L’ambulanza sarà qui tra due minuti. Parlami. Cosa è successo?
Jonathan: Te l’ho appena detto cosa è successo.
Gus: Se vuoi aiutarla, parlami. Prenderò quel tizio.
Jonathan: Va bene. E’ stata investita da un auto e la macchina è scappata da quella parte e…
Gus: Hai visto chi la guidava?
Jonathan: No, non l’ho visto… non mi interessa… andiamo, dove diavolo è l’ambulanza? Piccola, i soccorsi sono qui, ok? I soccorsi sono qui. Remy forza. Shh, tesoro, shh. Ok, ok, ok. (trovano la ferita) Oh, Dio! Oh, no!
Remy: (dà a Jonathan buste con le garze) Apri! Apri!
Jonathan: Forza! Tammy, forza, piccola. Coraggio, svegliati.
Remy: Non può svegliarsi.
Jonathan: Prima era cosciente.
Remy: E’ in stato di shock.
Jonathan: Cosa?
Remy: Per questo non si risveglia.
Jonathan: Ho sentito… non lo so, dalle qualcosa.
Remy: Non sono un dottore.
Jonathan: Respira, sento i battiti del polso.
Remy: Sta perdendo molto sangue, amico.
Jonathan: Beh , ok. Non aspetterò oltre.
Remy: No, non puoi spostarla.
Jonathan: L’ho spostata prima.
Remy: Le farai del male.
Jonathan: Levati dai piedi, amico.
Remy: Non muoverla, amico!
Jonathan: Andiamo!
(suono di sirene)
Paramedico #1: Ok, che cosa abbiamo?
Paramedico #2: State indietro.
Remy: Abbiamo una vittima investita da un auto pirata a folle velocità. Lui dice che prima era priva di sensi. Sta perdendo molto sangue.
Jonathan: Ragazzi, potete aiutarla, vero?
Remy: Lasciali fare il loro lavoro.
Paramedico #1: Faremo tutto il possibile.
Paramedico #2: Lasciateci solo aiutarla.

Alla fine del bacio Reva chiede scusa a Josh, ma l’uomo dice che era lui che non avrebbe dovuto baciarla. Prima che riescano a spiegare le cose, sentono delle infermiere nominare Tammy e un incidente. La coppia esce dall’ambulatorio e chiede di cosa stanno parlando. Loro dicono a Reva che suo figlio e sua nipote stanno arrivando ai Cedri perché un auto ha investito Tammy.

Reva: Mi spiace.
Josh: No, no, non esserlo io, non avrei dovuto…
Reva: No, è stata colpa mia.
Infermiera #1: Il nome della paziente è Tammy Winslow.
Infermiera #2: La figlia di Cassie?
Infermiera #1: Sì.
Reva: Scusate. Avete detto Tammy Winslow?
Infermiera #1: Stavo giusto venendo ad avvisarla, signora Lewis, c’è stato un incidente in cui sono rimasti coinvolti sua nipote e suo figlio.
Reva: Un incidente? Quanto è grave?
Infermiera #1: Non lo so, ma sua nipote è rimasta ferita.
Josh: Tammy!

Gus, con la pistola in pugno, sta ispezionando la zona limitrofa all’incidente, quando si imbatte in un’auto finita contro un albero che potrebbe essere quella coinvolta nell’investimento. Usando un fazzoletto apre lo sportello e punta la pistola contro qualcuno che dorme sul sedile posteriore, dicendo di non muoversi. La persona tira su la testa: è Daisy, disorientata.

Gus: (apre lo sportello di una macchina incidentata) Polizia! Non muovetevi! (una persona che dorme si tira su) Daisy? (la ragazza pare non riconoscerlo) Sono Gus, il tuo patrigno. Che stai facendo in questa macchina?

A villa Spaulding, Gillespie prende il bicchiere di Alan e beve un sorso, poi confessa che c’è stato un problema: le cose non sono andate bene.

Gillespie: Riguardo all’incarico…
Alan: Stai cercando di ottenere un bonus ulteriore?
Gillespie: C’è stato un problema.

Ai Cedri, i paramedici arrivano trasportando Tammy, seguiti da un Jonathan sconvolto e da Remy. Rick accorre all’ingresso e, dopo l’aggiornamento della situazione, ordina che la portino subito dentro al pronto soccorso. Jonathan cerca di seguirli, mentre Remy resta appoggiato alla parete.

Rick: Oh, mio Dio, Tammy, che è successo?
Paramedico: Investimento da auto pirata, ferita al torace.
Jonathan: Aiutatela, aiutatela!
Paramedico: Ha già perso molto sangue.
Rick: Ditemi i parametri vitali. Come sono?
Paramedico: La pressione arteriosa è bassa. I segni vitali sono in calo.
Jonathan: Rick, che succede? Perché non riesce a svegliarsi?
Rick: Potrebbe avere una emorragia interna. Chiamate subito la banca del sangue. Dobbiamo portarla dentro il pronto soccorso, andiamo.
Jonathan: Pronto soccorso? Vengo con voi!
Rick: Qualcuno avvisi di tenersi pronti.
Jonathan: Sono con te, tesoro.

Reva e Josh accorrono e trovano Remy ancora nell’ingresso dell’ospedale, da solo. Gli chiedono che è successo e lui li aggiorna sull’incidente, spiegando loro che Tammy è grave. Josh corre a chiamare Cassie. Jonathan riappare insieme ad un’infermiera che gli dice di aspettare. Lui tira un pugno alla parete, mentre Reva e Remy lo guardano. Reva cerca di consolarlo.

Reva: Remy, Tammy e Jonathan sono coinvolti?? Oh no, no, no.
Remy: Tammy, loro… loro l’hanno appena portata in sala operatoria. Si tratta di un investimento con omissione di soccorso.
Reva: Guidava lei?
Remy: No, lei era sulla strada.
Josh: Quanto grave… voglio dire…
Remy: E’ grave!
Josh: Ok.
Reva: Vai ad avvertire Cassie.
Jonathan: Ditemi solo che cosa ha.
Infermiera: Non lo sappiamo. Deve attendere.
Jonathan: Io sono suo marito! (pugno al muro)
Reva: Jonathan.

In Main Street, Cassie sta camminando quando riceve la chiamata di Josh e risponde allegra, sedendosi sulla panchina. Lei è così entusiasta che non lo fa parlare e gli racconta che ha fatto un’offerta per una casa per Tammy. Josh riesce finalmente ad interromperla e le dice di correre ai Cedri perché Tammy è rimasta coinvolta in un incidente. Cassie è sconvolta.

(Suona il cellulare)
Cassie: Indovina cosa ho appena fatto?
Josh: Cassie.
Cassie: Hai presente quella piccola casa graziosa vicino all’insenatura, quella che ti ho indicato l’altro giorno? Ho fatto un’offerta per lei. Tammy farà i salti di gioia. Ok, pensi che abbia esagerato? E’ la mia unica figlia. E’ la sua prima casa. Sto solo dando un anticipo. Lei ama quel posto.
Josh: Cassie, fermati.
Cassie: Josh? Ehi, che succede?
Josh: Ascoltami, ok? Sono ai Cedri. Devi venire qui il più presto possibile.
Cassie: Oh, Dio, si tratta di Reva?
Josh: C’è stato un incidente. Si tratta di Tammy.

Gus aiuta Daisy a uscire dalla macchina e si rende conto che è sotto l’effetto di droghe. Le chiede cosa faceva in quell’auto, ma lei è disorientata ed è in preda a brividi. Gus le mette una coperta sulle spalle, poi le spiega che l’auto ha investito qualcuno. Daisy è incredula e ammette che pensava fosse un cervo. Quando Gus le chiede chi guidava l’auto, lei confessa che era il suo ragazzo, di nome “G.” Gus riprende a frugare e, nel vano portaoggetti, trova la sua pistola rubata. Daisy giura di non saperne niente. Sentono arrivare qualcuno e Daisy si nasconde nel sedile posteriore dell’auto, sotto la coperta. Appare Frank. Gus tiene nascosta la pistola e non gli dice nulla della nipote, mentre informa l’altro che non c’è traccia del colpevole.

Gus: Stai bene? Hai battuto la testa? Daisy, guardami.
Daisy: Scusa, cosa?
Gus: Sei… sei drogata?
Daisy: Che?
Gus: Di chi è questa macchina?
Daisy: Cosa?
Gus: Di chi è questa macchina? Perché sei in questa macchina? Hai fatto l’autostop? Sei stata rapita?
Daisy: Rapita?
Gus: Ti senti bene? Hai battuto la testa o qualcos’altro?
Daisy: No.
Gus: Ti fa male da qualche parte?
Daisy: No, no, sto bene, ok? C’è anche mia madre qui?
Gus: Ti sei resa conto che chiunque stava guidando questa macchina ha investito una ragazza, vero?
Daisy: Era una persona?
Gus: Sì, era una persona. E quella persona è sulla strada per l’ospedale adesso.
Daisy: No, lui ha detto che era un cervo.
Gus: Per favore dimmi che non stavi guidando questa macchina.
Daisy: Abbiamo investito una ragazza? Oh, Dio!
Gus: Noi? Chi è “noi”? Di chi è questa macchina? Daisy, di chi è questa macchina?
Daisy: Del mio ragazzo.
Gus: Credevo mi avessi detto che non avevi… qual è il nome del tuo ragazzo? Come si chiama?
Daisy: Si chiama G.
Gus: G? Il suo nome è G?
Daisy: Sì, come la lettera. Cioè, è davvero forte! Cioè, è un po’ più vecchio ma… cosa? Cosa? Una pistola?
Gus: Questa è la mia pistola! Che diavolo ci fa nella macchina del tuo ragazzo, nella macchina di G? Non capisco. La mia pistola è stata rubata dalla mia casa, dalla nostra casa. In effetti, è sparita subito dopo che sono venuto alla tua scuola e tu non c’eri.
Daisy: Non so nulla di questa faccenda, io… io lo giuro.
Gus: Beh, lasciami fare un po’ di luce su questa faccenda. Il tuo fidanzato è venuto a casa nostra, si è introdotto ed ha rubato la mia pistola.
Daisy: Tu hai…
Gus: Sai una cosa? Tua madre era in casa. I bambini erano in casa. La piccola era in casa.
Daisy: Gus, non sapevo nulla della pistola, io stavo… noi stavamo solo correndo in macchina, noi stavamo… La ragazza, sta bene?
Gus: Non lo so.
Daisy: Hai intenzione di dirlo a Harley?
Frank: Oh, amico. E’ questa l’auto?
Gus: Esatto.
Frank: Quando non mi hai richiamato, ho pensato che forse fossi nei guai.
Gus: No, io stavo solo… stavo… solo setacciando l’intera area. Sto per controllare l’auto.
Frank: Ok, quindi non hai trovato il colpevole?
Gus: No, non ho trovato nulla.

Alla villa, Alan toglie il bicchiere di mano a Gillespie. E’ arrabbiato. Gillespie gli spiega che stava per investire Jonathan, ma una ragazza si era messa di mezzo. Lui è sicuro che sia morta. Alan è furioso e sbatte il bicchiere sul tavolo: un semplice compito e l’ha fallito! Gli ordina di lasciare subito la città e se lo rivedrà o sentirà ancora parlare di lui, è un uomo morto. Gillespie esce.

Alan: Che cosa significa che c’è stato un problema? O hai fatto il lavoro, o non lo hai fatto.
Gillespie: Avevo Randall sotto tiro, ma poi una ragazza è sbucata dal nulla.
Alan: Tammy?
Gus: Non lo so. Chiunque fosse, l’ho presa in pieno.
Alan: E’ morta?
Gus: Già. Quasi morta. Andavo a 50.
Alan: Ti avevo chiesto di fare una cosa semplice!
Gus: Senta, signor Spaulding, non si preoccupi, non c’è modo che possano risalire a lei.
Alan: Sarà meglio di no! Adesso, vattene! Non voglio più rivedere la tua faccia in città o finirai male!
Gillespie: Me ne vado. Devo solo risolvere una questione in sospeso.
Alan: Fallo, fallo! E se mai venissi a sapere che hai detto a qualcuno della nostra transazione d’affari, nessuno sarà in grado di salvarti.

Lizzie arriva di corsa in ospedale e chiede ad un’infermiera dove può trovare Jonathan. Entra nell’ingresso e teme il peggio quando vede Josh seduto che si tiene la testa preoccupato e Remy appoggiato al muro a braccia conserte, cupo in volto. Poi arrivano Jonathan e Reva e, sollevata nel vedere che sta bene, cerca di raggiungerlo, ma Remy la ferma dicendole che Tammy è in sala operatoria.

Lizzie: Deve aiutarmi. Credo che mio marito possa trovarsi qui, Jonathan Randall?
Infermiera: E’ dentro.
Lizzie: Oh, mio Dio, che cosa ho fatto? (lo vede) Oh, sta bene. Jonathan …
Remy: Ferma, non farlo.
Lizzie: Cosa?
Remy: Tammy è in sala operatoria. E’ ferita molto gravemente.

Reva cerca di consolare Jonathan che le rivela che la macchina voleva investire lui. Reva cerca di parlargli del matrimonio, ma lui scoppia a piangere. Lui dice che al matrimonio aveva promesso di proteggere Tammy per sempre e invece… Reva lo accarezza e lo abbraccia.

Reva: Jonathan!
Jonathan: Dovevo esserci io. Avrei dovuto essere io.
Reva: Come?
Jonathan: L’auto, stava venendo verso di me. Non sapevo nemmeno che Tammy fosse li.
Reva: Il tuo anello sta molto bene sul tuo dito. E’ stato un bel matrimonio?
Jonathan: Io ho cercato di trovarti…
Reva: Va bene.
Jonathan: Ho detto a Dio che mi sarei preso cura di lei per il resto della sua vita. E’ passato solo un giorno!

Intanto Lizzie parla con Remy che è sorpreso che lei sappia che si tratta di un incidente stradale, ma lei dice che lo ha sentito dalle infermiere.

Lizzie: Tammy era in macchina con Jonathan quando…
Remy: Come facevi a sapere che è stato un incidente d’auto?
Lizzie: Ho sentito le infermiere che ne parlavano.
Remy: Già. È stato un investimento da parte di un auto pirata.
Lizzie: Oh no, no!
Remy: Ehi, Lizzie…
Lizzie: Lei starà bene?
Remy: Non lo sapranno finché non uscirà dalla sala operatoria.
Lizzie: Devo andare a vedere.
Remy: Non servirà.

Josh si avvicina a Reva e Jonathan portando loro del caffè. Reva lo accetta, mentre Jonathan no. Josh li informa che Cassie sta arrivando. Josh offre il caffè anche a Remy che è seduto, molto scosso, su un lettino di un ambulatorio. Remy racconta a Josh che si sente in colpa perché Tammy l’aveva chiamato per chiedergli aiuto e lui si era rifiutato. Remy, arrabbiato con se stesso, si allontana. Cassie entra di corsa, sconvolta, e chiede a Josh dov’è la figlia. Lui va ad abbracciarla.

Josh (porta il caffè): Reva.
Reva: Oh, grazie. Hai trovato Cassie?
Josh: Sta arrivando.
Reva: Sarò qui.
Josh: Ok. (porta il caffè a Remy)
Remy: Sto bene così.
Josh: Prendilo. Sei stato il primo ad arrivare sulla scena, vero?
Remy: Sì.
Josh: Sono contento che c’eri tu.
Remy: Lei mi aveva chiamato. Mi aveva detto che Jonathan era nei guai. Aveva bisogno del mio aiuto. E io l’ho snobbata.
Josh: Aiuto? Aiuto? Di che genere di aiuto parli, Remy?
Cassie: Dov’è? Josh, dove… dov’è?
Josh: Vieni qui (la abbraccia).

Al Beacon, Gus fa entrare Daisy in una stanza. Lei si siede sul letto e lo ringrazia per non averla tradita con suo zio Frank. Lui non sa se continuerà a coprirla. Gus le porge poi l’accappatoio perché si riscaldi e le spiega che vuole che torni lucida prima che qualcuno la veda. Lei spera che non lo dica ad Harley. Lui ribatte che al momento Harley è in giro per la città con la bambina. Daisy è gelosa.

Daisy: Di chi è questa stanza?
Gus: Tua, per adesso.
Daisy: Grazie per non avermi tradito con zio Frank.
Gus: Beh, potrei ancora farlo.
Daisy: Ma non lo dirai ad Harley?
Gus: Non ho ancora deciso. Tieni.
Daisy: Grazie.
Gus: Volevo solo portarti qui finché non avrai smaltito l’effetto della droga.
Daisy: Sono a posto. Scusa. Mi spiace che tu debba mentire a mia madre.
Gus: Beh, ha portato la bambina dal medico, sfoggiandola in giro o qualcosa del genere, così non le ho parlato, quindi tecnicamente non le ho ancora mentito. Domani.
Daisy: Domani cosa?
Gus: Non lo so, non lo so.
Daisy: quindi Harley sta portando la mia nuova sorellina in giro per la città, sfoggiandola? E’ una cosa carina.
Gus: Già. Quella bambina significa tutto per lei.

Rimasto solo, Alan chiama Lizzie e le lascia un messaggio: deve tornare subito a casa perché lui ha deciso che andranno tutti a fare una lunga vacanza. Poi parla sottovoce a Sarah: intende mostrarle il mondo, suo padre non ci sarà, ma ha lui ora.

Alan (al telefono): Elizabeth, voglio che tu venga a casa ora. Voglio portare la famiglia in vacanza e dobbiamo partire subito. Non è mai troppo presto per la piccola Sarah vedere il mondo. (a Sarah) Il tuo paparino non verrà con noi in questo viaggio, Sarah. Va tutto bene, tesoro. Hai me adesso.

In ospedale, Rick e un’infermiera sistemano Tammy in una camera del pronto soccorso, mentre Cassie e Josh guardano dalla vetrata. Cassie è arrabbiata: non riesce a capacitarsi che qualcuno possa investire una persona e non fermarsi. Cassie si volta verso Jonathan, che è alle loro spalle con Reva, per chiedergli se è sempre rimasto con Tammy. Jonathan si avvicina alla vetrata per guardare la moglie. Rick esce per aggiornarli sulle condizioni di Tammy. Josh, Reva, Remy, Jonathan e Cassie si mettono intorno a lui, mentre Lizzie resta sullo sfondo. Rick spiega che l’emorragia è sotto controllo, ma Tammy ha delle gravi lesioni interne e devono attendere che l’edema cerebrale diminuisca prima di poter dire come potrebbe andare. Per il momento nessuno può entrare a vederla. Rick rientra, mentre Josh conforta Cassie. Reva dice a Cassie che Colin ha contattato uno specialista in quel campo che verrà dalla California per Tammy. Le due sorelle si abbracciano, mentre Remy esce dalla struttura e Lizzie si lascia cadere su una sedia. Rick esce e Jonathan lo affronta: vuole entrare. Rick insiste che loro stanno facendo di tutto per salvarle la vita, ma la sola cosa che i familiari possono fare per ora è aspettare. Cassie chiede a Josh di occuparsi di RJ.

Cassie: Non capisco.
Josh: La macchina si è allontanata.
Cassie: Non capisco come qualcuno possa investire una persona e poi allontanarsi. Chi fa una cosa del genere? Jonathan, tu sei stato con lei per tutto il tempo, vero? Non era da sola?
Jonathan: No, non è mai stata da sola. Rick… come sta?
Rick: Beh, l’emorragia è sotto controllo.
Cassie: Quindi starà bene? Rick? Per favore dicci…
Rick: Cassie, Tammy ha delle profonde lesioni interne e un grave edema cerebrale.
Remy: Beh, che significa?
Rick: Non lo sappiamo… lei.. lei…
Cassie: Cosa? Non sai cosa? Che stai dicendo?
Rick: Non sapremo nulla finché l’edema cerebrale non diminuisce, Cassie.
Jonathan: Ok, e quanto ci vorrà?
Cassie: Si è appena sposata. Si sono sposati.
Jonathan: Voglio vederla.
Rick: Non possiamo permetterlo per adesso.
Cassie: Lei è giovane, è in salute. Ha l’intera vita davanti a sé.
Rick: Cassie, stiamo facendo tutto il possibile, ok? Devo tornare dentro ora.
Jonathan: Cassie, lei è forte come te. Combatterà.
Cassie: Giusto. Lo farà. Lei combatterà e ce la farà. Noi l’aiuteremo. Jonathan, noi la aiuteremo.
Reva: Cassie, ho parlato con Colin McCabe e lui ha un amico, un dottore, in California che è uno specialista in questo genere di cose. Lo abbiamo contattato e intendiamo farlo venire in aereo.
Cassie: Ok. Grazie. Grazie mille. Grazie, Reva.
Rick: Che cosa stai facendo?
Jonathan: Lasciami entrare. Ha bisogno di me lì. Rick, l’unico modo in cui lei potrà stare meglio è se io sono lì con lei.
Cassie: Lui vuole solo sapere che cosa succede. Abbiamo bisogno di saperlo, Rick. Dicci tutto quello che dobbiamo sapere, perché noi vogliamo consultare degli specialisti o almeno avere un altro parere.
Rick: Non si tratta di questo per ora.
Cassie: E allora di cosa si tratta?
Rick: Di aspettare. Aspettare per vedere se il suo corpo riesce a riprendersi dal trauma dell’incidente.
Cassie: Non se ne parla. Hai appena detto di no, noi dobbiamo aiutarla. Non possiamo solo aspettare, perché se aspettando…Rick. Dimmi quante possibilità ha. Senza giri di parole, dimmelo. Ho bisogno di numeri.
Rick: Cassie…
Cassie: Ho bisogno di qualcosa.
Rick: Cassie, tutto quello che ti posso dire e che noi stiamo facendo tutto il possibile per salvarle la vita. Mi dispiace, è tutto ciò che posso fare per te adesso. Josh, puoi restare con lei?
Josh: Certamente.
Cassie: Ok, ehm, RJ…
Josh: Mi assicurerò che arrivi a casa
Cassie: ok
Infermiera: Non può stare qui.
Reva: Per favore lo faccia sedere vicino a lei.
Jonathan: Ehi, sono con te, piccola, ok? Ti amo.

Intanto Jonathan entra lo stesso nella stanza di Tammy. Reva prega l’infermiera di fargliela vedere. Lui si siede accanto a lei, le prende la mano e le parla. Poi prende dalla tasca la fede e gliela infila di nuovo al dito, baciandole la mano. Tammy è addormentata, ha una ferita sulla fronte e i tubicini nel naso.
Montaggio musicale: Jonathan accarezza i capelli di Tammy, stringendole la mano. Remy è in chiesa e accende una candela. Cassie e Josh sono seduti fianco a fianco, lei si asciuga le lacrime, Reva è appoggiata di schiena alla vetrata della stanza di Tammy. Lizzie è seduta sulla sedia. Reva si gira per guardare dentro e Lizzie si avvicina alle sue spalle. Jonathan sta baciando Tammy sulla fronte. Reva abbraccia Lizzie. Alla villa, Alan culla Sarah tra le sue braccia. Jonathan continua a tenere la mano di Tammy baciandola.

Canzone

There’s no way this fate could be part of a greater plan
there’s no God that would allow me to be hurting like I am
what’s my soul to do when there’s simply no more of you?
This bitter sea of my regrets can’t forgive and won’t forget
there’s not a price too high no amount I would not pay
if someone could only take me far away
from the ache that voids my soul
steals light from light from my every day
someone could only take me far away far from here
and if time would only turn turn me back a single day
the other road I could have taken would make this go away
would make this all okay okay…

Categorie: Raccontando | Tag: | 20 commenti

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20 pensieri su “Raccontando Sentieri – 22 Gennaio 2007

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  1. Federica

    Sono in crisi profonda … mi manca Sentieri immensamente.Voglio le 700 puntate rimaste, Voglio le repliche, voglio Jonathan…….

  2. Sauro Gobbi

    vorrei sapere se ci siete ancora?

  3. Daniela

    anch’io ! Ciao

  4. julian

    ma che fine avete fatto?

  5. Ci sono due puntate in arrivo🙂

  6. Daniela

    Allora ci siete ! cominciavo a preoccuparmi (non solo per Sentieri..) Sappiamo che è impegnativo, ma non leggervi per mesi, neanche una riga, io già pensavo che non ci sarebbe più stato seguito. Grazie sempre per il vostro impegno, spero sappiate che fate felici tante persone, compresa me !🙂

  7. Claudia

    Avevate detto che ci sarebbero state altre puntate …… ma ad oggi non si è visto nulla! non fateci questo!

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