Raccontando Sentieri – 17 Gennaio 2007

Episodio 15088

Episodio 15088 – 17 Gennaio 2007

Inside The Light Jonathan & Tammy
“Valeva la pena aspettare”

Traduzione Storia: Rita126
Traduzione Dialoghi: Rita126
Revisione: Rita126

In questo episodio:

  • Jonathan va da un giudice per avere l’annullamento
  • Jonathan e Tammy preparano il loro matrimonio.

Jonathan va da un giudice per avere l’annullamento – Jonathan e Tammy preparano il loro matrimonio.
Tammy si sveglia. Sul letto, accanto a lei, c’è Jonathan che sta coccolando Sarah. Lei è felice e commenta che è bello quando i sogni si realizzano. Poi, mentre Tammy sistema la stanza, Jonathan fa il bagnetto alla piccola, parlandole dolcemente, e le mette il pannolino, giocando con lei. Tammy assiste felice a tutte le operazioni. Scelgono poi il vestitino da farle indossare. Tammy opta per un completino rosso regalato da Reva. Mentre Jonathan finisce di prepararsi, Tammy dà il biberon a Sarah. Escono poi a fare una passeggiata. Mentre sono seduti in Main Street, bevendo il loro caffè da asporto, Tammy nota un nuovo pupazzo. Jonathan ammette di averlo comprato e Tammy scherza che lui vizierà la bambina. Lui la bacia. Una passante si avvicina, guarda la carrozzina e si congratula dicendo loro che la bambina è bellissima, loro sono una famigliola adorabile e Tammy è magnifica per una donna che ha partorito da solo due mesi. Tammy ne resta ferita e ammette con Jonathan che non si sente ancora parte di quella famiglia, poi gli prende la mano e gli fa notare che lui porta ancora la fede nuziale. Jonathan la rassicura: loro sono insieme ora. Si toglie la fede nuziale e gliela dà chiedendole di buttarla, ma non è sufficiente per la ragazza. Tammy gli spiega che tecnicamente né lui né Sarah sono suoi. Lui ribatte che cambieranno le cose. Mentre passeggiano, con Tammy che porta Sarah tra le braccia, passano vicino ad un’agenzia di viaggi. Jonathan la indica e propone che saltino su un aereo e lascino la città senza più guardarsi indietro. Tammy si oppone: non possono separare Lizzie da Sarah. Jonathan le ricorda che Lizzie era rimasta incinta solo per incastrare Coop, non perché lo desiderasse. Entra, quindi, nell’agenzia, lasciando Tammy a passeggiare fuori con la bambina. La ragazza si siede su una panchina. Lui esce con dei fogli: stava per comprare i biglietti, ma non sa dove vorrebbe andare lei! Tammy ribadisce che non vuole partire. Jonathan la tenta di nuovo con l’idea del liberarsi per sempre degli Spaulding, ma Tammy rifiuta: i giorni in cui fuggivano sono finiti, inoltre non si separa una bambina dalla madre! Jonathan ritiene che Lizzie abbia perso tutti i diritti su Sarah dopo averla lasciata da sola in auto. Tammy insiste che anche se non ci fosse Sarah, non vorrebbe più fuggire perché loro possono affrontare tutto insieme.

Tammy: [a letto] Ciao, da quanto lo stai facendo?
Jonathan: [a Sarah] Chi è quella? Chi è?
Tammy: Hai mai pensato che sarebbe successo: noi 3 insieme? E’ bello quando i sogni si realizzano, vero?
Jonathan: [a Tammy] Finalmente.
Tammy: Già, finalmente e per sempre.

Jonathan: [a Sarah, mentre le fa il bagnetto] Sì, e poi ci occupiamo delle tue piccole dita dei piedi. Ditino, ditino, ditino, ditino, ditino, ditino, ditino, ditino, ditino, ditino. Ora i piedini. Laviamoli così non puzzano.

Jonathan: [a Sarah, mentre le mette il pannolino] Oh, eccoci!
Tammy: Tu stai diventando molto bravo.
Jonathan: [a Tammy] Sì, beh, ho il mio ritmo.
Tammy: Oh, davvero?
Jonathan: Sì. Ok. Ora starai bene! Quanto tempo pensi ci vorrà prima che lei possa usare il bagno da sola?
Tammy: Stai scherzando, vero?
Jonathan: Un uomo può sognare, no? [a Sarah] Sì, piccola Sarah. Sì che può, sì che può.

Jonathan: [a Tammy, indicando 3 completini] Noi abbiamo questo e questo e quello.
Tammy: Quello in mezzo.
Jonathan: Sicura?
Tammy: Sì.
Jonathan: Sì? Reva gliel’ha regalato.
Tammy: Già, si capisce.
Jonathan: [a Sarah mostrandole il completino] Che ne pensi, piccola? Che pensi, con il tuo cappellino?
Tammy: Le piace.

Tammy: [a Sarah, mentre le dà il biberon] Allora cosa vuoi fare oggi?
Jonathan: Non lo so. E’ una bella giornata, potremmo andare a fare una passeggiata.
Tammy: Uh-huh. Non lo stavo chiedendo a te. Oh. Ok.

Tammy: [tirando su un cagnolino di peluche] Ok, io non glielo avevo preso!
Jonathan: Io ho ceduto, mi sono arreso.
Tammy: Oh, papà ti vizierà, piccola.
Jonathan: Beh, cosa avrei dovuto fare? Lo stava indicando.
Tammy: Lei stava indicando, davvero?
Jonathan: Lo guardava così.
Tammy: Impressionante!
Una passante: [guardando Sarah] Oh, che bella! Come si chiama?
Tammy: Sarah.
Una passante: Quanto ha?
Tammy: Lei ha circa, quanto, due mesi?
Jonathan: Sì, è nata il giorno del Ringraziamento, quindi…
Una passante: Beh [a Tammy] lei è fantastica! Congratulazioni per il nuovo arrivo. Siete proprio una famiglia adorabile.
Jonathan: Grazie. [a Sarah] Hai visto piccolina? Papà non è il solo che pensa che tu sia perfetta. [a Tammy] Cosa c’è?
Tammy: Non lo sai?
Jonathan: Quella donna?
Tammy: Non sono io quella che ha partorito due mesi fa.
Jonathan: E allora? Forse a lei piaceva solo il tuo cappotto.
Tammy: Sono io la nuova arrivata qui.
Jonathan: Di cosa parli?
Tammy: Lei ci ha chiamato famiglia, Jonathan, ma non lo siamo.
Jonathan: Cosa? Vuoi dire come una famiglia normale? Citami una famiglia in città che è anche solo lontanamente normale. Vedi? Ecco.
Tammy: Ma noi siamo stati a fingere di essere quel tipo di famiglia da quando ci siamo svegliati stamattina.
Jonathan: Uh-uh. Io non fingo.
Tammy: Lo facevi con Lizzie.
Jonathan: Non con te, mai con te. Oggi tu ed io siamo insieme.
Tammy: Tranne che noi non siamo insieme [indica la fede al dito di Jonathan].
Jonathan: Ho dimenticarlo di toglierlo.
Tammy: Già, l’hai dimenticato. Tu eri abituato ad indossarla, va bene.
Jonathan: Tieni, prendila, buttala via, bruciala, scioglila. Non mi interessa. Qualsiasi cosa.
Tammy: No, non riguarda solo l’anello, Jonathan. Sarah non è mia e, tecnicamente, nemmeno tu.
Jonathan: Cambieremo le cose.

Tammy: Che stai facendo?
Jonathan: Lo sai.
Tammy: No, no, io non lo farò.
Jonathan: Oh, andiamo. Prendiamo i biglietti , saliamo su un aereo e andiamo.
Tammy: Ma Lizzie…
Jonathan: Lizzie nemmeno vuole essere madre. E’ rimasta incinta solo per poter tenersi Coop e dopo era troppo tardi.
Tammy: Già e così ha preso te.
Jonathan: No, io sono tuo. Lizzie ha abbandonato Sarah in macchina.
Tammy: Ok, ok, e allora? Prendiamo una aereo e poi?
Jonathan: Lo scopriremo quando ci saremo.
Tammy: Jonathan…
Jonathan: Vuoi che stiamo insieme io, tu e Sarah?
Tammy: Certo.
Jonathan: Beh, allora facciamo in modo che accada. Nessuno ce lo darà, ok? Se restiamo qui dovremo fare i conti con Alan e Lizzie. Se saliamo su un aereo, non dovremo più guardarci indietro.
Jonathan: [uscendo dall’agenzia] Stavo per comprare i biglietti, ma dove vuoi andare?
Tammy: Ti prego, no.
Jonathan: Tammy, potrebbe essere come San Francisco. Ti ricordi? Noi stavano preparando tutto per partire.
Tammy: Già, prima che tu avessi Sarah. Noi non possiamo solo salire su una moto e sparire o saltare su un aereo per andare chissà dove. Quei giorni sono finiti.
Jonathan: E’ diverso.
Tammy: Tu non puoi portare via un bambino alla madre. Lo sai! Non in questo modo.
Jonathan: Una madre che ha lasciato la figlia in auto.
Tammy: Okay, Lizzie ha sbagliato, ma non ha abbandonato Sarah sul serio. Ascolta, anche se Sarah non ci fosse, non potrei farlo. Correremmo da un nascondiglio all’altro! Io pensavo che tu volevi chiudere con tutto ciò.
Jonathan: Sì.
Tammy: Allora non possiamo scappare all’apparire di un primo problema.
Jonathan: Oh. Noi abbiamo solo problemi…
Tammy: Siamo qui, siamo ancora insieme. Dopo tutto quello che abbiamo passato, non dovremmo scappare. Qualunque cosa dovremo affrontare, ce ne occuperemo. Jonathan, dimmi che possiamo farlo.

Alle Torri, Jonathan e Tammy sono seduti ad un tavolo e parlano. Lui è ancora convinto che avrebbero dovuto prendere un aereo e lasciare Springfield perché, restando, avranno sempre gli Spaulding alle costole. Tammy insiste che hanno fatto la cosa giusta e, vista la situazione, sono gli Spaulding quelli che dovrebbero preoccuparsi di loro. Jonathan è scettico. Tammy si alza e va al suo fianco, accovacciandosi accanto a Sarah e dice che è ora di smettere di fuggire: sono insieme e nessuno potrà dividerli. Mentre parla nota che Jonathan fissa qualcuno. Lui ha riconosciuto il giudice dell’udienza per l’affidamento intentata da Alan mesi prima ed ha avuto un’idea.

Jonathan: Avremmo dovuto prendere quell’aereo, Tammy.
Tammy: Abbiamo fatto la cosa giusta.
Jonathan: A volte fare la cosa giusta vuol dire fare la cosa sbagliata, lo sai? Quanto tempo ci vorrà perché lo impariamo? Hai visto Lizzie quando le ho detto che volevo la custodia. E’ uscita fuori di testa. Loro ci perseguiteranno.
Tammy: Gli Spaulding? Sono loro che dovrebbero aver paura che noi li perseguiamo. Davvero, cosa hanno loro che noi non abbiamo. [sguardo significativo di Jonathan] Ok, va bene, Però anche noi abbiamo tanto!
Jonathan: Tanto?
Tammy: Sto provando.
Jonathan: Lo so.
Tammy: Basta sgattaiolare, basta guardarsi le spalle, basta scappare, ok? Nessuno può separarci adesso. Io sono insieme a te e Sarah. Cosa c’è?
Jonathan: Quello è il giudice dell’udienza per la custodia intentata da Alan. Non so perché non ci abbia pensato prima!

In Main Street, Jonathan e Lizzie sono seduti al CO2. Lui le porta da bere e la informa che vuole l’annullamento. La ragazza è incredula. Jonathan, con tono gentile, le spiega che il loro non è un vero matrimonio perché non hanno mai fatto sesso dopo essersi sposati, quindi ha parlato con un giudice che ha ammesso che in casi del genere la procedura in tribunale può essere evitata, basta un colloquio con lui, così il ragazzo ne ha predisposto uno per le 11:00 a Cross Creek. Lizzie, all’inizio, lo prende in giro su come crede che hanno concepito Sarah, quindi ribatte che se non sono stati insieme non è stato per colpa di lei che ci ha provato più volte, e infine dichiara, decisa, il suo rifiuto a collaborare. Jonathan ribadisce che lui starà con Tammy a qualsiasi costo, quindi possono farlo così o nel modo più difficile. Lei chiede di Sarah. Jonathan non vuole parlarne dopo che Lizzie l’ha lasciata volontariamente da sola in auto. La tensione tra i due aumenta. La ragazza insiste che era stato un incidente, ma Jonathan le chiede di riflettere: se fosse stata una brava madre e avesse messo Sarah al primo posto, sarebbe mai successo? Lizzie non risponde. Lui insiste che deve essere a Cross Creek alle 11.

Lizzie: Cosa vuoi?
Jonathan: L’annullamento. Non è solo per me, è anche per te: hai bisogno di chiudere con questa cosa.
Lizzie: Cosa, il nostro matrimonio?
Jonathan: Beh, non siamo mai stati a letto insieme.
Lizzie: Sì che l’abbiamo fatto: come pensi che abbiamo avuto Sarah?
Jonathan: Non dopo che ci siamo sposati.
Lizzie: Non per mancanza di tentativi da parte mia.
Jonathan: Ho parlato ad un giudice, quello dell’udienza per la custodia voluta da Alan.
Lizzie: Cosa?
Jonathan: Ha detto che noi possiamo evitare di andare in tribunale, di preoccuparci degli avvocati e cose del genere. Basta solo che ci sediamo con lui e ne parliamo, raccontandogli cosa era successo
Lizzie: Non lo farò.
Jonathan: Bene, io starò con Tammy in ogni caso. Quindi, Lizzie, possiamo farlo semplicemente così o nel modo più sofferto. Comunque sia, succederà. Ho predisposto un incontro per le 11:00.
Lizzie: Oggi?
Jonathan: Oggi, a Cross Creek. Puoi esserci?
Lizzie: Io vivo ancora lì. E Sarah?
Jonathan: Cosa? Potevamo averla persa ieri!
Lizzie: Io pensavo che sarebbe stata al sicuro nell’auto. E’ stato un incidente!
Jonathan: Incidente? L’hai lasciata volontariamente in macchina!
Lizzie: Ma non ho scelto che la mia auto venisse rubata.
Jonathan: Se tu fossi davvero preoccupata di essere una brava madre, se tu mettessi Sarah al primo posto, il tuo piccolo incidente sarebbe successo? Alle 11:00, oggi, a Cross Creek. Vedi di esserci.

Alle 11:20, a Cross Creek, il giudice controlla l’orologio, mentre Jonathan e Tammy, seduti sul divano, lo guardano: stanno aspettando Lizzie che è in ritardo. Il giudice si alza, dopo aver guardato nuovamente l’orologio, e dice ai ragazzi che a quel punto è meglio se inoltrano una richiesta formale perché lui non può aspettare oltre. L’uomo si dirige verso la porta e prende il cappotto, mentre i ragazzi lo seguono e Jonathan lo prega di aspettare qualche altro minuto. Il giudice apre la porta per uscire, ma trova Lizzie, seduta sui gradini, che piange silenziosamente. L’uomo commenta che stavano perdendo le speranze di vederla, rimette a posto il cappotto e la fa accomodare, poi dà inizio alla procedura informale. Mentre spiega, il giudice accompagna Lizzie ad una sedia, Tammy si accomoda sul divano e Jonathan resta in piedi al suo fianco. Il giudice dichiara che, visto che il loro matrimonio era iniziato su presupposti sbagliati, l’annullamento sarà facile da ottenere, basta provare che quelle condizioni erano presenti. Lizzie pare poco partecipe e l’uomo le chiede se ha capito. Lei risponde di sì, poi chiede la parola. Il giudice le concede di parlare. Lizzie ammette, con tono quieto, che quando era rimasta incinta, all’inizio era molto emotiva, quindi pensava di volere una cosa, ma poi cambiava idea e ne voleva un’altra. Una cosa, però, era sempre rimasta costante: Jonathan voleva solo Tammy! Il tono di voce di Lizzie diventa più rabbioso, mentre afferma che il matrimonio era fallito perché Jonathan era ossessionato da sua cugina, a cui non aveva nemmeno detto di essere un parente quando se l’era portata a letto per vendetta. Il giudice fissa Jonathan. Lizzie li trova disgustosi e sottolinea che il loro rapporto è addirittura illegale in alcuni stati, eppure loro vogliono che tutti lo accettino. Passa poi a fare la vittima e, con tono rotto dall’emozione, dichiara che la coppia vuole portarle via la figlia e far scomparire il matrimonio grazie all’approvazione del giudice, e lei implora l’uomo di non permettere che questo accada.

Tammy: Posso offrirle un’altra tazza di tè?
Giudice: No, grazie. Sua moglie ha detto che sarebbe venuta?
Jonathan: Già, ma lei è sempre in ritardo.
Tammy: Potremmo richiamarla di nuovo.
Giudice: Forse voi dovreste solo inoltrare una domanda formale.
Jonathan: Beh, perché non le diamo solo qualche altro minuto?
Giudice: Mi spiace.
Jonathan: Oh, per favore. Ascolti… lei arriverà. Lei sa che deve…
Giudice: Bene, noi stavamo perdendo le speranze di vederla. Possiamo cominciare? Ora, ci sono alcune cose che voglio che voi capiate prima di cominciare. Se il vostro matrimonio è iniziato su presupposti sbagliati, la stato non ha ragione di protrarlo. Ma al fine di concedere l’annullamento, devo dichiarare il vostro matrimonio non valido.
Jonathan: E come funziona?
Giudice: Lo stato riconosce una serie di motivi per concedere un annullamento. Voi dovete provare che questi motivi esistevano al momento del matrimonio. Domande?
Jonathan: No.
Giudice: Signora Randall? [Lizzie fa cenno di no con la testa] Bene! Il motivo per cui state richiedendo l’annullamento è il rifiuto del signor Randall di consumare il matrimonio, giusto?
Jonathan: Beh, prima di tutto il matrimonio non è mai stato reale. Voglio dire che siamo stati minacciati da suo nonno. Lizzie?
Giudice: Ascolti, se c’è qualcosa che non capisce, qualche domanda che…
Lizzie: No, ho capito. Posso dire qualcosa?
Giudice: Certamente.
Lizzie: Quando sono rimasta incinta, tutto era così confuso. Un momento sapevo esattamente cosa volevo e quello dopo cambiava tutto e volevo qualcos’altro.
Giudice: E’ comprensibile.
Lizzie: Ma lui voleva sempre lei. E’ per questo che non dormiva con me. Lui aveva fatto le sue promesse a me, ma erano rivolte a lei, alla sua stessa cugina. Questo non infrange qualche regola?
Jonathan: Lizzie, smettila.
Lizzie: La prima volta che l’hanno fatto, lui nemmeno le aveva detto che era suo cugino. Non è disgustoso? Non è un grosso pasticcio? Loro vogliono che tutti pensino che sia giusto che stanno insieme, ma non è così! E’ disgustoso! E in alcuni stati è addirittura illegale. Ed ora vogliono strapparmi la bambina dalle braccia e far scomparire tutto il matrimonio, far scomparire me. E vogliono che lei ci metta il suo grosso timbro di approvazione. Non può permetterlo! E’ sbagliato! E’ tutto sbagliato!

Il giudice è sorpreso perché pensava che entrambi fossero concordi nel volere l’annullamento e si avvicina a Jonathan e Tammy che sono in piedi. Con calma Jonathan difende il suo rapporto con Tammy, spiegando che lui era stato una pessima persona in passato e aveva fatto molte cose sbagliate. Era stato addirittura uno spacciatore e Lizzie lo sa bene, visto che era sua cliente. Lui era venuto in città solo per vendicarsi della madre che lo aveva dato in adozione, condannandolo ad una vita miserevole. Per vendicarsi aveva deciso di approfittarsi di Tammy, facendosi così odiare da tutti. Ma la ragazza aveva visto qualcosa in lui che valeva la pena di essere salvato, aveva avuto fiducia in lui e gli aveva fatto desiderare di essere una persona migliore. Lizzie lo interrompe continuamente, dicendo una cattiveria dietro l’altra e facendo battutine, ma il giudice ascolta con attenzione. Jonathan racconta poi dell’arrivo in città di Alfred, il padre adottivo, un essere cattivo e spregevole che aveva cercato di fare del male anche a Tammy. E racconta di Sandy, che era quasi cattivo quanto Alfred. Lizzie interviene insistendo che ora Jonathan ha una figlia con lei. Lui ribadisce che non hanno avuto una storia, hanno solo passato una notte insieme: lui ama Tammy! Ammette con il giudice che, nella sua aula, lui e Tammy avevano rotto solo perché pensavano che fosse la cosa migliore per la bambina, ma ora hanno capito che non è così. Lizzie applaude sarcasticamente. Il giudice ha bisogno di tempo per rielaborare tutte le informazioni e dice loro che li informerà quando avrà preso una decisione. Il giudice esce e Jonathan lancia un’occhiataccia a Lizzie.

Giudice: Io pensavo che entrambi eravate d’accordo sull’annullamento.
Jonathan: Io penso che lei voglia che lei pensi che io sia una cattiva persona. Ha ragione, o quasi. Lo ero. Quando sono venuto qui per la prima volta, spacciavo droga. Può chiederlo a Lizzie, lei lo sa visto che era quella che la comprava. L’unico motivo per cui ero venuto in città, all’inizio, era di vendicarmi di mia madre per la vita schifosa che avevo avuto, poiché mi aveva dato in adozione. Tammy era la parte migliore della famiglia e io avevo pensato che il modo perfetto per vendicarmi di mia madre era di rovinare la migliore nel modo peggiore. [flashback: Jonathan con in mano della droga e Tammy addormentata] Tutti mi avevano odiato per questo, non solo la mia famiglia. Ma mia madre era rimasta al mio fianco. Cioè, il solo motivo per cui avevo fatto tutto questo era di ferirla e invece lei era l’unica che voleva darmi una seconda possibilità! Lei era l’ultima persona da cui mi aspettavo… beh la penultima. Tammy aveva visto qualcosa in me che lei pensava valesse la pena salvare e io volevo solo che lei andasse al diavolo. Poi ci fu l’incendio.
Lizzie: Il primo incendio.
Jonathan: Già, ce ne sono stati alcuni. [flashback: incendio nella camera di Tammy, Jonathan che la salva] Non dico che quello mi ha cambiato, ma c’era qualcosa in me che voleva salvarla. E io pensavo che forse, qualsiasi cosa fosse, era quello che lei stava cecando in me.
Lizzie: [mimando il gesto] Suono di violini in sottofondo.
Giudice: Lo lasci parlare.
Jonathan: Che è successo poi? Ehm. Mio padre è venuto in città. Si è trasferito qui. Lui era il mio… padre adottivo… un verme… un vile! E lui non riusciva ad accettare che io non volessi essere come lui, capisce, un fannullone che picchia la moglie.
Tammy: E il figlio.
Jonathan: Lei può leggere tutto nel rapporto della polizia. E’ morto in un incidente nautico. E se lo meritava! Lui aveva aggredito lei e io avevo aggredito lui.
[Flashback al molo: Tammy (a Jonathan): Prendi la mia mano, coraggio. Prendi la mia mano e sarà finita. Tu sei libero! Lascialo, vieni con me! (si stringono le mani)]
Jonathan: (stringe le mani con Tammy anche nel presente) E poi Tammy stava per sposare un ragazzo che era quasi pessimo quanto mio padre.
Lizzie: Poi il destino li ha uniti. Risparmiami.
[Flashback: Jonathan: Non posso prometterti molto, a parte questo: sarai la persona più importante del mondo per me. La numero uno. L’unica!]
Lizzie: Per chi siamo qui? Per te e lei o per te e me?
Jonathan: Lizzie, non c’è un tu ed io. Noi abbiamo deciso di essere “noi” molto prima che tu fossi coinvolta, non è un grande segreto.
[Flashback: Tammy in abito da sposa dopo il matrimonio saltato con Sandy e Jonathan che la prende in braccio e la porta via]
Lizzie: Possiamo andare avanti? Lo sposo di Tammy è caduto in un burrone, poi loro si sono lasciati, poi hanno fatto pace, quindi si sono lasciati ancora, e poi hanno rifatto pace, ma poi si sono lasciati di nuovo ed ora io e Jonathan abbiamo una bambina, una famigli.
Jonathan: Lizzie, è stata una sola notte e mesi prima che ci sposassimo. E’ stato un errore. L’unica cosa buona che ne è venuta, è stata Sarah. (al giudice) Voglio dire, abbiamo dovuto lottare con quello psicopatico di suo nonno, abbiamo dovuto sposarci per proteggere la nostra bambina, tutto quello che è successo nella Sua aula prima della nascita di Sarah…
Lizzie: Non ne valeva la pena?
Jonathan: Ne valeva la pena per Sarah. Giudice, Tammy ed io non ci saremmo mai lasciati se non avessimo pensato che era la cosa migliore per la bambina, ma ora abbiamo capito che non è così.
Lizzie: Voi due non potete deciderlo!
Jonathan: No, ma lui sì. Concludo: amo Tammy, ma metterò sempre mia figlia prima.
Lizzie: (applaude sarcastica) Avrei dovuto portare il popcorn.
Giudice (a Jonathan): Questo caso è un po’ più complicato di quanto mi aveva fatto credere.
Jonathan: Mi dispiace, non volevo che lo fosse.
Lizzie: E’ colpa mia. Potresti assumerti un po’ di responsabilità, Jonathan?
Giudice: Dovrò prendere in considerazione tutto questo.
Jonathan: Non può decidere subito?
Giudice: Beh, la sola cosa che posso promettervi è che avrete mie notizie.

Montaggio musicale di vari momenti della giornata di Jonathan e Tammy, in attesa di rivedere il giudice: al CO2 lei porta da bere a Jonathan che coccola Sarah, poi si stringono le mani, Jonathan guarda l’orologio. Poi la coppia è a casa: Jonathan è sul letto e dà il biberon a Sarah, mentre Tammy passeggia per la stanza, poi si siede accanto a loro. Più tardi sono in chiesa dove Tammy accende una candela e Jonathan guarda ancora l’orologio. In sottofondo questa canzone:

What’s wrong, what’s right the answer is, nobody knows
how long do we hide the secret dying to be told
I’m not afraid of what anybody has to say I say it’s our time
can you love me will you love me
with the lights on yeah, when the lights are on
let the world see hey, let our love be strong
and if everyone is watching us let them watch, let them talk
just believe what we need
is what we are we are
we are we are we are.

Dopo aver atteso con ansia tutto il giorno, Jonathan e Tammy passano in chiesa prima di recarsi alle Torri dove il giudice li ha convocati. Lizzie è già lì, seduta ad un tavolo. Appena li vede, corre verso Sarah, la prende e le parla, coccolandola. Il giudice arriva alle loro spalle e li saluta. L’uomo è venuto a sapere di quanto successo la sera prima. Lizzie si giustifica che l’auto era stata rubata, ma il giudice sottolinea che la bambina era dentro. Si rivolge a Jonathan dicendo che ha apprezzato il fatto che lui non avesse usato quell’episodio contro Lizzie, soprattutto tenendo conto che la ragazza non ha fatto altro che metterlo in cattiva luce. Il giudice è deluso, invece, che Lizzie abbia solo sottolineato le cose negative di Jonathan, senza parlare delle proprie mancanze. Loda l’onestà del ragazzo e pensa che Tammy abbia davvero un’influenza positiva su di lui. Alla luce di tutto questo ha deciso che concederà l’annullamento. Per quanto riguarda la custodia di Sarah, la questione è più complicata, ma nel frattempo Jonathan avrà la custodia temporanea. Lizzie è costretta a ridare la bambina al padre di fronte al giudice. Lizzie obbedisce piangendo.

Jonathan: Ogni volta che guardo l’orologio, sono passati solo due minuti.
Tammy: Forse aiuterebbe non pensarci. Beh, perché non andiamo a prendere un po’ d’aria finché non arriva?
Lizzie: Ciao.
Jonathan: Ciao, l’hai visto?
Lizzie: Ciao. (a Sarah) Ciao! E’ nuovo? (riferendosi al vestito della bambina)
Jonathan: Sì.
Lizzie: E’ carino. Sì, va bene, la mia piccola raggio di sole. Hai sonno, vero?
Giudice: Salve di nuovo.
Jonathan: Salve.
Lizzie: Salve, Vostro Onore.
Jonathan: Vuole che prendiamo un tavolo?
Giudice: No, sono appena stato informato dell’incidente di ieri con la bambina.
Lizzie: La mia auto è stata rubata.
Giudice: Con la bambina dentro.
Lizzie: Eravamo davanti ad una chiesa!
Giudice: (a Jonathan) Penso che sia significativo che lei non ne abbia parlato prima.
Jonathan: Mi spiace.
Giudice: No, no, no. Sono rimasto positivamente colpito dal fatto che lei non l’abbia usato, soprattutto alla luce di quello che ha detto sua moglie.
Lizzie: Entrambi abbiamo detto delle cose.
Giudice: Lui ha parlato di se stesso ed è stato onesto sulle sue mancanze. Lei ha solo parlato di lui.
Lizzie: Perché io ho fatto meno errori.
Giudice: (a Tammy) Forse la sua influenza sul signor Randall l’ha reso migliore.
Tammy: Lui è buono.
Giudice: Sono pronto a firmare l’annullamento.
Lizzie: Ma… e riguardo Sarah?
Giudice: Beh, la custodia di Sarah è un po’ più complicata. Vi suggerisco di consultare degli avvocati per dei pareri legali finché non avrò tempo di rivedere il caso. Ma alla luce dell’incidente di ieri, il signor Randall avrà la custodia temporanea. Signora Randall… mi scusi, Signorina Spaulding.

La mattina dopo, Tammy si sveglia di nuovo a fianco di Jonathan e Sarah. Jonathan stringe sempre la bambina tra le braccia e sorride. Si scambiano il buongiorno e si alzano. Più tardi Jonathan è seduto a terra, sempre con la bambina tra le braccia, e Tammy gli porta il biberon per la piccola. Poi le fanno il bagnetto, la cambiano, la vestono e ci giocano, apprezzando l’idea di vivere così per sempre.

Tammy: Buongiorno.
Jonathan: Già? Sì, lo è. [più tardi mentre la cambia] Oh, che puzza!!! Che ti abbiamo fatto mangiare ieri?
Tammy: Hai bisogno di aiuto?
Jonathan: No, ho una tecnica. Ecco fatto.
Tammy: Oh. Bravo.
Jonathan: A posto! Chi è la mia brava bambina? Sì. [sul vestito] Non sembra più starle bene come prima.
Tammy: Bene, dovremo solo prendertene uno nuovo, non è vero, tesoro?
Jonathan: GIù… guarda chi la sta viziando ora!
Tammy: Sì, beh, mi sento come se lo posso fare adesso, capisci? Ieri non sapevamo… beh immagino che ancora non lo sappiamo.
Jonathan: Già, ma, sai, ci stiamo vicino.
Tammy: Sì e avremo due giorni di vita normale.
Jonathan: Già, abbiamo due giorni così.
Tammy: Sai? Potrei passare ogni giorno così, con te e Sarah.
Jonathan: Lo faremo.

Più tardi, vanno in Main Street. Mentre sono seduti ad un tavolo del CO2, si avvicina la passante del giorno prima e fa ulteriori lodi a Sarah. Jonathan prende in giro Tammy che, scherzosamente, gli tappa la bocca. Un uomo si avvicina alla coppia: deve consegnare dei documenti al ragazzo. Jonathan non è per niente contento perché in genere i documenti che riceve non sono mai una cosa positiva, ma cambia rapidamente idea dopo aver visto che sono i documenti che attestano l’annullamento del suo matrimonio! Anche Tammy è entusiasta e lo bacia. La ragazza ammette che dopo le parole di Lizzie era preoccupata e invece il fatto che lui abbia detto la verità è stato determinante. Lei è orgogliosa di Jonathan! Lui capisce che avrebbero potuto non avere così tanta fortuna. Si baciano.

Passante: E’ ancora più bella di ieri.
Jonathan: Grazie. La donna terribile se n’è andata, Tammy. (tono da presa in giro) Sei preoccupata che dica che sembriamo una famiglia normale?
Tammy: Stai zitto.
Jonathan: Oh!
Uomo: Jonathan Randall?
Jonathan: Oh, cavolo. Nessuno mi rintraccia mai per darmi buone notizie.
Uomo: Mi dispiace.
Tammy: Ehi, forse non è niente, giusto?
Jonathan: E’ qualcosa! Non sono più sposato!
Tammy: Così presto?
Jonathan: Guarda.
Tammy: Oh mio Dio! Oh. Quando Lizzie ha iniziato a dire tutte quelle cose al giudice ieri…
Jonathan: Già, ma, voglio dire, lui ha deciso di darci l’annullamento.
Tammy: Lo so, ma non volevo crederci finché non fosse stato reale. Lizzie era così risentita.
Jonathan: Beh, quello che ha detto non ha più importanza.
Tammy: No, ma quello che tu hai detto si. Tu hai detto al giudice la verità.
Jonathan: La verità? La verità non era tutta bella.
Tammy: Già, ma tu ci sei rimasto aderente invece di giocare sporco, come ha fatto Lizzie.
Jonathan: Immagino che sarebbe potuta finire male per noi.
Tammy: Abbiamo ottenuto un nuovo inizio!
Jonathan: Un altro?
Tammy: Ehi, l’ultimo che ci servirà.

Più tardi, Jonathan e Tammy sono a casa di Gus e Harley come baby-sitter. Tammy sta facendo addormentare Sarah, mentre Sydney è già assopita in culla. La ragazza sistema Sarah a fianco dell’altra bambina e si chiede se da grandi saranno amiche: dovrebbe essere bello avere un’amica sin dalla nascita! Mentre prepara del succo di frutta per i bambini, Jonathan ribatte che lei ha avuto sua madre, ma Tammy replica che i genitori non contano. Il ragazzo sa di essere stato la causa dei problemi tra lei e Cassie, ma Tammy lo rassicura che ormai la donna non lo odia più. Jonathan commenta che è così perché lei l’ha domato. La ragazza reagisce con una smorfia: non è sicura che sia una cosa positiva. Lui spiega che invece è stata positiva: un tempo lui avrebbe odiato case come quella, piena di cose per bambini – si sposta alle sue spalle e l’abbraccia, le loro guance si sfiorano e ogni tanto lui la bacia – ora invece, grazie a lei e Sarah, è quello che vuole! E’ come se un giorno gli fosse scattato qualcosa dentro. Tammy lo capisce perché è quello che è successo a lei: lo odiava intensamente – di gira verso di lui – ma all’improvviso non riusciva ad impedirsi di amarlo. Jonathan le ricorda che non è più sposato, quindi le fa la proposta di matrimonio. Tammy è sorpresa ed esita, così lui si inginocchia, ma lei lo ritira su dicendogli che non è da lui. Allora Jonathan, ridendo, la prende in braccio, ripetendo la richiesta. Tammy si allontana di qualche passo, dandogli le spalle e, finalmente, acconsente. Poi corre da lui, si abbracciano e baciano.

Jonathan: Sta dormendo?
Tammy: Si.
Jonathan: E una è fatta.
Tammy: Sydney sta già dormendo. Pensi che saranno grandi amiche quando cresceranno?
Jonathan: No! [sguardo sorpreso di Tammy] Cosa? Indossano ancora i pannolini. Come posso saperlo?
Tammy: Penso solo che sarebbe carino avere un’amica sin dalla nascita.
Jonathan: Beh, tu ne hai già una.
Tammy: Le madri non valgono. Inoltre abbiamo avuto i nostri problemi.
Jonathan: Io.
Tammy: Ora ti vuole bene.
Jonathan: Ma per favore.
Tammy: Ok, gli piaci.
Jonathan: Bene, è perché mi hai domato.
Tammy: Che stanno facendo Zach e Jude?
Jonathan: Video games. I ragazzi hanno bisogno di rifornimento. [nota l’espressione di Tammy] Uh-oh.
Tammy: Tu davvero pensi che io ti abbia domato? Che vuoi dire?
Jonathan: Posti come questo erano il mio peggior incubo. E ora noi stiamo facendo i baby-sitter. Qualcuno mi ha chiesto di guardare dei bambini.
Tammy: Lo hanno chiesto a me e solo perché Ashlee stava lavorando.
Jonathan: Beh, comunque sia. Stavo solo dicendo… non so. Un posto come questo ora, con tutte queste cose per bambini, mi piace davvero. Davvero voglio averlo. Lo sai? Tu e Sarah mi avete fatto desiderarlo.
Tammy: Vuoi dire che è come se un giorno qualcosa è scattato dentro di te?
Jonathan: Mm-hmm. Come fai a saperlo?
Tammy: Perché la stessa cosa è successa a me nei tuoi confronti. Sai, io ti odiavo, ti odiavo profondamente.
Jonathan: Ok, ok.
Tammy: Ma poi, sai, un giorno ho iniziato a vedere delle cose che mi hanno fatto credere che forse… io… io mi solo sono svegliata un giorno e non potevo evitare di amarti.
Jonathan: Scommetto che non avevi mai pensato che avresti allevato un bambino insieme a me.
Tammy: Non pensavo che sarebbe stato figlio di Lizzie. Jonathan, non sono mai stata in grado di prevedere niente per noi, ma la visione continua a migliorare, quindi procediamo, ok?
Jonathan: Procediamo.
Tammy: Già. Cosa c’è?
Jonathan: Questo. Io non sono più sposato.
Tammy: Sì, lo so.
Jonathan: Allora sposiamoci. Facciamolo subito.
Tammy: Stiamo facendo i baby-sitter ora.
Jonathan: Beh, non proprio in questo preciso momento. Ora nel senso di oggi. Più tardi.
Tammy: Mi stai… mi stai facendo la proposta adesso? Mi stai davvero chiedendo di sposarti?
Jonathan: Sì. Cosa c’è? Cosa dovrei… [si inginocchia] così?
Tammy: No! [lo tira su] Questo non è da te. No.
Jonathan: Allora così? [la prende in braccio] Coraggio, sposiamoci! Lo sai che è quello che vogliamo. E’ quello per cui abbiamo aspettato, giusto? [la mette giù] Oh! Tammy, dì qualcosa!
Tammy: Io dico sì! Sì, sì, sì, sposiamoci!

Tammy sta camminando in Main Street, è radiosa e stringe in mano una busta di un negozio. Cassie la vede e la chiama. Tammy, incapace di contenere la sua felicità, le annuncia il matrimonio e l’abbraccia. Cassie è sorpresa. Tammy la prende per mano e la trascina a sedere, mentre la madre le chiede se sposa Jonathan: è sorpresa che abbia ottenuto l’annullamento in modo così rapido. Vuole solo essere sicura che sia tutto legittimo e fa altre domande, ma Tammy non ha tempo per spiegarle ora. Si abbracciamo, entrambe felici. Tammy mostra il semplice abitino estivo che ha comprato: non hanno tempo per altro. Cassie chiede il perché di questa fretta e si offre di aiutarli, ma Tammy le spiega che lei e Jonathan hanno deciso per un matrimonio privato con solo loro due (in seguito faranno una festa), ma vorrebbe che la madre fosse presente. Cassie promette che ci sarà: sarà sempre presente per lei. Si abbracciano. Tammy teme di deludere la madre, ma Cassie dice che vorrebbe solo che avesse un matrimonio meraviglioso. Tammy replica che sta sposando il suo vero amore, cosa ci potrebbe essere di più fantastico? Comunque Cassie potrà farle una torta quando daranno la festa, come quelle che le preparava da bambina. Cassie ricorda che preparava sempre una torta per il suo compleanno quando era in affido, sperando che qualcuno gliela stesse facendo, ovunque fosse. Tammy ammette che, anche quando c’erano, non erano mai come quelle di Cassie. La madre è dispiaciuta che Tammy abbia dovuto sopportare così tanto, ma la ragazza crede che tutto quello che hanno passato le ha portate dove sono ora, nel suo caso da Jonathan e al giorno più bello della sua vita. Cassie afferma che è anche il giorno più bello della sua vita allora. Si abbracciano.

Cassie: Ciao!
Tammy: Mamma, ciao! (tono eccitato)
Cassie: Ciao. Cosa… stai facendo spese?
Tammy: Mi sposo!
Cassie: Che cosa?
Tammy: Mi sposo, adesso!
Cassie: Adesso?
Tammy: Oggi. Oh mio Dio, è così bello dirlo a qualcuno!
Cassie: Aspetta un momento. Tu sposerai Jonathan?
Tammy: Mamma…
Cassie: Beh, è solo… non è ancora sposato con Lizzie?
Tammy: Ha avuto l’annullamento.
Cassie: Caspita! Una cosa al volo!
Tammy: Va bene, è stato veloce, sì.
Cassie: Ok, volevo solo essere sicura che fosse legale.
Tammy: Un giudice se ne è occupato.
Cassie: Bene. E Sarah?
Tammy: Ok, ascolta, ti spiegherò tutto dopo, ma ora io…
Cassie: Ok, spiegherai dopo… ti stai per sposare! Tesoro, congratulazioni! Aspetta un minuto, quindi questo è… fammelo vedere!
Tammy: Non ti aspettare molto.
Cassie: Su, fammelo vedere!
Tammy: Ok, beh è solo… un prendisole, sai, cioè, noi non avevamo proprio tempo, quindi…
Cassie: In merito a questo… perché voi…
Tammy: Sì, lo so, noi… noi non vogliamo aspettare.
Cassie: Beh, tesoro, ma state già insieme.
Tammy: Sì, ma, sai, per davvero. Capisci quello che voglio dire? Quindi non c’era proprio tempo per fare un matrimonio in grande. Allora?
Cassie: Io posso aiutarvi.
Tammy: Basta che tu sia presente. Questo lo renderebbe speciale. Jonathan ed io pensavamo di farlo da soli e poi dare una festa in seguito, ma ho bisogno che tu ci sia.
Cassie: Perfetto, perché verrei in ogni caso.
Tammy: Lo so. E’ solo, sai, ci ho provato prima e non era andata bene, quindi…
Cassie: Ed è stato Jonathan che ti ha evitato di farlo, giusto? Immagino che si è risolto perfettamente.
Tammy: Stavolta è per sempre, mamma.
Cassie: Lo so. E io ci sarò, sarò sempre presente.
Tammy: Io spero… spero di non deluderti.
Cassie: Impossibile. Cosa potrebbe essere meglio che vederti così risplendente? Io penso solo che la ragazza più meravigliosa del mondo dovrebbe avere il matrimonio più meraviglioso.
Tammy: Io sono felice. Sto con l’uomo che amo. Cosa potrei chiedere di più?
Cassie: Non lo so… candele, damigelle, fiori e una torta
Tammy: Mmmm, una torta. Ok, ascoltami, quando poi daremo la festa. voglio che tu mi faccia una di quelle torte che era sempre solita farmi per il mio compleanno, con la morbida glassa. Ok?
Cassie: L’avrai, tesoro.
Tammy: Ehi, ehi, cosa farai oggi, Cassie?
Cassie: Ehi, dammi un attimo di respiro. La mia bambina si sposa. Io… io pensavo a tutti quegli anni che tu hai trascorso presso famiglie affidatarie e di come io ti preparavo quella torta ogni anno, che sapessi o meno dove tu fossi. Spegnevo una candelina e mi auguravo che qualcuno ti stesse preparando una torta.
Tammy: A volte c’erano delle torte. Non come le tue, ma…
Cassie: Mi spiace, tesoro.
Tammy: Mamma, ho sempre saputo che mi avresti trovato e riportato a casa e l’hai fatto.
Cassie: Ne hai dovute passare così tante!
Tammy: Beh, sai una cosa? Tutto quello che abbiamo passato – nel bene e nel male – ci ha portato dove siamo ora. Mi ha portato da Jonathan e a questo giorno, il più bel giorno della mia vita.
Cassie: Beh allora, è anche il più bel giorno della mia vita.

Alle Torri, Billy esce dall’ascensore. Jonathan lo sta aspettando e gli chiede se sa dov’è Reva. Billy immagina che non lo abbia chiamato solo per quello. Jonathan ride mentre gli chiede se può sostituirlo all’Outskirts per alcuni giorni, tira fuori dalla tasca un astuccio per anelli, e lo informa che sta per sposare Tammy. Billy è entusiasta alla notizia, finché non si ricorda che Jonathan è già sposato e, oltretutto, pure il precedente sposo di Tammy aveva una moglie! Jonathan gli spiega dell’annullamento. Billy è sollevato e si congratula, ma non approva un matrimonio così veloce. Gli consiglia di tener conto dei bisogni della sua donna. Jonathan risponde che ha preso gli anelli e Tammy sta comprando un vestito. Billy, dolcemente, mette la mano sul cuore, e gli dice che lui intendeva i suoi desideri: Tammy probabilmente vuole che sia il giorno più speciale della sua vita e lui glielo deve. Jonathan capisce e telefona a Tammy, mentre Billy torna all’ascensore.

Billy: Ciao, eccoti.
Jonathan: Ciao, sai dov’è Reva? Non risponde al telefono.
Billy: Non mi hai chiamato per sapere dov’è Reva, vero?
Jonathan: No, no. So che sei tornato alla Lewis, ma potresti sostituirmi al bar per qualche giorno?
Billy: Certo! Va tutto bene?
Jonathan: (ride) Indovina: sposo Tammy.
Billy: Intendi farle la proposta di matrimonio?
Jonathan: Le ho già fatto la domanda. Ci sposiamo oggi.
Billy: Oggi? Caspita! Beh congratul… oh, aspetta, aspetta. Come pensi di farlo?
Jonathan: Beh, ci sto lavorando.
Billy: No, no. Voglio dire che tu hai già una moglie legittima. E il suo ultimo sposo non era già sposato?
Jonathan: Sì, ma Lizzie ed io abbiamo ottenuto l’annullamento e…
Billy: Fiuu (fa il gesto di asciugarsi il sudore come segno di sollievo)
Jonathan: (ride) Lo so.
Billy: Davvero! Allora, io penso… io spero che Reva riceva il tuo messaggio. Oggi, eh? Oggi!
Jonathan: Sì, già. Beh, noi vogliamo farlo in fretta, quindi io pensavo che forse potrei trovare un giudice stasera al tribunale.
Billy: Vuoi lanciarti nel matrimonio, è una tua scelta. Ma tu devi prenderti cura della tua donna. Voglio dire che devi pensare ai suoi bisogni.
Jonathan: Già, io ho preso gli anelli e Tammy sta prendendo il vestito.
Billy: No, Jonathan… i suoi bisogni. Non tutti i matrimoni devono essere riparatori, sai.
Jonathan: Lo so. Lizzie ed io l’abbiamo fatto perché dovevamo, a causa della bambina.
Billy: Ok, bene, chi ti soffia sul collo stavolta? Brutti ricordi? Non ti faranno più del male, vero?
Jonathan: No, ma Tammy lo vuole davvero.
Billy: Aspetta, permettimi di dirti cosa Tammy vuole veramente. Lei vuole che il giorno in cui vi sposate sia più meraviglioso di qualsiasi altro giorno. Questo è un dato di fatto. E’ un matrimonio! Ascolta chi ci è già passato. Ora io penso sia giusto dire che questa ragazza ti ha salvato quindi, Jonathan, ritengo che sei in debito con lei e penso che oggi potrai ripagarla.

Tammy è ancora in Main Street con la madre quando riceve la telefonata di Jonathan. Dopo i convenevoli, Tammy appare sempre più felice nel sentire quello che le dice Jonathan (solo lei sente le sue parole). Cassie le chiede che succede, ma come risposta una Tammy radiosa la prende per mano e la trascina via perché devono cambiare l’abito.

Jonathan [al telefono]: Ciao, sono io.
Tammy: Ciao. (a Cassie) E’ il mio fidanzato! (a Jonathan) Allora, come sta andando? Hai preso gli anelli?
Jonathan: Li sto guardando. Tu hai preso il vestito?
Tammy: Sono appena uscita dal negozio. Davvero? Ok, ok. Ok, devo cominciare a muovermi. Aspetta, aspetta, non riappendere. Jonathan… ti amo. Ok, ok ciao. Andiamo!
Cassie: Che è successo?
Tammy: Abito inadatto
Cassie: Oh.

Più tardi, Tammy entra nella chiesa dove l’aspettano la madre e padre Ray, già in veste talare da cerimonia. Tammy indossa un abito da sposa avorio, lungo, senza spalline. In testa ha una coroncina e i capelli sono raccolti morbidamente. Mentre Cassie la ammira, Jonathan, in abito scuro, appare dall’altra porta e la fissa. Tammy gli sorride felice e lui ricambia.

Tammy: Ok, non piangere. Allora?
Cassie: Lo lascerai senza fiato.

Padre Ray è pronto per iniziare la cerimonia, Jonathan è accanto a lui, ma passeggia nervosamente e guarda l’orologio. Il ragazzo rimpiange di non essere riuscito a rintracciare la madre. Intanto Tammy è in un’altra stanza e si sta finendo di preparare. Padre Ray indica a Jonathan Cassie che è entrata tenendo in braccio Sarah. La donna arriva all’altare e Jonathan bacia sia lei che la piccola. Poi appare Tammy, che indossa anche il velo e porta il bouquet. La coppia si sistema davanti all’altare e si prendono per mano. Lizzie, nascosta, li spia. Jonathan e Tammy sono al settimo cielo e si sorridono continuamente.

Padre Ray (a Jonathan): Come va?
Jonathan: Vorrei aver rintracciato mia madre.
Padre Ray: Possiamo aspettare.
Jonathan: Mi ucciderebbe.
Padre Ray: Tammy?
Jonathan: Reva.
Padre Ray: Ricorda di respirare.
Jonathan: Ok.

Categorie: Raccontando | Tag: | 3 commenti

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3 pensieri su “Raccontando Sentieri – 17 Gennaio 2007

  1. Paola

    Grazie!!! Bellissima puntata! Bravi tutti per il vostro lavoro!!!

  2. Daniela

    Magnifico, bravissimi… sembra proprio di essere con i protagonisti, di sentire le loro voci e come si muovono, … insomma capite no?
    Grazie stragrazie🙂

  3. mena

    Grazie mille.. sembra proprio aver visto la puntata….aspetto con ansia la prossima puntata….grazie ancora…..

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