Raccontando Sentieri – 19 Gennaio 2007

Episodio 15090

Episodio 15090 – 19 Gennaio 2007

Traduzione Storia: Rita126
Traduzione Dialoghi: Marco Redaelli
Revisione: Rita126

In questo episodio:

  • Alan e Lizzie prendono misure disperate
  • Josh accompagna Reva al suo check-up
  • Tammy spezza il cuore a Remy.

Reva e Josh sono all’esterno dei Cedri. Josh l’ha accompagnata all’appuntamento con il dottor McCabe. Lei sembra nervosa e cerca di prendere tempo, mentre lui ha un tono ed un atteggiamento rassicuranti. La donna non riesce a credere che dopo 3 mesi abbia già un altro nodulo. Josh cerca di tranquillizzarla, ribadendo che potrebbe non essere niente di grave. Reva non pare molto sollevata, ma lo ringrazia per averla accompagnata al check-up. Josh scherza con lei e la ringrazia per avergli lasciato vivere la sua vita, mentre lei stava lottando per la sua. Entrano in ospedale.

Josh: Reva?
Reva: Hmm?
Josh: Vuoi fermarti qui fuori un attimo?
Reva: Per un attimo? Che ne dici di un giorno intero? Che ore sono?
Josh: Siamo in anticipo. C’è qualcosa che desideri che posso portarti?
Reva: Un certificato di buona salute. Non posso nemmeno fare il mio primo check-up trimestrale senza trovare un nodulo! Mi sembra troppo presto.
Josh: Potrebbe non essere cancro, Reva.
Reva: Certo! E ti assicuro che non ho nessuna voglia di vedere l’espressione sul volto di Colin quando mi dirà: “Mi dispiace tanto, Reva”.
Josh: Oppure quando ti dirà: “ Sembri così in salute, Reva. Stai benissimo”.
Reva: Anche la prima volta che mi hanno diagnosticato il cancro sembravo in ottima salute. Mi chiedo se Jonathan abbia chiamato.
Josh: 50 dollari che non lo ha fatto.
Reva: E hai vinto. Che razza di figlio si dimentica della propria madre?
Josh: Oh, andiamo Reva! Tu hai per caso chiamato tua madre durante la nostra luna di miele?
Reva: In qualcuna.
Josh: (ride)
Reva: Grazie per essere qui.
Josh: Te lo devo…per avermi reso la mia vita, mentre tu stavi lottando per la tua. Portarti dal medico è il minimo che io possa fare.
Reva: Non preferiresti portarmi a giocare a bowling?
Josh: Tu non sai giocare a bowling, Reva.
Reva: Che ne dici della pesca, allora?
Josh: E non sai nemmeno davvero pescare. Giovane signora, è il momento di andare, ok? E se farai la brava ragazza, il medico ti darà un lecca lecca.
Reva: E se invece facessi la cattiva, cosa mi darebbe?
Josh: Santo cielo! (ride)

In camera, Jonathan e Tammy sono a letto. Lei vorrebbe andare a prendere qualcosa da mangiare, ma Jonathan la blocca tra baci e risate. Optano per il servizio in camera e, intanto, scherzano su di loro. Jonathan chiede se qualcosa andrà storto perché non è mai stato così felice. Lei, in risposta, lo bacia. Lui dice che l’amore di Tammy è un dono per lui, ha sempre voluto solo lei e quando avranno anche Sarah, tutto sarà perfetto. Si baciano.

Tammy: Hai fame?
Jonathan: Eccome!
Tammy: Ok, ok, va bene, mi procurerò dei sandwich.
Jonathan: Oh, nemmeno per sogno! (ride) Non voglio perderti di vista nemmeno un attimo.
Tammy: Come non detto. Servizio in camera allora, servizio in camera!
Jonathan: (ridacchia) Bene. Chiamalo e fai mettere sul conto della zia Olivia, ma poi noi torneremo subito a letto.
Tammy: Ooh, sono davvero impressionata. Per un momento ho pensato che avresti perso interesse una volta che ci fossimo sposati.
Jonathan: Questa fede è un tale eccitante… Non posso credere che tu sia mia moglie. Cosa andrà storto?
Tammy: Storto?
Jonathan: Sì. Non sono mai stato così felice. Ho tutto ciò che ho sempre voluto. Qualcosa deve pure andare storto, giusto?
Tammy: Storto?! Viene qui
Jonathan: Il fatto che tu mi ami è un dono. Non c’è altro modo per dirlo.
Tammy: Allora dillo di nuovo.
Jonathan: Non ho mai voluto nessun’altra oltre a te. E una volta che avremo Sarah qui e otterremo la custodia, potrà esserci qualcosa di meglio di questo?
Tammy: Oh, sì, se mi baci.

A Villa Spaulding, Lizzie giocherella con un pupazzo rosa di Sarah, mentre Alan è vicino alla porta-finestra e culla la bambina, tenendola tra le braccia. Lizzie si chiede quando verranno a portarle via la piccola. Ad Alan non importa cosa vogliono gli altri: quella è la casa e il futuro di Sarah. Mette la bambina nella sua culla e Lizzie si accovaccia a fianco dicendo che è molto più di questo: è la sua ultima possibilità di riavere Jonathan. Alan resta perplesso sentendo questa affermazione. Invece Lizzie continua a ripetere alla bambina che riavranno papà ad ogni costo.

Lizzie: Quanto tempo pensi che abbiamo a disposizione?
Alan: Tempo?
Lizzie: Prima che vengano a portarcela via.
Alan: Nessuno verrà a portarla via. Lei resterà qui con noi.
Lizzie: Tammy e Jonathan si sono sposati. Lui vuole la custodia.
Alan: Non mi interessa cosa vuole. Questa è la casa di Sarah e questo è il suo destino.
Lizzie: Lei è molto più di questo. E’ la mia unica speranza e l’unica opportunità di riavere Jonathan.
Alan: Riavere?
Lizzie: Sì. Noi dimostreremo a papà dove dovrebbe stare, non è vero Sarah? E lo riavremo indietro, a qualunque costo.

Jonathan e Tammy sono ancora a letto e si stanno godendo la luna di miele. Il telefono suona e Tammy si alza perché vuole fare una cosa che desidera da tanto tempo: rispondere con orgoglio come signora Randall. Al telefono c’è Mel che vuole parlare con Jonathan. Tammy passa il telefono al marito e va ad indossare l’accappatoio. L’avvocato informa Jonathan che ha ottenuto la custodia temporanea di Sarah fino alla valutazione psichiatrica di Lizzie. Jonathan è al settimo cielo, ride, trascina Tammy al suo fianco e la bacia. Si alza poi dal letto e festeggia saltellando per la stanza: non vede l’ora che Sarah sia con loro. Tammy dubita che Lizzie rinunci così facilmente alla bambina. Jonathan ribatte che non ha scelta e, comunque, non sarà per sempre, è solo che al momento la piccola non è al sicuro con la madre.

Tammy: (suona il telefono più volte) Scusa, c’è solo… qualcosa che avrei sempre voluto fare. Pronto, parla la signora Jonathan Randall… Lo so… Bene, grazie (ride)… Si… E’ qui. E’ Mel.
Jonathan: Ehi, Mel, che succede? Custodia temporanea!
Tammy: Hai avuto la bambina?
Jonathan: In attesa della valutazione psichiatrica di Lizzie… Ok. Grazie, Mel. Arriviamo subito per prendere i documenti, ok? (ride) Sarah starà con noi!
Tammy: Oh, sono così felice per te!
Jonathan: Noi, per noi.
Tammy: Jonathan…
Jonathan: Che seccatura. Andiamo. Lei avrà bisogno anche di te. Sarah avrà bisogno anche di te. Devi insegnarle delle cose. Devi insegnarle come, sai, comportarsi, essere buona e pura e tutto ciò che suo padre non è.
Tammy: Ok, si, anche tu farai del tuo meglio.
Jonathan: Ok. Ehi? Vieni qui. Oh, si, ti ricordi questo, eh? Ti piace.
Tammy: Come potrei dimenticarmi di qualcosa del genere?
Jonathan: Ok, wow! Sta per esserci una bambina in casa! Ci sarà una bambina qui! Chi è il tuo paparino? Chi è il tuo paparino?
Tammy: Adoro vederti così felice!
Jonathan: Oh, amo essere così felice. Cosa devo fare adesso, solo prendere i documenti e andare…andare a portarli a Lizzie?
Tammy: Credi che ti consegnerà la bambina così?
Jonathan: Beh, non ha altra scelta.
Tammy: Sì, già.
Jonathan: Voglio dire, non voglio portargliela via per sempre. Non è… lo sai, non è quello che voglio fare. Ma non è sicuro per Sarah stare vicino a Lizzie in questo momento, così la porteremo via per un po’. So che Lizzie le vuole bene. Voglio che le cose funzionino.
Tammy: Lizzie deve prendersi cura di se stessa adesso.
Jonathan: Sì, già.

Alan è seduto al tavolo ed è incredulo che Lizzie voglia ancora Jonathan. Lei continua a giocare con la bambina. Alan cerca di ricordarle che Jonathan l’ha messa da parte, ha sposato sua cugina ed ora vuole pure toglierle Sarah. Lizzie, ostinatamente, difende il ragazzo. Jonathan le telefona chiedendole di vederla con la bambina in Main Street. Lizzie è entusiasta e pensa ad un riavvicinamento. Prende Sarah, pronta a correre da lui, ma mentre sta per uscire, Alan le suggerisce di lasciare la bambina a casa visto che è molto freddo e, per convincerla, le dice che così avrebbe del tempo da sola con Jonathan. Lizzie accetta. Appena esce, Alan apre un cassetto e prende un biglietto da visita. Si siede e telefona a qualcuno, dicendo che gli è stato consigliato da un amico che si è avvalso dei suoi servizi: anche lui ha un problema da risolvere.

Alan: Non gli stai ancora correndo dietro, vero?
Lizzie: Io continuo ad amarlo.
Alan: Elizabeth, ti ha gettato via e ha sposato sua cugina. Vuole portare via la tua bambina. Adesso, quando sei venuta da me, hai detto che volevi che io…
Lizzie: Jonathan è il padre di Sarah. (suona il cellulare) Pronto?
Jonathan: Ciao, Lizzie, sono io. Ho bisogno di vedere te e Sarah.
Lizzie: Ok. Certo. Come mai?
Jonathan: Preferisco dirtelo di persona.
Lizzie: Fantastico. Ci vediamo al cinema in Main street? Possiamo uscire anche adesso. Ok, ci vediamo là. (ride) Jonathan mi vuole vedere! Non è stata poi un granché la luna di miele, eh?
Alan: Che cosa ti ha detto?
Lizzie: Non molto. Solo che vuole parlarmi di persona e che vuole vedere sia me che Sarah. Ci vuole vedere entrambe!
Alan: Elizabeth…
Lizzie: Sì, lo vuole. Devo andare
Alan: No, no, aspetta, aspetta. Dove?
Lizzie: In Main street.
Alan: Non puoi portare fuori la bambina. Si congela! Senti, perché non vai a vedere cosa vuole? Ascolta, questo ti darà l’opportunità di trascorrere un po’ di tempo da sola con lui.
Lizzie: Sì, è una buona idea. (ride) (a Sarah) Ok. Tu resta qui con il nonno e la mamma tornerà a casa presto e, incrociando le dita, ci sarà anche papà. (ride) Guarda come sorride.
Alan: Sì, è un tesoro.
Lizzie: Prenditi buona cura di lei.
Alan: Lo farò. Starà bene. (A Sarah) Si, sarà così. Starai proprio bene, Sarah, fino a quando starai qui. (al telefono) Sì, sono Alan Spaulding. Il suo nome mi è stato suggerito da un amico, un amico che si è servito di lei. Appena è libero, avrei anche io una “scocciatura” da risolvere.

Tammy e Jonathan si salutano prima che lei esca per fare spesa e lui vada ad incontrare Lizzie e Sarah. Tammy gli dice che cercherà di tornare prima che lui arrivi con la bambina. Felici, si dicono che si amano e si baciano.

Tammy: Vado al negozio a comperare ciò che ci serve e cercherò di tornare in tempo per quando porterai Sarah a casa.
Jonathan: E allora inizieranno i veri festeggiamenti. Ti ho detto che ti amo?
Tammy: Mmm, non riesco a ricordare…
Jonathan: Ti amo. Arrivederci, signora Randall.
Tammy: Buona fortuna!
Jonathan: L’ho già avuta.

In Main Street, Lizzie sta finendo di truccarsi e sistemarsi i capelli mentre aspetta Jonathan di fronte al cinema. Parla da sola ad alta voce, cercando di convincersi che Jonathan tornerà con lei e dimenticherà Tammy, che considera solo una brutta abitudine, alla stregua del fumo. Jonathan arriva alle sue spalle e le chiede con chi sta parlando poi, quando nota che è sola, si irrita. Lizzie trova delle scuse e commenta che così potranno sistemare le cose, ma Jonathan la informa che ha ottenuto la custodia temporanea. Lizzie è sconvolta. Jonathan è comprensivo: lo fa per il bene di Sarah, almeno finché Lizzie non si cura. La ragazza si offende, non vuole essere considerata pazza e non vuole nemmeno sentire il nome di Tammy. Jonathan ribadisce che non la ama. Lizzie chiede se le è mai importato di lei o solo della bambina. Jonathan dice di si, ma vuole Sarah. Lizzie lo informa che è da Alan e ci resterà. Jonathan ribatte che andrà a prendere i documenti. Lizzie inizia ad urlare, mentre lui se ne va, augurandogli di finire all’inferno insieme a Tammy.

Lizzie: Ok. Non avere fretta. Posso farcela. Jonathan mi appartiene. Tammy è solo una cattiva abitudine, come le sigarette. E lui dovrà lasciarla prima o poi, quindi perché non oggi?
Jonathan: Lizzie, con chi stai parlando?
Lizzie: Stavo solo…
Jonathan: Dov’è Sarah?
Lizzie: Faceva un po’ freddo fuori, così l’ho lasciata a casa.
Jonathan: Ma io ti avevo chiesto di portarla qui.
Lizzie: Va bene così: ci darà l’opportunità di parlare per risolvere le cose. E’ per questo che mi hai chiesto di venire qui, giusto?
Jonathan: Il giudice ha preso una decisione sulla custodia temporanea. Ha deciso che Sarah deve stare con me.
Lizzie: No!
Jonathan: Lizzie.
Lizzie: No, perché dovremmo essere una famiglia, tu, io e Sarah.
Jonathan: Tecnicamente noi siamo una famiglia divorziata. Io sto con…
Lizzie: No! Non dire il suo nome. Non voglio sentire quel dannato nome. Non è lei che ha avuto un figlio da te. Io l’ho avuto.
Jonathan: Lizzie, non ce l’ho con te, ok? Credo davvero che Sarah starebbe meglio con Tammy e me fino a quando tu…
Lizzie: Non ti permettere di parlarmi come se fossi pazza. Ho fatto qualche errore, Jonathan…
Jonathan: Qualche errore? Certo, qualche errore che avrebbe potuto mettere in pericolo la vita di Sarah. Ora, so che non è ciò che vuoi.
Lizzie: Io voglio che noi stiamo insieme.
Jonathan: E noi ci abbiamo provato e non ha funzionato.
Lizzie: Beh, proviamoci ancora.
Jonathan: Lizzie, non posso essere il marito che tu vuoi. Non ti amo in quel modo. Su, sappiamo bene entrambi che fingere non servirebbe a nulla. Non sarebbe positivo per nessuno di noi, soprattutto per Sarah.
Lizzie: Sarah, Sarah, Sarah, Sarah. Ti è mai importato qualcosa di me? Intendo, solo di me?
Jonathan: Sì, mi è importato. Mi importa. E continua ad importarmi. Mi sento malissimo per questo, ok? So che la tua famiglia ti ha fatto delle cose orribili. So bene cosa significhi essere preso a calci dalle persone che dicono di amarti. Lizzie…
Lizzie: Mio Dio, non riesco a credere che tu mi stia….
Jonathan: Lizzie…
Lizzie: facendo questo.
Jonathan: Dov’è Sarah? Non peggiorare la situazione. Ho il tribunale dalla mia parte. Chiamerò la polizia, se necessario. Lei dov’è?
Lizzie: Con mio nonno.
Jonathan: Va a prendere Sarah.
Lizzie: No.
Jonathan: Lizzie…
Lizzie: Lei sta nel posto a cui appartiene.
Jonathan: Ok, vado a prendere i documenti del tribunale.
Lizzie: Perfetto. Mio nonno li farà sparire. E dopo che lo avrà fatto, tu potrai andartene diritto all’inferno, proprio a fianco della tua preziosa Tammy.

Josh e Reva entrano ai Cedri. Il dottor Colin li sta aspettando seduto ad una scrivania. Lui e Reva si abbracciano e lui scherza chiedendole se ha portato un nuovo cowboy con lei. Poi stringe la mano a Josh e dice che è contento di vederli assieme, ma i due precisano che non si sono rimessi insieme. Colin cerca di tranquillizzare Reva: il nodulo potrebbe essere una semplice cisti o un linfonodo ingrossato, ora le farà degli esami per vedere di cosa si tratta e, se non bastassero, ricorrerà ad una biopsia. Josh esce per lasciarli procedere, dicendo che aspetterà fuori leggendo, ma prima, scherzosamente, raccomanda a Reva di non combinare guai. Appena fuori dell’ambulatorio, il suo volto mostra tutta la preoccupazione e sospira, appoggiandosi alla parete. Intanto Reva ha indossato il camice e Colin inizia a prelevarle il sangue. Reva chiede a Colin se è preoccupato, ma lui cerca di tranquillizzarla di nuovo. Lei non vuole che la sua famiglia riviva questa situazione e lui le ricorda che la prima volta non glielo aveva nemmeno detto. E’ molto contento che stavolta abbia portato Josh.

Colin: Ah, eccola!
Reva: Ciao, dottore!
Colin: Hai per caso abbordato un altro cowboy?
Reva: Oh no, questo è uno dei miei vecchi fissi.
Colin: E’ un piacere rivederti, Josh.
Josh: E’ un piacere anche per me, dottor McCabe. Sono stato felice di sapere che eri in città.
Colin: Beh, è bello vedervi di nuovo insieme.
Reva: Oh no, in realtà, non stiamo insieme.
Josh: Reva ti ha detto che ha trovato qualcosa, vero?
Colin: Sì, (a Reva) sotto il tuo braccio. So che la prima cosa a cui hai probabilmente pensato è stata: “oh no, il cancro è tornato”, ma potrebbe essere semplicemente una cisti benigna o un linfonodo ingrossato o tante altre cose.
Josh: Quindi come possiamo scoprire cosa sia?
Colin: Beh, (a Reva) prima di tutto ti visiterò, poi ti farò dei prelievi di sangue per un emocromo completo, quindi ti manderò di sopra a fare una mammografia. Se tutto ciò non sarà sufficiente, ti inietterò un anestetico locale nella zona attorno al nodulo e faremo una biopsia.
Reva: Un’altra biopsia.
Colin: Reva, cerchiamo di…
Reva: …fare una puntura alla volta, giusto?
Colin: Sì, qualcosa del genere. Sei pronta per metterci al lavoro?
Reva: Sì, certo. Josh…
Josh: Sarò qui fuori se hai bisogno di me. Sembra che ci sia una collezione di riviste qui fuori. Mi immergerò nella lettura, e tu non… non combinare troppi guai qui.
Colin: Oh, caspita, ti conosce molto bene!
Reva: Sì, davvero.
Colin: Déjà vu?
Reva: No, è come quando senti di essere già stata in un posto prima, io sono già stata qui prima.
Colin: Oh andiamo, ti sono mancato.
Reva: Lo stesso vecchio ego. Potrei riutilizzare alcune rassicurazioni, sai dottore, ad esempio: “Non è cancro, Reva. Non essere sciocca. Le tue probabilità sono…” (sospira). Quali sono le mie probabilità?
Colin: Conosci le tue probabilità. Potresti probabilmente citarmi tutte le tue probabilità.
Reva: Voglio un altro medico, uno che non conosca tutti i miei trucchi.
Colin: No, non lo vuoi.
Reva: No, non lo voglio. Però sei preoccupato, vero?
Colin: Reva, potrebbe non essere niente.
Reva: Non posso permettere che la mia famiglia affronti tutto questo di nuovo.
Colin: Non glielo hai fatto affrontare la prima volta.
Reva: Sai cosa intendo. Ahi.
Colin: Sono felice che Josh sia qui con te stavolta.
Reva: E io sono contenta che la tua ragazza porti un po’ di fuoco nella tua vita.
Colin: Vediamo cosa non va nel tuo corpo, eh?

Gillespie arriva da Alan e guarda Sarah, appoggiandosi alla culla. Alan si dirige verso il tavolo e versa da bere, mentre gli spiega che lo ha chiamato per proteggere quella bambina. Gillespie rifiuta il bicchiere che Alan gli porge mentre continua a parlare. Lui spera che non debba ricorrere ai suoi servizi, prima deve parlare con sua nipote, ma nel caso servisse, lo pagherà in anticipo: dovrà occuparsi del padre della bambina che vuole privarla dei suoi diritti.

Gillespie: (guardando Sarah) Bella bambina.
Alan: Sì, questo piccolo angelo è il futuro della mia famiglia. Ed è il motivo per cui sto pensando di usufruire dei tuoi servizi. Vedi, la sua vita è in pericolo.
Gillespie: Chi può mettere in pericolo una bambina?
Alan: Qualcuno che vuole toglierle i suoi diritti di nascita, la vita che si merita di avere, la vita di una Spaulding.
Gillespie: Ed è qui che intervengo io?
Alan: Forse.
Gillespie: Non sarei qui se fosse un “forse”.
Alan: Spero di non dover ricorrere ai tuoi servizi, capisci. Devo parlare con mia nipote e cercare di convincerla a fare la sua parte in tutto questo. Ti pagherò in anticipo.
Gillespie: Quindi chi è il bersaglio?
Alan: Il padre della piccola Sarah, Jonathan Randall.

Lizzie si reca in chiesa, si siede su una panca, piange e chiede a Dio perché tutti la lasciano: non vuole perdere anche sua figlia! Remy arriva e le chiede cosa non va. Lei fa una smorfia e commenta che sono i due perdenti. Lui non capisce di che parla. Lei lo informa del matrimonio di Jonathan e Tammy. Remy resta allibito e si siede incredulo. Lizzie si alza e va verso l’uscita, girandosi di nuovo a guardare Remy prima di andarsene. Lui resta seduto sulla panca, attonito.

Lizzie: Perché mi stai facendo questo? Non solo ho perso Jonathan, ma ora sto anche per perdere la mia bambina. Perché tutti se ne vanno? Non posso perdere Sarah, non posso.
Remy: Lizzie? Che c’è?
Lizzie: I due perdenti sulla scena del crimine.
Remy: Quale crimine? Sono qui per vedere padre Ray per parlargli di un progetto sulla sicurezza per il doposcuola.
Lizzie: Mi prendi in giro? Non ti sei accorto che Tammy non è a casa?
Remy: Non è che la tengo sotto sorveglianza. Quello che fa sono affari suoi.
Lizzie: Oh mio Dio. Tu non lo sai, vero? Tammy e Jonathan si sono sposati.
Remy: Loro cosa?
Lizzie: Proprio qui, in questa chiesa.
Remy: Lei avrebbe dovuto dirmelo
Lizzie: E’ stata una cosa veloce. Una piccola cerimonia, ma alla fine i due sfortunati cugini sono insieme.

Jonathan torna in camera, ma Tammy non è ancora rientrata e gli ha lasciato un post-it attaccato allo specchio in cui ribadisce che ama lui e Sarah. Jonathan sorride mentre legge.

Jonathan: Tammy, non crederai a quello che è successo. (legge) “Torno presto. Non vedo l’ora di vedere Sarah. Vi amo entrambi. Signora Jonathan Randall”. (sorride)

A villa Spaulding, Lizzie è ancora fuori e continua a piangere. Alan la vede dalla porta-finestra del salotto e apre chiedendo com’è andata. Lizzie risponde che lui aveva ragione su tutto: Jonathan ha avuto la custodia temporanea e verrà a portare via Sarah. Il nonno le chiede cosa vuole che faccia. Lizzie va tra le sue braccia, continuando a piangere, e gli dice che deve fermare Jonathan a qualsiasi costo. Alan le accarezza la testa: è orgoglioso di lei.

Alan: Beh? Come è andata?
Lizzie: Esattamente come avevi pensato tu.
Alan: Così tu e Jonathan…
Lizzie: Tu avevi ragione. A Jonathan non importa nulla se non Tammy. E’ riuscito ad ottenere un’ordinanza del tribunale per la custodia temporanea. Lui… porterà via Sarah
Alan: Che cosa vuoi che faccia?
Lizzie: Fermalo. Farò tutto il possibile per tenermi mia figlia e per fargli rimpiangere di avermi ferita
Alan: Adesso parli come una vera Spaulding. Ecco la mia ragazza.

Josh si avvicina a Colin che sta firmando dei moduli nell’ingresso e gli chiede di Reva. Il dottore gli spiega che ha richiesto degli esami urgenti ed ora non resta che aspettare e pensare positivo. Josh ammette che stava pregando. Colin gli chiede di tenere occupata Reva in attesa dei risultati, poi lo saluta. Reva esce dall’ambulatorio ed è sorpresa di trovare Josh ancora lì. Lui le propone un film, ma lei gli chiede di uscire di lì subito: ha bisogno di respirare. Lui le tende la mano, lei ci appoggia la sua ed escono insieme.

(Josh si avvicina a Colin)
Colin: Ehi, Reva è…
Josh: E’ tutto a posto?
Colin: Sì, lei… lei sarà fuori tra un minuto. Ho segnato come urgenti gli esami, così con un po’ di fortuna, i risultati arriveranno in giornata.
Josh: Ma come.. come sembrano le cose?
Colin: Beh… tutto quello che possiamo fare è… è solo aspettare e vedere.
Josh: Aspettare?
Colin: Sì, e pensare positivo.
Josh: Pregare.
Colin: Beh, io sono un dottore, quindi… sì, male non fa.
Josh: E’ solo che… sai, è quello che stavo facendo qui fuori, così…
Colin: E’ un bene che sei qui, Josh.
Josh: Lo penso anch’io, grazie.
Colin: Cerca di tenere Reva occupata, ok? Portala a fare compere. Portala in un karaoke bar. Solo assicurati che non ti faccia cantare.
Josh: Un karaoke bar? Sul serio?
Colin: Sì.
Josh: Ok, va bene.
Reva: Ciao, Bud!
Josh: Ciao, Reva!
Reva: Sei ancora qui!
Josh: Esatto. Pensavo di andarmene a vedere un film e dopo…ma, sai..
Reva: Beh che ne dici se ce ne andassimo alla svelta?
Josh: Dove vorresti andare?
Reva: Ovunque! Dovunque io possa respirare.

Jonathan riceve un chiamata di Lizzie che, sussurrando, si scusa per il comportamento di prima. Il ragazzo le chiede perché parla sotto voce e lei spiega che non vuole che suo nonno la senta e gli propone di incontrarsi al vecchio mulino. Lui accetta purché lei porti Sarah e gliela lasci fino alla decisione definitiva sulla custodia. Lei accetta e chiude il telefono. Alan, che per tutto il tempo era rimasto nella stanza, le si avvicina e Lizzie dice che ora dipende tutto da lui: faccia tutto quello che serve purché lei continui ad avere la figlia. Il nonno l’abbraccia.

(suona il cellulare)
Jonathan: Lizzie, sono stanco di litigare con te, ok? Puoi parlare con il mio avvocato.
Lizzie: Aspetta. Non riattaccare. Ascolta, mi spiace per come mi sono comportata, ok? Ero solo molto sconvolta. Possiamo ricominciare?
Jonathan: Perché stai sussurrando?
Lizzie: Perché non voglio che mio nonno senta. Ascolta, possiamo incontrarci da qualche parte dove nessuno ci possa vedere?
Jonathan: Solo se prometti che porterai Sarah e che acconsentirai a lasciarmela tenere fino a quando non decideranno sulla custodia.
Lizzie: Porterò Sarah e potremo parlarne. Lei sente la tua mancanza, Jonathan, e io so cosa significhi sentire la mancanza del proprio padre. Sai dov’è il vecchio mulino?
Jonathan: Sì, va bene.
Lizzie (riattacca) (ad Alan): Adesso è tutto nelle tue mani. Liquidalo con del denaro, mandalo via, quello che vuoi. Tutto ciò che mi interessa è mia figlia!

Jonathan scrive un biglietto per Tammy in cui la informa che si sta recando al vecchio mulino a prendere Sarah e che la ama. Appende il post-it allo specchio ed esce.

Jonathan (scrive un biglietto per Tammy): “Vado a prendere Sarah al vecchio mulino. Non chiedere. Ti amo. Signor Jonathan Randall”

Tammy entra in chiesa con una busta in mano e chiama padre Ray. Su una panca vede una borsa con le sue cose, sopra c’è un biglietto di Remy. Lei prende la borsa, ma la busta della spesa le cade e si rompe. Tammy si abbassa per raccogliere tutto e Remy si avvicina chiedendole se ha bisogno di aiuto, poi si inginocchia al suo fianco. Il ragazzo si congratula freddamente con lei per il matrimonio. Vedendolo sconvolto, Tammy si scusa per non averlo avvertito, ma era successo tutto in fretta. Lui le augura buona fortuna: ne avrà bisogno perché i tipi come Jonathan distruggono la vita delle donne tutti i giorni. Lei si offende e gli dice che se vuole restare suo amico deve essere felice per lei. Remy afferma che non può essere felice. Lei è davvero dispiaciuta, non voleva ferirlo, ma Jonathan è la sua vita. Raccoglie la spesa, la borsa ed esce, lasciando Remy solo, ancora sconvolto.

Tammy: Padre Ray? Bene. Oh, ok.
Remy: Ti serve una mano?
Tammy: Oh… ciao. Grazie!
Remy: E così dovrei farti le mie congratulazioni.
Tammy: Già, mi spiace. Tutto è successo molto velocemente. Sai, nemmeno zia Reva è potuta esserci. Avrei voluto chiamare te e Marina…
Remy: Non mi devi nessuna spiegazione. Sapevo bene cosa mi aspettava quando mi sono innamorato di te. Così, adesso, voglio augurarti buona fortuna, perché credimi, ne avrai davvero bisogno.
Tammy: Senti, so che non ti piace Jonathan. Molte persone non lo capiscono.
Remy: Credimi, lo capisco molto bene. Nel mio lavoro vedo ragazzi come lui rovinare la vita delle donne ogni giorno.
Tammy: Ehi, ok: o sei felice per me o non sei mio amico.
Remy: Non posso essere felice per te.
Tammy: Remy…
Remy: Dovresti andare. Sembra che hai parecchio da fare.
Tammy: Mi spiace. Io davvero…. non avevo nessuna intenzione di ferirti. Ma Jonathan è la mia vita. Mi dispiace.

Alan telefona a Gillespie, confermandogli il lavoro. Il ragazzo è già al Beacon, di fronte alla porta di Jonathan e Tammy. La ragazza arriva in quel momento e, da dietro l’angolo del corridoio, sente Gillespie descrivere l’auto di Jonathan, poiché ripete le parole che sente da Alan ad alta voce. Tammy capisce che il marito è in pericolo e, appena Gillespie si allontana, corre in camera, ma scopre che Jonathan è uscito per incontrare Lizzie. Prova allora a chiamarlo al cellulare, ma non risponde. Chiama allora Remy, ma il ragazzo si rifiuta di aiutarla: Jonathan è un suo problema e riappende. Disperata, prende le chiavi dell’auto e corre via.

Alan: Il lavoro è confermato. Dobbiamo muoverci velocemente. Dove sei?
Gillespie: Al Beacon. Pensavo dovessi essere qui nel caso lui fosse tornato presto. (Tammy ascolta) Dove lo trovo?…. Al vecchio mulino a Lakehurst. Ok. Che tipo di macchina guida? Blu, cerchi in lega, cofano ammaccato. La targa? Nessun problema. Ti chiamerò quando sarà tutto finito.

Tammy (entra e chiama): Jonathan, Jonathan, qualcuno sta… (trova il biglietto) il vecchio mulino… Oh mio Dio! Oh mio Dio! (telefona) Rispondi, rispondi, rispondi. (nuova telefonata) Remy! Remy! Sono io. Credo che Jonathan possa essere in serio pericolo. Ho cercato di chiamarlo al cellulare, ma immagino che l’abbia spento. Devi aiutarmi!
Remy: Tammy, respira e calmati. Senti, perché mi stai chiamando?
Tammy: Perché… perché è una cosa seria. Penso che Jonathan sia davvero in pericolo e ho paura di quello che può succedere se non lo raggiungo immediatamente.
Remy: Tammy… mi dispiace, Jonathan è un tuo problema adesso. Vuoi questa vita? Vuoi essere immischiata nei suoi casini? Beh, buona fortuna ad entrambi!
Tammy: Remy? Oh no!

In Main Street, Josh cerca di tranquillizzare Reva, dicendo che andrà tutto bene, perché lei è una forza della natura e il mondo non è pronto a restare senza di lei. Intanto si siedono ad un tavolo del CO2 e bevono caffè. Lei ribatte che pur essendoci già passata, non si sente meno spaventata, anche se l’altra volta aveva già detto addio a tutti ed era pronta ad andarsene. Josh sottolinea che lei non lo era e infatti aveva lottato per restare con loro e ce l’aveva fatta. Lei dice che ci era riuscita grazie a lui. Josh dice che hanno ancora un lungo futuro davanti. Reva lo spera visto che vuole fare ancora molte cose e cita ciò che la tiene legata alla vita: la famiglia, gli amici e la felicità finalmente raggiunta da Jonathan. Josh propone di fare, appena lei sarà sicura di stare bene, una grande riunione familiare, con tutti i loro figli e parenti. A lei sembra un bel sogno.

Josh: Guardami. Supererai anche questo, indipendentemente da quello che diranno i risultati degli esami e sai il perché? Perché il mondo non è pronto a lasciar andare Reva Shayne. Perché tu sei una forza della natura.
Reva: Mi sento come una nuvoletta nera
Josh: Si, beh, sai cosa? Sei tuttora l’unica donna che io conosco che è capace di far piovere. Ecco chi sei.
Reva: Grazie.
Josh: Mm-hmm
Reva: Tu credi che avendolo già sperimentato una volta, dovrei esserci abituata ormai, che dovrei essere, non so, meno spaventata.
Josh: Perché dovrei pensarlo?
Reva: Perché ho già detto addio a tutti… ero già pronta ad andarmene.
Josh: Ma tu non eri pronta. Dopo tutto quel parlare dl “lasciatemi andare” e “va bene così”, tu non eri comunque pronta. Hai avuto la tua occasione, ma hai lottato. Hai strisciato e graffiato per guadagnarti la via del ritorno.
Reva: Grazie a te!
Josh: Io ero semplicemente li.
Reva: Tu sei sempre qui.
Josh: Non è così semplice uscire dalla tua vita.
Reva: Specialmente dopo tutto quello che abbiamo passato insieme.
Josh: E abbiamo ancora un sacco di cose davanti a noi.
Reva: Oh, spero che tu abbia ragione. Spero davvero che tu abbia ragione, perché non mi sento ancora pronta a fare le valigie. Davvero non lo sono. Ci sono ancora tante cose che voglio fare. La mia famiglia, i miei amici e Jonathan che è finalmente felice… Io voglio essere qui per godermi tutto questo. Voglio continuare a vedere quel sorriso buffo sulla sua faccia.
Josh: Sai, quel sorriso mi spaventa un po’.
Reva: Oh, lo so che fa quest’effetto.
Josh: Ehi, ehi, ho un’idea. Una volta che tutto questo sarà finito, che ne diresti se organizzassimo qualcosa di grande, una bella riunione di famiglia? Chiameremo Marah e Shayne o potremmo andare noi da loro. Potremmo essere tu, io, Cassie Billy, Dylan, Tammy e Jonathan con la bambina
Reva: Sembra un sogno, Joshua. Proprio solo un sogno.

Jonathan è al vecchio mulino e aspetta Lizzie. Cammina con le mani in tasca e guarda la strada, ma Lizzie non si vede.

Jonathan: Andiamo, Lizzie. Farmi aspettare non cambierà le cose.

Alan sta tranquillamente fumando il sigaro. Lizzie entra in salotto ed è stupita di trovarlo lì: pensava che fosse andato ad incontrare Jonathan. Lui risponde che il ragazzo può aspettare e non se ne andrà senza Sarah. Lizzie concorda che il nonno ha ragione. Alan ne è compiaciuto e i due dicono di aver sentito l’uno la mancanza dell’altro. Alan ammette che Lizzie, James e Sarah sono tutto quello che gli è rimasto di Phillip ed ora che sono di nuovo una famiglia potranno andare avanti. Alan vede in Lizzie e Sarah la speranza della ripresa dopo il dolore per la perdita del bambino ed è sicuro che la nipote troverà un marito degno di lei.

Lizzie: Nonno, pensavo che andassi ad incontrare Jonathan.
Alan: Fallo aspettare.
Lizzie: Potrebbe andarsene!
Alan: Senza Sarah?
Lizzie: Aspetterà, hai ragione!
Alan: Ho ragione? Caspita! Non sentivo più queste parole da mesi e mi mancavano. E mi sei mancata anche tu.
Lizzie: Anche tu mi sei mancato, nonno.
Alan: Sai, quando ti guardo, mi ricordo che tu, James e la piccola Sarah siete tutto quello che ho per ricordarmi di tuo padre. Ma noi siamo di nuovo una famiglia, Elizabeth. Possiamo incominciare il processo di guarigione.
Lizzie: Non so se riuscirò mai a guarire.
Alan: Capisco come ti senti. Mi sono sentito allo stesso modo quando io e tua madre abbiamo perso il nostro bambino.
Lizzie: Davvero? Non ne hai mai parlato molto.
Alan: Quella perdita mi ha devastato, ha quasi distrutto il nostro matrimonio. Ma ora che ho te e la piccola Sarah, ho di nuovo la speranza. E anche tu e lei avrete speranza, te lo prometto. Avrete una vita meravigliosa qui. E ti posso anche promettere che un giorno avrai un marito che sia degno di te.

Josh e Reva stanno passeggiando ed arrivano davanti al cinema. Reva propone di entrare e i due cercano di decidere quale film andare a vedere, ma ricevono una chiamata da Colin: i risultati sono pronti e Reva deve correre in ospedale.

Reva: Allora, vuoi andare a vedere un film?
Josh: Adesso?
Reva: Beh, si, voglio dire, non sappiamo quanto tempo ci voglia prima di avere i risultati degli esami e posso mettere la vibrazione al cellulare.
Josh: In tutta la nostra vita, ci siamo mai trovati d’accordo su un film?
Reva: No, è per questo che lo scelgo io.
Josh: E chi lo dice?
Reva: Lo dice la signora con il nodulo.
Josh: Sì, non credo che mi attaccherei a questo se fossi in te.
Reva: Probabilmente hai ragione.
Josh: Ok, e allora? vedremo qualche sdolcinato film da femminucce? Fantastico!
Reva: No, veramente l’ultima cosa che voglio fare è piangere.
Josh: Ok, allora che genere di film vuoi vedere?
Reva: Una commedia. Una commedia con un gruppo di amici che fanno cose veramente stupide e che chiamano film.
Josh: Sono piuttosto sicuro che ne troveremo uno. Che ne dici se prendiamo del pop-corn?
Reva: Sì, fino a che non ne avremo abbastanza… (suona il telefono)
Josh: E’ l’ospedale?
Reva: Già.
Josh: Josh Lewis… Ciao… Adesso?… Ok. Stiamo arrivando. Grazie. (a Reva) E’ Colin. Ha i risultati dei tuoi esami.
Reva: E…?
Josh: Vuole vederti immediatamente.

Jonathan sta ancora aspettando e decide di chiamare Lizzie, ma si accorge che il suo cellulare era spento. Dopo averlo riacceso, le lascia un messaggio vocale chiedendole dove si trova. Intanto Tammy cerca di raggiungerlo, guidando velocemente, e gli lascia un messaggio vocale chiedendogli di andarsene subito di lì.

Jonathan: Maledizione, Lizzie. Dove sei? Mmm, il cellulare è spento. (sospira) (lascia un messaggio a Lizzie) Lizzie, dove diavolo sei? Voglio mia figlia. La voglio immediatamente. Andiamo!
Tammy: (telefona a Jonathan) Oh, Dio! Ti prego, rispondi. Oh no! (lascia un messaggio) Jonathan! Jonathan, stanno per incastrarti. Qualcuno vuole farti del male. Non richiamarmi. Se senti questo messaggio, vattene da li, ok? Vattene!

A Villa Spaulding, Lizzie culla Sarah. passeggiando per la stanza. e le dice che tutto andrò bene, loro staranno lì. Intanto Alan è all’esterno, fuma il sigaro e guarda la luna.

Lizzie (a Sarah): Andrà tutto bene. Abbiamo fatto la cosa giusta. Starai qui con la mamma e, con il tempo, forse papà potrà farti visita. Tutti staremo bene. Tutti noi.
Alan: Tic tac.

Josh e Reva entrano nell’ambulatorio dove li aspetta Colin. Lui controlla i risultati ed informa Reva che il nodulo era benigno: i suoi esami sono nella norma, il cancro non è tornato. Reva ride, poi inizia a piangere di gioia, mentre lei e Josh si abbracciano.

Colin: Caspita, che velocità! Perché non entrate e vi sedete? Esamineremo i tuoi risultati.
Reva: Dobbiamo sederci?
Colin: Nessun cambiamento nel tuo antigene carcino-embrionario. In realtà, è quasi impercettibile adesso. Gli enzimi del fegato sono entro i limiti normali e lo stesso vale per gli elettroliti del sangue e l’emocromo completo…
Reva: Sai una cosa? Puoi venire al punto, per favore? Che significa tutto questo?
Colin: Che ti sto rimandando in pista
Reva: Intendi dire che il nodulo era…
Colin: Totalmente benigno. Tutti i risultati dei tuoi esami sono negativi. Sei libera dal cancro (ride)
Reva: Sono libera dal cancro, sono sana! Hai sentito?
Josh: Sì!
Reva: Sono guarita!

Jonathan prova di nuovo a chiamare Lizzie. Vede dei fari di un auto e pensa sia la ragazza, invece è Gillespie che accelera contro di lui con un ghigno beffardo. Jonathan alza una mano per ripararsi dalla luce dei fari.

Jonathan: Ok, Lizzie, è la tua ultima possibilità. Faresti meglio a rispondere. (vede dei fari) Era ora!

Categorie: Raccontando | Tag: | 9 commenti

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9 pensieri su “Raccontando Sentieri – 19 Gennaio 2007

  1. zaniah57

    Grazie per l’ottimo lavoro svolto, per accontentare i fans come me di Sentieri!

  2. Anna

    Complimenti…. Bel lavoro… ^_^

  3. Paola

    Grazie per tutto quello che state facendo! Bello!

  4. Emanuele

    Credo che la prossima puntata sarà emozionante!

  5. lina

    E’ tutto fermo al 19 gennaio,il lavoro di traduzione non va avanti?
    Qualcuno può aggiornarmi sulla situazione?

  6. lina

    La carissima Rita 126 non vuole piu’ collaborare? cosa è successo? Anche bse non volete piu’ continuare nelle traduzioni perchè non ci informate? per favore dateci notizie, grazie

  7. rita126

    Abbiamo già spiegato che l’ultimo mese è stato, per noi del sito, impegnativo sul fronte lavorativo-personale, con pochissimo tempo libero da dedicare a GL🙂 Abbiamo anche specificato sin dall’inizio che le puntate sarebbero state pubblicate quando le avremmo avute pronte, senza date fisse, proprio perché dipende dal tempo a disposizione🙂

  8. Lidia

    A tutti i traduttori voglio dire grazie x quanto fatto finora. Mi raccomando però, non ci mollate pure voi! Spero di leggere presto le prossime puntate. ciao

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