Raccontando Sentieri – 18 Gennaio 2007

Episodio 15089

Episodio 15089 – 18 Gennaio 2007

Traduzione Storia: Rita126
Traduzione Dialoghi: Marco Redaelli
Revisione: Rita126

In questo episodio:

  • Jonathan e Tammy si scambiano le promesse nuziali
  • Reva fa una confessione a Josh
  • Lizzie si sente tradita e va da Alan per chiedere il suo aiuto.

In chiesa, Jonathan è a fianco di Padre Ray, aspettando l’arrivo della sposa. Cassie entra, portando in braccio Sarah. Jonathan sorride vedendole, poi bacia la donna sulle guance e saluta la piccolina. Sullo sfondo appare Tammy in abito da sposa. I due giovani si fissano, sorridendosi a vicenda, mentre la ragazza cammina verso l’altare. La coppia si posiziona davanti a padre Ray, mentre Lizzie li spia furtivamente, irritata e scuotendo la testa. Padre Ray chiede se sono pronti. Tammy dice che lo sono da tanto tempo. Iniziano con Padre Ray che pone la fatidica domanda: se qualcuno ha delle obiezioni al matrimonio, parli ora o taccia per sempre.

Tammy: Ciao!
Jonathan: Ciao! Come va?
Tammy: Perfettamente!
Jonathan: Si, lo vedo.
Padre Ray: Allora ci siamo.
Jonathan: Si.
Padre Ray: Siete pronti?
Tammy: Oh, lo siamo da parecchio tempo.
Padre Ray: Ehi, posso saltare alcune formalità, se lo preferite.
Tammy: Oh no, no, no. Ok. So che siamo solo noi tre, ma…
Padre Ray: Quattro
Tammy: Ok, quattro. Questo è l’unico matrimonio che intendo avere nella vita, così voglio tutto, ok? Va bene?
Jonathan: Certo, naturalmente. Non vado da nessuna parte
Padre Ray: Ok allora. Bene, iniziamo con la parte più teatrale di ogni cerimonia nuziale.
Jonathan: Oh-oh.
Padre Ray: Se c’è qualcuno fra i presenti che ritiene che quest’uomo e questa donna non possano essere uniti nel sacro vincolo del matrimonio, parli ora o taccia per sempre.

Al CO2, in Main Street, Josh è al telefono e Alan arriva alle sue spalle, con un giornale in mano. Alan lo informa che ha già parlato con il procuratore distrettuale per far accusare Reva di rapimento e, a quel punto, né gli Shayne, né i Lewis risulteranno adatti ad allevare una bambina. Josh si limita a dire che Alan non riuscirà ad avere Sarah. L’altro replica che Josh dovrebbe andare a dire a Reva di godersi la libertà finché le è possibile.

Josh: (al telefono) Ne parleremo più tardi. Magari potremo festeggiare. Ciao.
Alan: Ho tentato, Josh. Ci ho davvero provato.
Josh: Alludi a qualcosa?
Alan: Sai, io e Reva in realtà, abbiamo avuto un momento di pace l’altro giorno, siamo quasi arrivati a capirci. Curioso, dopo quello che mi ha fatto.
Josh: Ti ha fatto abboccare, Alan e poi ti ha rigettato. Quindi, qual è la tua lamentela adesso?
Alan: La mia lamentela? La mia lamentela riguarda il piano di Jonathan di portare via la bambina di Elizabeth.
Josh: Già, beh, è anche sua figlia. Quindi… non credo proprio che ci sia nessun piano, quindi qualunque sia il tuo problema…
Alan: Ti avevo avvisato che intendevo chiamare il procuratore distrettuale e lei sta investigando per arrestare Reva con l’accusa di rapimento.
Josh: Non riesci proprio a smetterla vero?
Alan: E quando Reva verrà accusata, basterà per dimostrare che la tua famiglia non è adatta a crescere un bambino.
Josh: Non avrai mai Sarah.
Alan: Forse troverai un giudice che appoggia comportamenti criminali, ma nel frattempo, dì a Reva di godersi i suoi ultimi pochi giorni di libertà.

A Cross Creek, Reva guarda un post-it attaccato al caminetto in cui c’è scritto di prendere appuntamento con il dottore. Sospira e controlla di nuovo sotto il braccio, dove ha trovato il nuovo nodulo, sperando che non sia nulla. Prende il post-it decisa a telefonare, ma squilla il telefono: è Lillian che la chiama per “tormentarla” sul prendere l’appuntamento per il suo check-up. Reva promette: stava proprio per chiamare l’ospedale, anche perché voleva avere notizie di Cal. Lillian è molto dispiaciuta di doverla informare che Cal non ce l’ha fatta. Reva ne è addolorata.

Reva: Forse non è niente. Non è niente. Niente. Ora chiamo. (Suona il telefono). Salvata dallo squillo. Pronto? Parla Reva Lewis.
Lilian: Come sembri professionale.
Reva: Già, sono io. Ciao, Lilian. Stavo giusto per chiamare l’ospedale.
Lillian: Oh, in realtà io sono alle Torri. Devo pranzare insieme a Beth e sono in anticipo come al solito. Così ti sto chiamando per importunarti riguardo al tuo prossimo controllo.
Reva: Lo so.
Lillian: Stai bene?
Reva: Io… si, certo, sto bene.
Lillian: Non sembra dalla tua voce. Ok, mi prometti che chiamerai l’ospedale?
Reva: Sì, lo prometto. Lo stavo per fare e volevo anche sapere come sta Cal.
Lillian: Oh, Reva, mi spiace davvero tanto. Ero convinta che qualcuno ti avesse avvisata… Cal è morto.

In chiesa, Cassie si fa avanti e dice che lei obietterà solo se non si sposano: è orgogliosa di loro e felice di vedere che la fiducia di sua figlia è stata premiata. Lizzie è stanca di ascoltare e se ne va. Padre Ray riprende la cerimonia, mentre Jonathan bacia la mano di Tammy.

Cassie: Bene, dato che sono l’unica presente, penso di essere anche l’unica che possa avere qualcosa da dire.
Padre Ray: E vuoi dire qualcosa?
Cassie: Ho obiezioni se non si sposano. Sono così felice per entrambi!
Jonathan: Non la pensavi così prima.
Cassie: Si, beh, nemmeno tu sei più l’uomo che eri una volta. Alla fine ti sei dato una regolata. E Tammy, mia splendida figlia, tesoro, sono così… sono così orgogliosa di te. Hai più fede di chiunque altro io abbia mai conosciuto. E questa fede è stata ricompensata, e ora so che Jonathan ti amerà e proteggerà per sempre.
Padre Ray: E Sarah ha qualcosa da dire?
Cassie: (Ride) Forse si.
(Lizzie, sempre nascosta, se ne va)
Padre Ray: Bene, dato che gli ospiti d’onore non hanno obiezioni, credo che possiamo continuare. Con la tua benedizione, Signore, permettici di sposare questi due giovani (Jonathan bacia la mano di Tammy).

Josh non reagisce alle parole di Alan e va a prendersi un caffè. Alan non capisce come mai non corra a salvare Reva e gli suggerisce di mandarla a San Cristobel dove non esiste l’estradizione. Josh continua tranquillamente a bere il suo caffè. Alan minaccia, poi, di convocare Josh come testimone perché ha le prove: le telecamere di sorveglianza dell’Outskirts mostrano Reva che lo sequestra puntandogli contro una pistola. Josh pensa che quello che Alan dice sia solo frutto della sua paranoia e, inoltre, il video della sorveglianza non mostra niente… evidentemente quella sera le telecamere erano guaste. Josh gli ricorda di prendere le medicine, poi si gira per andarsene, ma Alan lo ferma e gli rivela che Reva sta prendendo in considerazione la sua offerta di aiutarlo a separare Lizzie e Jonathan e in cambio lui la aiuterà a riavere Josh.

Alan: Sai che cosa sta per succedere alla tua ex moglie e stai qui a prepararti un caffè?
Josh: Beh, che cosa dovrei fare Alan? Implorarti di avere pietà?
Alan: Non saprei. Dove è il tuo cavallo bianco? Non è quasi ora che tu corra a salvare Reva?
Josh: Reva non ha bisogno di essere salvata.
Alan: Non ne ha bisogno, a meno che tu non voglia che lei passi alcuni anni dietro le sbarre. Ti consiglio di prendere il tuo jet e volare a San Cristobel, dove non c’è estradizione.
Josh: Grazie per il suggerimento, Alan, lo apprezzo molto, davvero.
Alan: Sai, tu eri là, Josh, tu hai visto Reva sequestrarmi sotto la minaccia di una pistola. Di fatto, tu sei andato verso di lei e le hai portato via la pistola dalle mani. Adesso, che ti piaccia o no, questo fa di te un testimone.
Josh: Già. Mi spiace, ma tutto questo suona come la fantasia paranoica di una mente delirante, la mente di un uomo che è stato appena rilasciato da, non so, Ravenwood?
Alan: Josh, quando lei andrà a fondo, io dovrò trascinarti a fondo con lei, perché io ho le prove!
Josh: Prove di cosa? Che c’è vita su Marte?
Alan: Le telecamere di sorveglianza dell’Outskirts funzionavano e hanno ripreso Reva mentre mi sequestrava con l’uso di una pistola.
Josh: Oh, certo, vedi, questo è il punto. Ho pensato che tu avresti potuto cercare delle prove, così ho controllato io stesso quei video.
Alan: Lo hai fatto?
Josh: Esatto. E non c’è nulla su quel video, se non interferenze, puntini bianchi, quel genere di cose. Credo che fossero guaste quel giorno, quindi non c’è nessuna vera prova, nulla che ho visto, o comunque che possa dimostrare che c’è stato un “rapimento”. Che sfortuna per te!
Alan: Non puoi proprio fare a meno di correre in aiuto di Reva, anche quando dormi nel letto di sua sorella.
Josh: Vai a casa Alan, e non dimenticare di prendere le tue medicine.
Alan: Non ti biasimo Josh, non è colpa tua se Reva proprio non vuole lasciarti andare.
Josh: Arrivederci, Alan.
Alan: Credo che sia per questo che lei sta considerando la mia offerta.
Josh: La tua offerta?
Alan: Si. Lei mi aiuterà a dividere Jonathan da Lizzie, e in cambio io la aiuterò a riaverti. Sto aspettando la sua risposta

Reva passeggia per la stanza pensando a Cal e ricorda il consiglio che le aveva dato sul vivere ogni giorno pienamente. Si appoggia al caminetto, addolorata. Lizzie entra sconvolta e dichiara che è il peggior giorno della sua vita. Reva ammette che nemmeno il suo è stato un granché. Lizzie la informa dell’annullamento del matrimonio e del fatto che Jonathan stia sposando Tammy.

Reva (ricorda): [flashback di Reva al capezzale di Cal. Lui parla mentre le stringe la mano] Cal: Tu non stai più vivendo solo per te… Ogni sogno che tu hai, voglio che tu lo insegui di corsa.
Lizzie: Credo che oggi sia il giorno peggiore della mia vita!
Reva: Anche il tuo?
Lizzie: Come?
Reva: Lizzie, perché non ti siedi. Posso portarti qualcosa da bere?
Lizzie: Non voglio sedermi. Ho una gran voglia di spaccare qualcosa, di colpire qualcosa…
Reva: Sai una cosa? Non coinvolgermi in questo, non sono proprio dell’umore oggi.
Lizzie: Sai, non era brutto abbastanza che un giudice qualsiasi annullasse il mio matrimonio con Jonathan, ma come doveva festeggiare tuo figlio? Sposando Tammy!

Padre Ray invita gli sposi a scambiarsi le promesse. Tammy recita per prima quello che ha preparato, mentre Cassie sorride sullo sfondo. La ragazza ricorda che quando si erano innamorati, si erano trovati ad affrontare l’opposizione di tutti, soprattutto delle loro famiglia, ma nonostante ciò ce l’avevano fatta. Lui rappresentava l’esatto contrario di quello che lei sognava, perché era rude e rabbioso, ma erano riusciti a superare tutto ed arrivare lì, a promettersi amore reciproco ed eterno. Tammy ringrazia poi Cassie (che piange commossa alle sue spalle) per averla fatta diventare la persona che è ora e le dà un bacio sulla guancia. E ringrazia Jonathan per averla resa la donna che è diventata. Lei sarà sua per sempre finché la morte non li divida e promette di prendersi cura di lui e di Sarah. Poi tocca a Jonathan. Lui dice che tutto quello che era sbagliato nella sua vita è ora scomparso grazie a lei. Lui si sente purificato grazie al suo amore, come se amando lei si fosse liberato di tutte le cose brutte. Lui lotterebbe per lei contro tutto e tutti, ma non vuole più lottare, vuole solo essere felice per sempre. Commosso, ringrazia Tammy per averlo salvato, per amarlo e per averlo fatto sentire un uomo che vale qualcosa. Lui promette di amarla, onorarla e, ridendo, di obbedirle.

Padre Ray: Il matrimonio è un impegno che non deve essere preso alla leggera. E so per certo che voi due non lo farete. Avete scritto le vostre promesse nuziali. Quando volete…
Tammy: Chi inizia per primo?
Padre Ray: Prima le signore. (a Tammy) In questo modo non dovrai preoccuparti se le sue promesse ti faranno commuovere.
Jonathan: Ci vada piano, Padre.
Padre Ray: Vai avanti Tammy.
Tammy: Non è difficile per me dire ciò che voglio esprimere, perché volevo pronunciare queste parole da molto tempo. Quando ci siamo innamorati, eravamo noi soli contro il mondo e abbiamo vinto. Il più delle volte. Innamorarci è stato eccitante e pericoloso al tempo stesso. La gente odiava il solo pensiero di saperci insieme, soprattutto le persone più importanti delle nostre vite, le nostre famiglie. All’inizio non ero sicura di farcela. Non sapevo se ero forte abbastanza o sufficientemente tenace, sai? Avevo questa idea di me stessa, di chi ero e di come volevo che fosse la mia vita e tu eri…
Jonathan: Esattamente l’opposto?
Tammy: Sì. Era come se tu fossi quello sbagliato in tutti i sensi, voglio dire, tu eri impetuoso, brusco, arrabbiato e…
Jonathan: Ho capito! Ho capito!
Tammy: Mi spiace. Tu eri a pezzi e così pieno di rabbia. Qualche volta ho pensato che saremmo esplosi. Ed è successo un paio di volte. Ma abbiamo trovato il modo per rimettere insieme i pezzi, per diventare più forti e adesso guardaci! Siamo qui, oggi, a prometterci amore reciproco davanti a Dio e a tua figlia. Siamo uniti ora, Jonathan, siamo legati l’uno all’altra. E sappiamo bene cosa significhi nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, e non so cosa ci riserverà il futuro, ma mi sento come se non ci fosse nulla che non possiamo fare. E mamma, mamma, grazie per essere qui.
Cassie: È un piacere, tesoro.
Tammy: (alla madre) Mi hai cresciuta, formata e mi hai insegnato a diventare la persona che sono oggi. (a Jonathan) E tu mi hai aiutata a diventare la donna che sono e, adesso, sono tua per sempre. In salute e in malattia, finché morte non ci separi. Io ti amo, Jonathan Randall, e ti prendo come marito con tutto il mio cuore e la mia anima. E prendo anche Sarah, come membro della nostra famiglia. E ti prometto che ti aiuterò a prenderti cura di lei ogni volta e in ogni modo lei avrà bisogno di me. E lo stesso vale per te: sono tua per sempre. Sono tua moglie, la tua compagna, la tua amica, il tuo amore.
Cassie: (a Sarah) Shhh, tocca a papà adesso (e si sposta alle spalle di Jonathan).
Jonathan: Non so se sarà all’altezza di quello che hai appena detto. Non so come sono arrivato fin qui, cosa ho fatto per meritarmelo. Ieri ero una cosa, oggi sono qualcosa di completamente diverso, il papà di qualcuno, il quasi marito di qualcun altro, tuo marito. Ed è come se tutto ciò che era sbagliato o è andato storto nella mia vita, non fosse mai successo. E non è come farsi la barba, farsi una doccia o essere in una Chiesa, io mi sento non solo pulito, ma purificato. È come se il solo amarti avesse lavato via tutto. Quando stamattina mi sono svegliato vicino a te, io mi sono guardato intorno, e mi sono sentito così leggero e libero e… non so come definire tutto questo.
Cassie: Credo si chiami felicità.
Jonathan: Felice. Incredibile!
Tammy: Incredibile! (inizia a commuoversi)
Jonathan: Sai, combatterei migliaia di battaglie per te. Sfiderei il mondo. Ma non voglio più combattere. Non voglio più essere quel tipo di ragazzo. Voglio essere per sempre felice grazie a te, grazie a chi sei tu. Sai essere dannatamente sexy (Ride). Sì, lo sei. E sei anche buona. Sei come una luce che illumina ogni singola parte oscura dentro di me. Si dice che il vero amore non arriva, deve essere dentro di te. Se il vero amore è dentro di me, e c’è, è grazie a te, e ti ringrazio per questo. Grazie per avermi salvato. Grazie per amarmi. Grazie per diventare mia moglie. Prometto di amarti, onorarti e obbedirti (Ridono).
[Curiosità: “Si dice che il vero amore non arriva, deve essere dentro di te” è una citazione di una frase di Julia Roberts]
Tammy: Ottimo
Jonathan: (Ride) Perché no?
Tammy: Si
Jonathan: Si. Se io ti ho fatto diventare donna, tu mi hai fatto diventare un uomo che finalmente vale qualcosa, che finalmente può essere il padre che Sarah merita di avere, il marito che tu meriti di avere e, per lo meno ai tuoi occhi, cercherò sempre di essere degno di te. Quindi, Tammy, se diventerai mia moglie, sarò tuo marito per sempre.
Tammy: Allora sono tua

Reva controlla il telefono e scopre che Jonathan le aveva lasciato un messaggio sul matrimonio, ma ormai è tardi. Lizzie prega Reva di correre ad interrompere la cerimonia, le afferra la mano e cerca di trascinarla verso la porta, ma la donna si rifiuta: Jonathan ama Tammy e per quanto Lizzie avrà sempre un ruolo importante nella sua vita, in quanto madre di Sarah, è ora che accetti la realtà. La ragazza continua a ribadire che vuole Jonathan. Reva cerca di confortarla dicendole che presto anche lei troverà qualcuno che la amerà sinceramente, ma la ragazza si arrabbia e accusa l’altra di essere contro di lei, visto che sta dicendo le stesse cose di Jonathan, di averle sempre mentito e che non rinuncerà all’uomo che ama come ha, invece, fatto Reva. Quest’ultima è dispiaciuta, ma ribadisce che Lizzie e Sarah saranno sempre parte della famiglia, poi esce. Lizzie la segue sulla porta gridandole di andarsene proprio come Jonathan, infatti lei e suo figlio sono uguali.

Reva: Bene, mi ha lasciato un messaggio riguardo al matrimonio, ma non mi ero accorta.
Lizzie: Probabilmente voleva che non lo sentissi. Lui probabilmente sapeva che avresti cercato di impedirgli di lasciarmi. A dire il vero, forse siamo ancora in tempo. Forse puoi ancora fermare il matrimonio!
Reva: No Lizzie, no. Aspetta, aspetta un minuto!
Lizzie: Tu hai visto che buona moglie e madre posso essere. Puoi farlo capire anche a Jonathan, per favore!
Reva: Credo sia giunto il momento che tu guardi in faccia la realtà.
Lizzie: No! Questo è tutto quello che ho sempre voluto. Non mi interessano i soldi o il potere, o tutto ciò che significa essere una Spaulding, chiaro? Io voglio… io voglio solo Jonathan e voglio solo avere una famiglia.
Reva: Puoi ancora averla!
Lizzie: Con Jonathan?
Reva: Non credo.
Lizzie: Perché? Perché sono io la ragazza cattiva? Lizzie la pazza? La delirante, stupida Lizzie?
Reva: Ehi.
Lizzie: Perché volere qualcosa nella mia vita fa di me una cattiva persona?
Reva: Sai bene che ti ho appoggiata quando Jonathan non voleva fare la cosa giusta con Sarah, ma lui ama Tammy.
Lizzie: Ma io sono la madre di sua figlia. Non conta nulla questo?
Reva: Certamente! Certo che conta, e sia che tu e Jonathan stiate insieme o meno, tu sarai sempre la mamma di Sarah. Tu ci sarai sempre. Tesoro, tu mi hai dato una nipotina. Mi hai dato speranza quando ero molto malata. Hai dato alla tua bambina il nome di mia madre, e ti sarò per sempre grata per questo… E sai cosa? Anche tu troverai qualcuno che ti ami, che ti ami davvero, e che amerà Sarah.
Lizzie: È esattamente quello che Jonathan mi ha detto circa il fatto di trovare qualcuno. Cos’è, vi scambiate le vostre impressioni, adesso? Decidete come fare con me?
Reva: No
Lizzie: Si, invece. Sai, credevo di piacerti, ma era solo una grossa bugia!
Reva: No, Lizzie, niente affatto.
Lizzie: Sì, ammettilo. Sei stata contro di me fin dall’inizio.
Reva: Credo solo che tu debba accettare le cose così come sono.
Lizzie: Forse tu sei capace di allontanarti dall’uomo che ami, ma non io. Io continuerò a lottare.
Reva: Mi spiace Lizzie, mi spiace molto. E tu e Sarah sarete sempre parte di questa famiglia, ma ora devo andare.
Lizzie: Ma si vai, vattene anche tu lontano da me. Tale madre, tale figlio!

Il matrimonio arriva al momento conclusivo. Jonathan e Tammy dicono il loro sì e si scambiano gli anelli pronunciano le formule di rito (le immagini e le voci dei due si alternano). Padre Ray li dichiara marito e moglie e i neosposi si baciano.

Padre Ray: Vuoi tu Tammy prendere Jonathan come tuo legittimo marito, per amarlo, onorarlo e rispettarlo per tutto il resto della tua vita?
Tammy: Lo voglio
Padre Ray: E tu Jonathan, vuoi tu prendere Tammy come tua legittima moglie, amarla, onorarla, rispettarla, rinunciando a tutte le altre, per tutto il resto della tua vita?
Jonathan: Lo voglio.
Tammy: Finché morte non ci separi
Jonathan: Finché morte non ci separi. Con questo anello…
Tammy: Con questo anello…
Jonathan: … io ti sposo…
Tammy: … io ti sposo…
Jonathan: … con tutto il mio amore.
Tammy: … con tutto il mio amore.
Padre Ray: Con il potere che mi è conferito, io vi dichiaro marito e moglie. Adesso potete baciarvi.
Jonathan: Tammy, voglio renderti felice per il resto della mia vita.
Tammy: Beh, iniziamo allora, ok?

Padre Ray si congratula con i due giovani sposi. Prima di andarsene, però, Tammy vuole fare una cosa a cui tiene molto: lanciare il bouquet alla madre. Dopo aver chiesto a Padre Ray di tenere Sarah, Tammy lancia delicatamente il bouquet tra le mani della madre che lo prende, poi si abbracciano. I neosposi si apprestano a lasciare la chiesa, ma Cassie li ferma e inizia a lanciare loro una piccola pioggia di riso, sotto la quale ridono e si baciano. Subito fuori della chiesa, Jonathan consegna Sarah a Cassie, poi prende in braccio Tammy e se ne vanno sorridenti.

Padre Ray: Sono lieto di presentarvi il signore e la signora Jonathan Randall. Congratulazioni. Andate e fate cose belle nel mondo, perché il mondo ha bisogno di un amore come il vostro.
Tammy: Aspetta. Aspetta, non è ancora finita. C’è ancora una cosa che ho sempre voluto fare. Mamma? Anche se ci fossero centinaia di donne in questa stanza, vorrei essere sicura che tu afferrassi questo (le mostra il bouquet).
Cassie: Tammy!
Tammy: Mamma, tu mi hai ispirata, incoraggiata, e non so nemmeno come trovare le parole adatte per ciò che voglio dire. Tu mi hai aiutata a ottenere la cosa più importante della mia intera vita.
Jonathan: Che sarebbe questo ragazzo, cioè io!
Tammy: Padre, vorrebbe?
Padre Ray: Ne sarei onorato. Vieni qui piccolina, ecco ti ho preso.
Tammy: Eccoti! Sei pronta?
Cassie: Si.
Tammy: (lancia il bouquet) Preso! Sì!
Cassie: Non affrettiamo le cose però, ok?
Tammy: D’accordo! Ti voglio bene.
Cassie: Ti voglio tanto bene anche io.
Tammy: Farai meglio ad avere pronte le chiavi della suite luna di miele.
Jonathan: Non vedo l’ora di tirarle fuori.
Cassie: Un momento, un momento. Sono venuta preparata.
Jonathan: (Ride) Ci siamo

In Main Street, Reva è al telefono e lascia un messaggio vocale a Jonathan per fargli sapere che è felice per lui, anche se non è stata presente alla cerimonia. Josh passa e i due si incontrano per caso. Lei gli racconta che sta progettando di dare una grande festa per gli sposi, teme solo che possano esserci dei problemi con Lizzie. Josh la informa che ha incontrato Alan, ma lei non deve preoccuparsi delle sue minacce perché lui e Billy hanno “sistemato” i video delle telecamere di sorveglianza e quindi non esiste più alcuna prova del tentato rapimento. Josh nota che Reva sembra preoccupata e le chiede se c’è qualcosa che non va.

Reva: (Lascia un messaggio a Jonathan) Volevo solo che tu sapessi che non sono arrabbiata per non essere stata presente e che sono così felice per te, figlio mio. Voglio solo il meglio per te. Non vedo l’ora di vederti.
Josh: Reva!
Reva: Ciao!
Josh: Ciao! Che cosa fai qui fuori? Si gela!
Reva: Oh, non mi importa.
Josh: Lo vedo, così sei qui fuori per goderti il freddo?
Reva: Esatto, qualcosa del genere.
Josh: E ovviamente non sei al matrimonio di Tammy e Jonathan.
Reva: No, ma ho intenzione di organizzare una grandiosa festa per loro, non appena possibile.
Josh: Beh, di sicuro tu sai come organizzare una bella festa.
Reva: Quello è certo!
Josh: E questa volta non sarà per dire addio. Stai bene?
Reva: Si, ho solo parecchia carne al fuoco. Sai, intendo, sono così entusiasta per Tammy e Jonathan, ma le cose si faranno complicate a causa di Lizzie.
Josh: Oh certo, a tal proposito ho appena fatto una piccola chiacchierata con Alan.
Reva: Davvero?
Josh: Si
Reva: Allora? Qualche bella notizia, come che magari ha intenzione di trascorrere i prossimi 30 anni a fare un safari?
Josh: Beh, no, non proprio. Ma Billy ed io ci siamo occupati dei video di sorveglianza dell’Outskirt.
Reva: Ve ne siete occupati in che modo?
Josh: Beh, li abbiamo cancellati, fondamentalmente.
Reva: Oh davvero?
Josh: Così non c’è nessuna prova di rapimento a tuo carico. E’ solo la sua parola contro la tua.
Reva: E Alan come l’ha presa?
Josh: Beh, circa allo stesso modo con cui ha preso la notizia che Jonathan vuole la custodia della bambina.
Reva: Certo.
Josh: Volevo solo che tu sapessi che non corri più rischi.
Reva: Ti ringrazio
Josh: Di nulla. Sei certa che non ci sia altro che non vada?
Reva: Nient’altro. A parte il cancro…

A Cross Creek, Lizzie si sta lamentando con il poliziotto che ha chiamato per il fatto che, pur avendo la custodia congiunta, il padre della bambina non gliel’ha riportata. Cassie arriva con la piccola che, su richiesta di Jonathan, deve lasciare a Reva. Con estremo stupore, trova Lizzie insieme ad un poliziotto, mentre sua sorella non c’è. Lizzie pretende che la donna le lasci la bambina. Cassie è riluttante e vuole aspettare Reva, ma la ragazza ribatte che Tammy può averle rubato il marito, ma non avrà sua figlia. Il poliziotto interviene, chiedendo che la bambina sia riconsegnata alla madre. Cassie obbedisce. Lizzie si avvicina a Sarah e le dice che non si separerà mai da lei, mentre guarda significativamente Cassie.

Lizzie (parla al poliziotto): Eravamo d’accordo sul dividerci la custodia. Mia figlia dovrebbe essere qui adesso. Non può fare qualcosa? Per questo l’ho chiamata! (Bussano alla porta). Ciao. Eccoti! Hai freddo? La mamma è così contenta di vederti.
Cassie: Che succede? Dov’è Reva?
Lizzie: Se ne è andata. Perché hai tu mia figlia?
Cassie: Jonathan mi ha chiesto di riportarla da Reva. Perché lui è qui? (riferendosi al poliziotto)
Lizzie: Per essere certo che tu mi dia la bambina.
Cassie: Così… sei qui da sola.
Lizzie: Esatto. E sono la madre, quindi dovresti passarmela.
Cassie: Sai dove è andata Reva?
Lizzie: Reva non è sua madre.
Cassie: Oh, lo so. Io… io sto solo pensando che sarebbe meglio se aspettassi qui finché…
Lizzie (al poliziotto): Le dica di darmi subito la mia bambina. Sai cosa ha detto il giudice. Hai tutti i documenti. Lui ha chiamato la centrale e loro hanno detto che hanno tutto per iscritto.
Cassie: Non sto cercando di tenerti lontana da tua figlia.
Lizzie: Meglio così. Allora mettila giù. Cassie, tua figlia potrà avermi rubato il marito, ma non può avere anche Sarah.
Poliziotto: Per favore, consegni la bambina alla madre.
Lizzie: Ciao. Sono la tua mamma. Lo sai questo, vero Sarah? Giusto? Sono la tua mammina. E ti voglio tanto bene. (guardando Cassie) E non ti lascerò mai.

Reva racconta a Josh della morte del suo amico Cal. Lui è dispiaciuto e le chiede se può fare qualcosa. Lei risponde di no e fa per andarsene, ma poi ci ripensa e ammette che in effetti è un po’ nervosa in quei giorni perché sono quasi tre mesi che non ha il cancro ed è arrivato il momento del check-up di controllo e… ha trovato un nuovo nodulo sotto il suo braccio. Reva inizia a piangere e Josh l’abbraccia.

Josh: Reva, hai detto che è il cancro a preoccuparti. Perché?
Reva: Ricordi il mio amico Cal? Quello che ho portato alla festa di Natale?
Josh: Certo. E’ di nuovo malato?
Reva: Lo era. E’ …è morto.
Josh: Mi spiace.
Reva: Non essere dispiaciuto. Va tutto… Non dovresti essere con Cassie?
Josh: Cassie è occupata con il matrimonio ora.
Reva: Oh, ci è andata?
Josh: Beh, si trovava per caso con Tammy. Di certo volevano che ci fossi anche tu.
Reva: Oh, è ok.
Josh: Così, il tuo amico Cal, sapevi quanto fosse grave?
Reva: Si ma sai, speri sempre che…
Josh: Speri sempre per il meglio, perché il peggio è…
Reva: Impensabile
Josh: C’è qualcosa che posso fare?
Reva: No, grazie.
Josh: Ok. Bene, quando avrai organizzato la festa…
Reva: Sarai il primo della lista.
Josh: Perfetto. Grazie.
Reva: Allora ciao, Bud. Josh?
Josh: Si?
Reva: Forse avrai notato che negli ultimi giorni sono stata un po’ nervosa.
Josh: Non so di cosa tu stia parlando. Voglio dire, forse perché hai tentato di strangolare la ragazza di Billy o rapito Alan puntandogli contro una pistola? Cose di questo tipo?
Reva: Si ma c’è una ragione. Sono tre mesi che non ho più il cancro e adesso devo andare a fare il grosso check-up trimestrale.
Josh: Beh, tre mesi senza cancro è una cosa positiva, no?
Reva: Sì, certo. E in verità, mi stavo preparando e stavo cercando di capire quando avrei fissato l’appuntamento per il check-up, e mi sono accorta di avere un rigonfiamento sotto il braccio e beh… è un nodulo. (piange)

Jonathan porta ancora Tammy in braccio quando arrivano in camera per la luna di miele. Apre la porta e Tammy resta a bocca aperta: ci sono candele accese, fiori, una torta degli sposi, champagne e boccioli di rosa sul letto. Tammy non riesce a credere ai suoi occhi. Jonathan aveva fatto tutto quello perché voleva che sua moglie avesse tutto. Si baciano, poi lui la mette a sedere sul letto, si inginocchia accanto a lei e inizia a baciarle la mano. Romanticamente continuano a baciarsi.

Tammy: Oh!
Jonathan: Che casino, eh!
Tammy: Quando hai fatto tutto questo?
Jonathan: Beh, volevo che mia moglie avesse tutto.
Tammy: È la prima volta che mi chiami così.
Jonathan: E…?
Tammy: Mi piace!
Jonathan: Posso metterti giù adesso?
Tammy: Si, sul letto.

A villa Spaulding, Alan tira fuori da un cassetto “Il primo diario” del bambino non nato, appoggia il bicchiere sul tavolo, si siede e inizia a sfogliare le pagine, soffermandosi a guardare l’ecografia che vi è incollata. Ad un certo punto alza lo sguardo e, dai vetri della portafinestra, vede Lizzie. Si alza per aprirle e scopre che con lei c’è Sarah. Lui le chiede che sta facendo lì. Prima di entrare Lizzie gli dice che hanno bisogno di lui. Alan prende la bambina, mentre Lizzie entra in casa. Il nonno la segue e chiude la porta.

Alan (apre la portafinestra): Elizabeth, che stai facendo qui?
Lizzie: Ho bisogno di te. Noi abbiamo bisogno di te.

Cassie è di nuovo in chiesa e prende il bouquet che era appoggiato su una panca. Padre Ray le dice che è stata una bella giornata. Lei concorda: sembra uno di quei giorni in cui uno pensa che non possa succedere niente di brutto.

Padre Ray: È stato un bel giorno.
Cassie: Perfetto! Uno di quei giorni in cui tu senti come se niente possa andare per il verso sbagliato.

Reva smette di piangere e si stacca da Josh, scusandosi. Lei ammette che non riesce a pensare che possa succederle di nuovo. E’ sull’orlo delle lacrime. Josh la rassicura: se anche il cancro fosse tornato, stavolta sarebbe diverso perché lui sarà al suo fianco e affronteranno la cosa insieme.

Reva: Mi spiace. Non avrei dovuto… è… non so nemmeno se sia qualcosa.
Josh: Reva, da quanto lo sai? Per quando hai preso appuntamento?
Reva: Non l’ho ancora fatto.
Josh: E’ perché hai troppa paura di fare quella chiamata?
Reva: È solo che… sai… ho appena riavuto indietro la mia vita e ho imparato come gestire le cose, ed è solo… non può succedere ancora. E’ solo…
Josh: Forse sta succedendo di nuovo, Reva, ma questa volta sarà diverso, ok?
Reva: Josh…
Josh: Reva, perché stavolta, stavolta, ci sarò io con te.

Intanto, in chiesa, Padre Ray dice a Cassie che Tammy sembra convinta che anche la madre si sposerà presto. Cassie tiene sempre il bouquet in mano e risponde che non è così, però… mai dire mai!

Padre Ray: Dal modo in cui Tammy ha parlato, sembra come se anche tu fossi sul punto di sposarti presto!
Cassie: Oh no, io non… beh, voglio dire, non si sa mai.

Josh e Reva sono seduti su una panchina. Josh vuole che lei sappia di essere importante per lui e ribadisce che qualsiasi cosa sia, l’affronteranno insieme. Reva lo ringrazia, mentre si tengono per mano.

Josh: Devi sapere quanto tu sia importante per me.
Reva: Lo so.
Josh: Non importa ciò che dovrai affrontare, non importa cosa succederà, lo affronteremo insieme. Dall’inizio alla fine, Reva. Non importa cosa sarà. Affronteremo questa cosa insieme!
Reva: Grazie

Cassie ammette con Padre Ray che fino a quel giorno non aveva pensato realmente di sposare Josh, ma ora potrebbe essere quello che lei vuole davvero.

Cassie: Posso confessarle una cosa, Padre?
Padre Ray: È per questo che sono qui.
Cassie: Beh, prima di oggi, non avevo mai veramente pensato alla possibilità di sposare Josh, ma adesso, dopo aver visto Jonathan e Tammy, non voglio affrettare le cose, solo… stare qui mi fa ricordare cosa voglio veramente nella mia vita.

Reva prende il telefono per prenotare l’appuntamento, ma è troppo sconvolta ed esita. Josh prende il telefono e chiama al posto suo. Reva lo guarda con gratitudine e lui sorride.

Josh: Va tutto bene, Reva.
Reva: No, no, io sto… mi devo solo sottoporre ad un vero controllo. Ho il numero del mio oncologo nelle chiamate rapide.
Josh: Si, pronto. Vorrei prenotare un appuntamento, per favore, per Reva Lewis

Cassie dice a Padre Ray che forse un giorno si sposerà, ma oggi è il giorno delle nozze di sua figlia.

Cassie: Magari, sarà ancora il mio momento, un giorno. Ma siamo ancora ad oggi, e oggi è il giorno del matrimonio di mia figlia e questo è più che abbastanza per me

Montaggio musicale: Jonathan e Tammy si baciano dolcemente, poi lui inizia a slacciarle l’abito da sposa, si baciano di nuovo e fanno l’amore.

**Canzone “Can You Love Me With the Lights On”
di Brian D. Siewert – Canta: Dustin Burnett**

Can you love me,
will you love me
with the lights on
yeah, when the lights are on
let the world see,
hey, let our love be strong
and if everyone is watching us,
let them watch,
let them talk,
just believe what we need is what we are
we are
we are
we are
we are.

Alan porta un bicchiere di latte a Lizzie. Lei informa il nonno che ha bisogno del suo aiuto perché Jonathan intende chiedere l’affidamento esclusivo di Sarah: è già riuscito ad avere l’annullamento del matrimonio e ha sposato Tammy. Alan pensa che l’annullamento sia la cosa migliore che potesse succedere. Mentre guardano Sarah, Lizzie chiede al nonno di fare qualsiasi cosa serva per non perdere la bambina. Alan sorride e dice: bentornata a casa Sarah Spaulding.

Alan: Non riesco a credere a quanto sia cresciuta dall’ultima volta che l’ho vista!
Lizzie: Non è poi passato così tanto. Non può essere cresciuta così tanto.
Alan: Beh, è passato abbastanza tempo per me. Non voglio perdermi nemmeno un minuto della tua vita, Sarah.
Lizzie: Nemmeno io. Tammy e Jonathan stanno cercando di portarmela via.
Alan: Beh, non ci riusciranno.
Lizzie: Jonathan è riuscito ad ottenere l’annullamento del nostro matrimonio e lui e Tammy si sono sposati oggi.
Alan: Lo so, tesoro. So che è questo ti fa soffrire, ma davvero credo che sia la cosa migliore.
Lizzie: Avevo dei sogni, nonno. Io lo amavo!
Alan: Lo so, lo so.
Lizzie: Combatterà per la custodia esclusiva.
Alan: Ed è per questo che sei venuta qui, da me, vero?
Lizzie: Aiutami! Aiutaci! Fai tutto il possibile per tenere Sarah con noi.
Alan: Bentornata a casa, Sarah Spaulding.

Categorie: Raccontando | Tag: | 10 commenti

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10 pensieri su “Raccontando Sentieri – 18 Gennaio 2007

  1. Emanuele

    credo che si avvicini il momento della morte di Tammie;o sbaglio?

  2. Proprio così!!

  3. Paola

    grazie a tutti per il lavoro che state facendo… sembra di sentir gli attori parlare. Letto come sempre con grande gioia!

  4. MONICA

    e’ bello rivivere tutto!!!!!!!!!!!!!!continua TI PREGO E GRAZZZZZIE

  5. Giuseppe Norelli

    Grazieeeee<3<3<3<3

  6. Daniela

    Conosco la storia delle puntate non trasmesse ma a sommi capi… è bellissimo entrare e conoscere i particolari ! Ancora una volta grazie stragrazie🙂

  7. Nonna Marina

    Grazie per quello che fate per noi fan. Siete meravigliosi. Non vedo l’ora di leggere la prossima puntata. Tenete viva questa luce e non fatela spegnere. Fate bene a tanti di noi! Grazie. Volevo solo chiedervi ogni quanto aggiornate questo sito.

  8. rita126

    Quando abbiamo le puntate pronte e quando abbiamo tempo🙂 In questi giorni le nostre vite private e lavorative non ci hanno permesso di dedicarci al sito🙂

    • Daniela

      posso capire, e vi ringrazio personalmente per la millesima volta per il vostro straordinario impegno. l’importante è che vi giunga il ns. affetto e che continuiate a tenerci compagnia il più a lungo possibile.🙂

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