Raccontando Sentieri – 15 Gennaio 2007

Episodio 15086

Episodio 15086 – 15 Gennaio 2007

Traduzione Storia: Rita126
Traduzione Dialoghi: Marco Redaelli
Revisione: Rita126

 

 

In questo episodio:

  • Reva fa una scoperta su Cal
  • Alan cena con Reva e scende sul sentiero di guerra
  • Beth mette in guardia Tammy
  • Jonathan lascia Lizzie.

Al Beacon, Reva bussa ripetutamente alla porta di Cal. E’ irritata e chiede ad alta voce perché non risponde alle sue telefonate. Lei continua a parlare attraverso la porta: sa di essere lì per un motivo egoistico, ha paura per il suo controllo, ma ha bisogno di parlare e lui è il solo che può capirla. Alla fine lui apre la porta ed esce fuori dalla stanza. Indossa un cappellino da baseball. Le dice che è dispiaciuto, ma ha una ragazza in camera, però la chiamerà presto. Appena lei vede il cappello, la sua espressione cambia, perché capisce che Cal è di nuovo malato. Quasi piangendo gli chiede di non mentirle.

Reva: Cal! Cal! So che ci sei. Perché non mi hai richiamata? Ok, ammetto di essere qui per ragioni prettamente egoistiche. Devo fare il mio check-up trimestrale, e tu sei l’unica persona con cui posso parlarne che può immedesimarsi…
Cal: Reva, mi dispiace.
Reva: Ciao!
Cal: Ascolta, ho… c’è una ragazza dentro, quindi ti richiamerò, promesso.
Reva: Lasciami indovinare, la ragazza ha una passione per i ragazzi che indossano un cappellino da baseball
Cal: Difatti è così.
Reva: Non mentirmi! Nel nostro mondo coprirsi la testa significa una sola cosa: sei di nuovo malato, vero?

Alle Torri, Beth e Alan stanno cenando. Lei mangia, mentre lui si limita a giocherellare con la forchetta, mentre riflette. Lei gli consiglia di mangiare, così avrà le forze per le sue cattiverie. Gli manca la cucina di Ravenwood? Lui sta rimuginando sulla sua avversione per Jonathan. Beth gli chiede se non vuole che Lizzie sia felice: al momento è fragile e non possono opprimerla o potrebbe crollare. Lizzie arriva con Sarah e ribatte che è proprio quello che vorrebbe il nonno. Alan la saluta, poi si alza dal tavolo e si mette a coccolare Sarah. Lizzie insiste che il nonno vorrebbe poterla rinchiudere a Ravenwood, in modo da potersi prendersi Sarah, ma non succederà perché lei, la bambina e Jonathan sono una famiglia e lo resteranno! Per tutto il tempo Alan coccola Sarah.

Beth: Mangia, Alan, devi mantenerti in forze per poter fare del male.
Alan: Dovresti saperlo.
Beth: Ad ogni modo, qual è il problema? Ti manca la cucina squisita di Ravenwood?
Alan: Una dose giornaliera di risentimento condita con un odio costante per quell’essere ripugnante che ha sposato mia nipote. Che pasto!
Beth: E una che sta andando dritta al tuo cuore se non stai attento. Lascia perdere.
Alan: No, mai
Beth: Non vuoi vedere tua nipote felice
Alan: Questo è il mio unico scopo, Beth.
Beth: Ma non riesci a capire quanto sia fragile in questo momento, tra la depressione post-partum e la paura di perdere Jonathan? Potresti spingerla sull’orlo del baratro! E lei potrebbe finire per essere l’unica a ritrovarsi rinchiusa.
Lizzie: Cosa? Stai scherzando mamma? A lui piacerebbe, non è vero nonno?
Alan: Ciao, Elizabeth, ciao Sarah!
Beth: Elizabeth, tuo nonno non vorrebbe mai…
Lizzie: Ma certo che vorrebbe: mandarmi a Ravenwood, rubarmi mia figlia,. Otterrebbe tutto ciò che desidera.
Beth: Faremo in modo che ciò non succeda, vero Alan?
Lizzie: Non sono preoccupata mamma. Io, Jonathan e Sarah siamo una famiglia e lo saremo per sempre!

A Cross Creek, Jonathan e Tammy sono stesi sul tappeto e si baciano. Poi lui si rialza e si siede per parlarle, mentre lei resta stesa a guardarlo, serena. Jonathan cerca di convincerla che non c’è stato niente tra lui e Lizzie, ma a Tammy non importa. Lui invece vuole spiegare: era ubriaco ed aveva perso i sensi, quindi non è successo nulla. Tammy gli crede e lo rassicura che Lizzie non riuscirà più a dividerli. Jonathan fa una specie di ringhio, salta dalla sedia e si getta su di lei che ride. I due si baciano ancora. Più tardi, Tammy risistema la stanza, mentre Jonathan prende i suoi vestiti: ha deciso di lasciare Lizzie quella sera stessa, spera solo che la moglie non crolli. Tammy gli dice di non preoccuparsi perché Lizzie ha solo finto la sua depressione post-partum. Gli racconta del DVD che aveva trovato nel cottage: Lizzie aveva noleggiato un film su una donna che soffriva di tale patologia e aveva ripetuto le frasi parola per parola, addirittura piangendo negli stessi punti. Gli racconta anche che Beth l’aveva vista e avevano fatto una specie di rissa. Lizzie aveva mentito e l’aveva manipolato affinché restasse con lei e la bambina. Tammy massaggia le spalle del ragazzo, mentre continuano a parlare. Lizzie aveva usato il suo amore per Sarah per tenerlo! Jonathan ora è convinto di poter essere un buon padre per Sarah anche senza essere sposato con Lizzie, anzi sarà migliore perché finalmente è felice. Tammy lo avverte che Lizzie non rinuncerà tanto facilmente.

Jonathan: Non è successo nulla con Lizzie.
Tammy: Va bene, non importa.
Jonathan: Si che importa, invece. Ero ubriaco, ho perso i sensi, nemmeno sapevo dove mi trovavo. Non è successo nulla con Lizzie. Devi credermi!
Tammy: Ok, ti credo.
Jonathan: Veramente? Anche dopo quello che hai visto? So come Lizzie lo ha fatto sembrare.
Tammy: Non mi interessa. Lizzie è malata e patetica e non riuscirà più a tenerci lontani perché io non ti lascerò andare un’altra volta (ride).
Jonathan: Sto per lasciare Lizzie una volta per tutte. Spero solo che non crolli.
Tammy: Sai, non mi preoccuperei di questo se fossi in te.
Jonathan: Lizzie non sta molto bene
Tammy: Lizzie non è malata. Sta fingendo. Lo fa da parecchio tempo. Ne vuoi una prova?
Jonathan: Che prova?
Tammy: Un film che ha noleggiato, una sorta di brutto documentario sulla storia di una ragazza che soffre di crisi post-partum. L’ha ripetuto parola per parola
Jonathan: Sei sicura?
Tammy: Si, è anche scoppiata in lacrime nelle stesse parti. Potrebbe vincere un Emmy!
Jonathan: Come lo hai scoperto?
Tammy: Sono entrata di nascosto qui. Beth mi ha sorpresa in realtà… ci siamo scontrate.
Jonathan: Cavolo! Avrei voluto vedere la scena.
Tammy: Lizzie non è minimamente cambiata. Continua ad essere una piccola strega bugiarda e manipolatrice, che è disposta a fare qualsiasi cosa per impedirti di lasciare lei e la bambina.
Jonathan: E io ci sono cascato in pieno.
Tammy: Tu ami tua figlia. E la recita di Lizzie era davvero convincente.
Jonathan: Già, ma non lo è stata così tanto da convincere te.
Tammy: Beh, all’inizio ci ho creduto anche io, ma sai, tu sei pazzamente innamorato di tua figlia. Per te è una questione di emozioni. Lizzie ha giocato su questo. L’ha usato a proprio vantaggio
Jonathan: Già, fino a che mi ha fatto credere che io avessi…
Tammy: Si, ha tirato fuori l’artiglieria pesante.
Jonathan: Già e anche tu! Che cosa ti ha fatto aprire gli occhi? Che cosa ti ha fatto cambiare idea?
Tammy: Io ti amo, noi ci apparteniamo, indipendentemente da tutto. Oh, mi spiace.
Jonathan: Beh, io posso essere un buon padre pe Sarah, anche senza essere sposato a Lizzie. Probabilmente un padre migliore. Può essere molto brutto quando i tuoi genitori non si amano. Sarah non crescerà in un ambiente così.
Tammy: Lizzie non si arrenderà tanto facilmente.
Jonathan: Ce ne occuperemo quando sarà il momento. La lascerò stasera stessa.

Lizzie è arrabbiata, sposta il passeggino di Sarah, quasi “investendo” Alan, e si dirige verso gli ascensori. Lei dice che non vuole che il nonno si avvicini a sua figlia. Alan spiega che vuole solo che loro siano felici, invece Jonathan la farà soffrire. Lizzie insiste che la sua vita non sono affari di Alan e gli volta le spalle. Lui continua a parlarle, ma Beth lo ferma e gli dice di far provare lei. Raggiunge Lizzie che sta aspettando l’ascensore e le chiede se qualcosa non va. La figlia risponde che va tutto bene e che Beth deve solo tenere sotto controllo Alan. Lizzie entra in ascensore e Beth torna al tavolo, dove Alan sottolinea la pessima influenza di Jonathan. Beth lo avverte che se continua a comportarsi così, Lizzie lo taglierà fuori definitivamente dalla vita di Sarah. Lui deve lasciar perdere: Sarah non sostituirà mai il bambino che hanno perso. Alan insiste che Lizzie è troppo fragile per allevare da sola un bambino e Jonathan è un irresponsabile. Per il bene della piccola e della famiglia, dovrebbero allevarla lui e Beth. Quest’ultima è riluttante a credere alle sue buone intenzioni e gli ricorda che Lizzie soffrirebbe se le portassero via la figlia. Alan ribatte che Lizzie lo ha tradito, per cui può essere sacrificata per il futuro della famiglia.

Lizzie: Non ti voglio intorno a mia figlia.
Beth: Lizzie!
Lizzie: Non so nemmeno perché sono venuta qui. Lui cerca sempre di rovinare la mia vita, è oggi non è diverso.
Alan: Voglio solo che tu e Sarah siate felici. Jonathan ti farà soffrire.
Lizzie: Jonathan è mio marito e noi siamo felici. Sono certa di questo.
Alan: E allora perché stai cenando da sola?
Lizzie: La mia vita non deve più riguardarti, quindi stanne fuori. E stai lontano da tutti noi!
Alan: Elizabeth, non puoi…
Beth: Alan, lascia che le parli io. Tesoro, è successo qualcosa?
Lizzie: Beh, Tammy non vuole tirarsi indietro, ma oltre a questo…
Beth: Che cosa ha fatto?
Lizzie: Me ne occuperò io. Sto bene. Andrà tutto bene. Solo, tienilo sotto controllo, per favore.
Alan: Bene, adesso vedi l’influenza negativa che Jonathan ha su di lei?
Beth: Tu devi smettere di osteggiarla Alan.
Alan: Che cosa starei facendo?
Beth: Vuoi essere tagliato fuori dalla vita di Sarah per sempre? Vuoi questo?
Alan: Lo sono già, Beth!
Beth: Ok, ok, monitorerò i danni, ma tu devi andare avanti.
Alan: Se lo dici ancora una volta…
Beth: Alan, Sarah non rimpiazzerà il figlio che abbiamo perso. Lei è la figlia di Lizzie e Jonathan. Il suo futuro è con loro!
Alan: No. Hai appena detto che è molto fragile, troppo fragile per crescere un figlio. Jonathan è un irresponsabile e indegno. Per il bene di quella piccolina e di questa famiglia, lei deve essere allevata da persone che la amano e la capiscono.
Beth: Da te?
Alan: Sì, e da te.
Beth: Non puoi portare via la bambina di Lizzie. Le spezzeresti il cuore. Non ti interessa questo?
Alan: Elizabeth mi ha tradito. Mi ha abbandonato. Ora, se lei deve essere sacrificata per un bene più grande, così sia

Reva entra in camera di Cal, che è nervoso. Lui ammette che è di nuovo malato, ma non le permetterà di aiutarlo. Vuole solo renderle il libro che lei gli aveva prestato perché… Lui è rassegnato. Reva lo sgrida: non deve trattare la cosa come se non fosse nulla, non con lei. Lei ha un’idea: lo metterà in contatto con Colin McCabe, il suo dottore, ma lui si rifiuta. Le prende il volto tra le mani: ormai gli è rimasto poco tempo. Poi le parla del suo check-up: è sicuro che andrà bene perché lei è una di quelle fortunate. Lei insiste per accompagnarlo ai Cedri, ma lui l’abbraccia e, invece, le chiede di uscire a cena, ordinare una bistecca, una bottiglia di vino, una fetta di cheesecake e pensare a lui che sarà ai Cedri. Reva ha le lacrime agli occhi ed insiste per accompagnarlo, ma lui dice no e le apre la porta. Lei se ne va riluttante dopo che si sono scambiati un grosso abbraccio.

Cal: Davvero non ho bisogno che tu venga qui e mi faccia da infermiera. L’unica ragione per cui ti ho fatta entrare e per poterti restituire il libro che mi hai prestato
Reva: Lo hai già finito?
Cal: Prendilo e basta ok?
Reva: Perché? Pensi di non avere abbastanza tempo per finirlo?
Cal: Mettiamola in questo modo: forse non dovresti tenermi un posto alla tua festa per il super bowl. Senti, conosco le probabilità. Ma qualunque cosa deve succedere, che succeda.
Reva: Non farlo? Non fare come se non fosse nulla! Non farlo, non con me. Riuscirai a venirne fuori, e allora tutte le ragazze di Springfield faranno bene a stare attente.
Cal: Sai, ho sprecato così tanto tempo a correre dietro a sventole senza cervello, e quasi non ho avuto l’opportunità di scoprire che cosa fosse davvero una donna. Tu, Reva. Vorrei solo che ci fosse più tempo…
Reva: Basta così! Colin! Colin McCabe, è il mio medico, ti metterò in contatto con lui.
Cal: No!
Reva: Si invece! Perché non chiedere una seconda opinione? Sta facendo un lavoro incredibile!
Cal: Lo apprezzo molto, davvero, ma ho estratto la pagliuzza corta.
Reva: Ti ho già detto di smetterla! Basta!
Cal: Senti, andrà tutto bene, ok? Oh e riguardo al tuo check-up, starai bene. Lo so. Tu sei una di quelle fortunate.
Reva: Noi costruiamo la nostra fortuna, noi lo facciamo, ed io ho questo grande sistema di supporto e lo userò per aiutarti.
Cal: Vuoi aiutarmi?
Reva: Sì
Cal: Vuoi davvero aiutarmi?
Reva: Si, lo voglio!
Cal: Ok. Allora esci e vai a mangiare una fantastica bistecca, accompagnata da un buona bottiglia di vino e da una grossa fetta di cheesecake come desset. E pensami. Io sarò ai Cedri.
Reva: Vengo con te.
Cal: No, non lo farai. Fai come ho detto, ok?
Reva: Hai ancora delle braccia forti e mi piace il cappello.

Jonathan ha finito di preparare i bagagli, ma pensa ancora che dovrebbe aspettare il ritorno di Lizzie. Tammy lo avverte che potrebbe creargli problemi. Lui si siede sul divano e guarda una foto della figlia, poi ribatte che dopo quello che ha fatto, è Lizzie l’unica a poter avere dei problemi. Tammy gli fa presente che Lizzie potrebbe cercare di impedirgli di vedere la bambina, quindi ci vada cauto. Lui vorrebbe andarsene con Tammy, ma lei ribatte che hanno aspettato così tanto, che qualche ora in più non farà la differenza. Lui dice che fa tutto questo per lei e per Sarah. Si dicono che si amano e si baciano, mentre Lizzie li spia dalla finestra. Poi Tammy esce, mentre Jonathan si accomoda per aspettare la moglie che continua a spiarlo dalla finestra.

Tammy: Sei pronto?
Jonathan: Penso che dovrei aspettare per vedere Lizzie
Tammy: Ne sei sicuro?
Jonathan: Si si, lo voglio fare ora.
Tammy: Ci saranno guai.
Jonathan: Dopo quello che ha fatto, è lei quella che avrà dei guai.
Tammy: Certo, ma lei è ancora la madre di tua figlia. Che cosa farai se tenterà di tenerti lontano da Sarah?
Jonathan: Lascia che ci provi.
Tammy: Ehi, hai bisogno di riflettere bene su cosa farai.
Jonathan: Vorrei solo potermene andare via da qui e stare con te.
Tammy: Abbiamo aspettato così tanto, alcune ore in più non ci uccideranno.
Jonathan: Potrebbero uccidere me: Posso farlo per te e per Sarah.
Tammy: Ti amo!
Jonathan: Anch’io ti amo!

Beth cambia strategia e cerca di sedurre Alan. Gli prende una mano e gli chiede di tornare a casa con lei: lo aiuterà a dimenticare le sue ossessioni. Lui toglie la mano e dichiara di non essere interessato alla proposta. E’ invece determinato a salvare il futuro della famiglia. Beth rimpiange di averlo fatto uscire da Ravenwood. Alan ribatte che niente lo fermerà dal fare quello che serve. Lei lo avverte che può essere altrettanto determinata nel proteggere la felicità della figlia, ci pensi nel suo letto freddo e solitario. Beth si alza e fa per andarsene, ma Alan l’afferra per un braccio e le dice in tono freddo che è con lui o contro di lui. Beth libera il suo braccio con uno strattone, lo fissa un attimo, poi si dirige verso gli ascensori, voltandosi ancora a guardarlo. Alan chiama il cameriere: gli è venuta fame! Reva, che arriva in quel momento, dice che lo stesso vale per lei e si siede al suo tavolo.

Beth: Perché non torniamo a casa?
Alan: Non sono pronto.
Beth: Io posso farti distrarre dal pensiero di Lizzie e .Jonathan. Non posso farti dimenticare quello che abbiamo perso, ma posso ricordarti quello che abbiamo.
Alan: Accipicchia, Beth! Quelle sessioni di consulenza matrimoniale con Rick e Mel devono averti fatto molto bene se stai cercando di portarmi a casa e sedurmi.
Beth: Stavo cercando di essere una moglie amorevole per te
Alan: Che novità!
Beth: Se solo piuttosto ti levassi dalla mente questa tua malata ossessione…
Alan: Quella che tu chiami ossessione, io la chiamo impegno. Una parola che non esiste nel tuo vocabolario.
Beth: Sbagliato. Io mi sono impegnata a garantire la felicità a Lizzie. Non ti permetterò di travolgerla per preservare questa bizzarra famiglia e il suo futuro.
Alan: Questa famiglia non avrebbe un futuro se non fosse per me
Beth: Ti piacerebbe che fosse cosi, vero? Avrei dovuto trovare un modo per tenerti rinchiuso. Il tuo posto è Ravenwood.
Alan: Nulla mi fermerà dal fare ciò che credo necessario. Nulla.
Beth: Tu sei fuori controllo.
Alan: No, non sono fuori controllo. Quando mi metto in mente una cosa, non c’è verso che cambi idea. Dovresti saperlo
Beth: Beh, posso essere anche io altrettanto determinata. Pensci stanotte, quando sarai nel tuo letto freddo, da solo.
Alan: Tu mi aiuterai Beth, o ti toglierai di mezzo. Cameriere, sono improvvisamente affamato.
Reva: Bene, allora siamo in due.

Dopo aver lasciato Jonathan al cottage, Tammy incontra Remy, che è seduto da solo su una panchina in Main Street. Il ragazzo non sembra molto felice. Lui le chiede se sta andando a casa e lei risponde di no. Remy capisce che è tornata con Jonathan. Tammy non vuole parlare di sé e gli chiede come sta. Lui risponde che è stato meglio, ma le augura di essere felice: sta per avere tutto quello che ha sempre desiderato. Tammy risponde che anche a lui succederà. Remy le chiede quando Jonathan lascerà Lizzie e lei gli spiega che succederà quella sera stessa. Lui spera che Tammy sappia quello che sta facendo, visto che sta rinunciando al ragazzo migliore. L’importante è che si ricordi che non c’è possibilità di tornare indietro.

Tammy: Ciao!
Remy: Ciao, che cosa ti porta in centro?
Tammy: Una cioccolata calda alla menta.
Remy: Stai tornando a casa?
Tammy: No.
Remy: Sei tornata con lui, vero?
Tammy: Dimenticati di me per un attimo. Tu come stai?
Remy: Sono stato meglio.
Tammy: Mi dispiace.
Remy: Non devi. Sii felice. Stai per avere tutto ciò che hai sempre voluto.
Tammy: Sai, anche tu un giorno lo otterrai,
Remy: No, non farlo… Così lui sta lasciando Lizzie?
Tammy: Stasera. E’ stanco di fingere.
Remy: Sì, conosco lo stato d’animo.
Tammy: Lui vuole stare con me, Remy.
Remy: Curioso, veramente curioso, perché non riesco ad immaginarmi Jonathan attaccato a qualcosa così a lungo. Spero tu sappia cosa stai facendo
Tammy: Sto facendo la cosa giusta, Remy. Entrambi la stiamo facendo.
Remy: Bene, perché ti stai lasciando alle spalle il ragazzo migliore
Tammy: Remy…
Remy: E’ tutto ok. Va bene a patto che tu sapia che non puoi tornare indietro

Lizzie è fuori dalla porta del cottage con Sarah. Parla tra sé, ancora convinta di poter sistemare le cose, quindi entra in casa. Jonathan è seduto sul divano, in attesa. Si alza per occuparsi di Sarah, che prende in braccio e sistema nella culla. Informa poi Lizzie che se ne sta andando. Lei gli dice che ha comprato la sua cena preferita, quindi si sbrighi prima che si raffreddi. Jonathan le dice che non ha capito: lui se ne va per sempre. Lei ha capito, ma continua a preparare la cena. Jonathan ripete che se ne va, voleva solo dirglielo di persona: non sta abbandonando Sarah, non è nemmeno arrabbiato per le cose che Lizzie ha combinato, ma è ora di finirla. Lizzie lo accusa di distruggere la loro famiglia, ma lui ribatte che non sono mai stati una famiglia perché lui ama Tammy. Lizzie si irrita: è stanca anche solo di sentire quel nome! Jonathan dice che allora può andare, prende i suoi bagagli, saluta Sarah, ma Lizzie lo ferma afferrandogli le braccia e dicendogli che non può vivere senza di lui, non ce la fa da sola. Lui la rassicura che sarà sempre presente per aiutarla. Lizzie allora gli ricorda che è malata. Lui replica che se è vero, la porteranno in ospedale dove resterà finché non sarà guarita e intanto la bambina starà con lui e Tammy al Beacon. Lizzie si rifiuta, vuole solo che lui resti. Jonathan si dirige alla porta. Lizzie, in ginocchio sul pavimento, cerca di fermarlo dicendo che se lui uscirà da quella porta, potrebbe succedere qualcosa a lei e Sarah.

Lizzie: Andrà tutto bene. Vero? Possiamo metterci una pietra sopra e salvare la nostra famiglia. Devo solo essere ancora più furba. Sei a casa!
Jonathan: Già.
Lizzie: Ci sei mancato
Jonathan: Ehi piccolina, vieni qui, Ok, papà ti ha preso, ok.
Lizzie: Grazie. Vederla rende tutto migliore, vero?
Jonathan: Non tutto.
Lizzie: Cosa?
Jonathan: Me ne vado.
Lizzie: Ho comperato da mangiare.
Jonathan: Hai sentito cosa ho detto?
Lizzie: Si, ma ho comperato l’hamburger di filetto, il tuo preferito, e non vorrai che si raffreddi.
Jonathan: Lizzie, non hai capito cosa volevo dire. Non tornerò.
Lizzie: Ho capito cosa volevi dire. Mi puoi aiutare a preparare?
Jonathan: Non mangio. Me ne sto andando! Sono venuto qui solo per dirtelo di persona.
Lizzie: Perché disturbarti?
Jonathan: Per Sarah, non sto cercando di ferirti.
Lizzie: Se tu la amassi davvero…
Jonathan: Sai che è così.
Lizzie: Lei è qui. Non puoi abbandonarla e basta.
Jonathan: Non l’abbandonerò mai.
Lizzie: No, abbandonerai solo me.
Jonathan: Lizzie. È ora. Non sono arrabbiato. Non mi interessano nemmeno le cose che hai fatto per cercare di trattenermi.
Lizzie: Qualunque cosa ti abbia detto Tammy, sta mentendo.
Jonathan: Questo non riguarda lei.
Lizzie: Lei non riusciva proprio a lasciarti andare, vero?
Jonathan: Lizzie.
Lizzie: Tu stai distruggendo una famiglia
Jonathan: Noi non siamo mai stati una famiglia. Ci ho provato. Non potevo, non posso. Io amo Tammy!
Lizzie: Tammy. Sono così stufa di quel nome!
Jonathan: Ok.
Lizzie: No, ti prego, non andartene.
Jonathan: Ciao, Lizzie. Ciao, Sarah. Ci vedremo prest
Lizzie: Jonathan, non posso vivere senza di te. Non posso farcela da sola!
Jonathan: Sarò presente per aiutarti con lei. Ma non possiamo più continuare così.
Lizzie: Così come? Intendi facendo i genitori e prendendoci cura l’uno dell’altra?
Jonathan: Smettila, per favore, basta!
Lizzie: Non capisco. Non capisco come puoi essere così crudele.
Jonathan: Basta!
Lizzie: Sono malata.
Jonathan: No, non lo sei.
Lizzie: Te lo ha detto Tammy? E lei come diavolo fa a saperlo? Ha mai avuto un bambino?
Jonathan: Bene, sei malata?
Lizzie: Si.
Jonathan: Sei davvero malata? Allora ti porteremo in ospedale.
Lizzie: No!
Jonathan: Si, invece, ti porteremo in ospedale. Ci resterai finché non ti sentirai meglio. Sarah starà con me e Tammy al Beacon.
Lizzie: No, io sono sua madre! Non voglio Tammy intorno a lei.
Jonathan: Non puoi avere entrambe le cose.
Lizzie: Allora resta. Non è troppo tardi. Tutto ciò di cui ho bisogno sei tu. Ho bisogno di te!
Jonathan: Ti chiamerò domani per parlare di Sarah.
Lizzie: Ti prego, non andartene!
Jonathan: Basta!
Lizzie: Non farlo, ti prego. Se uscirai da quella porta, qualsiasi cosa potrebbe succedere a me e Sarah. Qualsiasi cosa!

Alan porge la sedia a Reva per farla accomodare, poi torna a sedersi al suo posto e, intanto, le chiede se ha cambiato idea ed è pronta ad accettare la sua offerta: aiutarlo a portar via la bambina a Jonathan e Lizzie, in cambio del suo aiuto per far separare Josh a Cassie. Lei risponde che non ci pensa proprio. Lui le chiede cosa ci fa allora lì. Reva risponde che aveva semplicemente fame e insiste che non intende interferire tra Lizzie e Jonathan: loro sapranno da soli cosa è meglio per Sarah, mentre Josh capirà da solo cosa è meglio per lui. Alan non approva questo atteggiamento: la vita è breve e lei dovrebbe saperlo bene! Le confessa anche di avere molto ammirato il modo in cui lei ha affrontato la malattia. Reva risponde che è una gran complimento, venendo da lui, poi prende la borsetta e tira fuori delle nuove foto di Sarah. Alan si scioglie nell’ammirazione per la nipotina: quando guarda Sarah, con tutta la vita davanti, si sente come se anche la sua vita inizi di nuovo. Reva ammette che le piace questo lato di lui: è un peccato che non può essere sempre così! Divertito, Alan le propone di cenare con lui. Lei scherza che qualche sera prima lo aveva minacciato con una pistola, quindi può anche mangiare con lui. Mentre gli propone le portate che aveva suggerito Cal, Reva si commuove. Alan le chiede chi pagherà e lei risponde che, ovviamente, lo farà lui visto quanti soldi ha! Alan ride e chiama il cameriere per l’ordinazione. Poi domanda a Reva se non ha paura dei pettegolezzi che potrebbero derivare dalla loro cena. Lei risponde di no, quindi aggiunge che, a volte, pensa che ci sia ancora speranza per lui, cioè quando lo vede come un vecchio uomo che ama troppo la sua famiglia. Alan si finge offeso per essere stato definito vecchio. Reva aggiunge che però poi ricorda che è stato capace di sparare a suo figlio… Alan dice che non stanno paragonando le loro colpe. Reva lo spera: ci vorrebbero dei giorni! Alan spiega a Reva che lui è sportivo, ma quella cena non cambia niente: quando le cose cominceranno a farsi problematiche con Jonathan, lui non esiterà ad attaccare entrambi. Reva risponde che non si aspetterebbe niente di diverso. Brindano.

Alan: Bene! Questo significa che hai cambiato idea e che accetterai la mia offerta di aiutarmi a portare via la bambina a Lizzie e Jonathan, e in cambio io ti aiuterò a dividere Josh da tua sorella Cassie?
Reva: E’ forse gelato l’inferno e nessuno me l’ ha detto?
Alan: Stai facendo un grosso errore di valutazione.
Reva: Non sto per venire a letto con te Alan. Già fatto. Non è stato così piacevole.
Alan: Non è quel che ricordo io. Perché sei qui?
Reva: Come ho detto, ho fame, e non ho intenzione di sabotare la relazione fra Lizzie e Jonathan. Penseranno loro a capire cosa è meglio per Sarah, così come Josh capirà cosa è meglio fare
Alan: Potrebbero restare insieme, te ne rendi conto?
Reva: Che cosa ti fa pensare che non sia quello che voglio?
Alan: Perché Reva? Perché restare ai margini? La vita è breve. Non te lo devo certo dire io!
Reva: No, non devi.
Alan: Il tuo cancro…
Reva: No, non il mio. Quello di un mio amico.
Alan: Non ti ho mai detto quanto abbia ammirato il modo in cui hai affrontato la tua malattia.
Reva: Beh, detto da te è un gran complimento.
Alan: Mmm
Reva: Oh, le hai viste queste?
Alan: Cosa?
Reva: Nuove foto.
Alan: Nuove foto! Accidenti, no!
Reva: Non è semplicemente splendida?
Alan: Assolutamente bellissima. Guarda la sua faccina. Sai, quando la guardo, vedo che la sua vita è tutta davanti a lei. E’ come se anche la mia vita ricominciasse dall’inizio.
Reva: Perché non riesci ad essere questo tipo d’uomo sempre?
Alan: Reva, perché non….perché non ti unisci a me per cena?
Reva: Beh, ti ho puntato contro una pistola solo un paio di notti fa, perché non dovrei anche dividere il pane con te? Che ne diresti di una bella bistecca, media cottura, e una fantastica bottiglia di Cabernet?
Alan: E chi pagherà il conto?
Reva: Tu! Hai più soldi di chiunque altro.
Alan: Ok. Cameriere, due bistecche e una delle vostre migliori bottiglie di Cabernet. Dimmi, non ti preoccupa un po’ il fatto che la gente possa spettegolare nel vederci insieme ?
Reva: Tipo i giornali scandalistici? No. Ci sono delle volte, Alan, in cui penso che ci sia speranza per te. Quando ti vedo come un vecchio uomo che ama la sua famiglia un po’ troppo
Alan: Ehi aspetta un attimo, chi hai chiamato vecchio?
Reva: E poi mi viene in mente che lo stesso vecchio uomo che ama la sua famiglia un po’ troppo, ha sparato al suo stesso figlio.
Alan: Ehi, stiamo forse mettendo a confronto i nostri peccati?
Reva: Cielo no! ci vorrebbero giorni!
Cameriere: Chi preferisce assaggiare il vino?
Reva: Tu devi assaggiarlo Alan, ma questo non significa che tu debba vincere ogni round.
Alan: Ottimo, Reva. Sono uno sportivo, ma questa cena non cambia nulla. Quando le cose inizieranno a diventare brutte con tuo figlio, e succederà, non esiterò un attimo nel trascinare anche te, insieme a lui, a fondo
Reva: Beh, non mi aspetterei nulla di meno
Alan: Salute

Tammy dice a Remy che è dispiaciuta perché non voleva ferirlo. Lui risponde che è solo deluso, ma gli passerà. Lui è stato sempre presente per lei, ma ora le cose sono cambiate e non sarà più sempre a sua disposizione. Poi la saluta perché deve tornare alla centrale, le ricorda di avvertire il padrone di casa che si trasferirà e se ne va, lasciando Tammy da sola e un po’ triste.

Tammy: Remy, l’ultima cosa che volevo fare era ferirti.
Remy: sono deluso, ma supererò anche questo.
Tammy: Hai fatto presto!
Remy: Senza offesa, ma ho troppe cose buone da fare per permettere a questo di trattenermi.
Tammy: Davvero pensi che io avrei potuto trattenerti?
Remy: Non intenzionalmente, ma è una cosa da fare in due giusto ?
Tammy: Non ho mai voluto…
Remy: Tammy, tu sapevi che io ero sempre disponibile per te. Ma le cose cambiano. Non posso prometterti che lo sarò sempre in futuro. Devo tornare alla centrale ora. Non dimenticare di dire al padrone di casa che traslocherai.

Lizzie è ancora in ginocchio, a terra, mentre Jonathan si trova a fianco della culla e controlla la bambina. Poi afferra Lizzie per un braccio e la tira su chiedendole se sta minacciando di fare del male alla piccola o a se stessa. Lei nega: non farebbe mai del male a Sarah e non riesce a credere che lui possa pensarla capace di una cosa simile. Lui la crede capace di tutto. Lei si mostra offesa e ribatte che non ha fatto niente se non lottare per loro due, per la bambina. Se avessero lasciato Springfield le cose avrebbero potuto funzionare e, invece, avevano sempre avuto Tammy tra i piedi, continuamente interessata a lui! Lizzie si lascia anche sfuggire che Tammy li aveva seguiti in luna di miele. Jonathan è sorpreso che lo sapesse e si rende conto che Lizzie aveva iniziato a fingere la depressione post-partum proprio allora. Lizzie replica che non aveva avuto altra scelta. Jonathan, allora, si gira per andarsene, mentre Lizzie dice no, piange, cerca di bloccarlo aggrappandosi alla valigia e gli ricorda che aveva promesso di occuparsi di loro. Jonathan non cede, così lei sbatte la porta, urla di rabbia, poi si butta sul divano e piange. Un Jonathan adirato rientra con i bagagli e, mentre si toglie con gesti irosi la giacca, le dice che ha ragione: non può lasciarla sola. Lizzie lo guarda speranzosa.

Jonathan : Che cosa significa? Che hai intenzione di fare del male a te stessa o a Sarah?
Lizzie: No.
Jonathan: Lizzie, hai appena detto che se me ne vado, qualcosa potrebbe accadere a te o alla bambina. Che cosa significa?
Lizzie: Volevo solo dire che noi abbiamo bisogno di te qui.
Jonathan: Bene. Perché sono dannatamente più bravo di te ad interpretare il ruolo dello psicopatico. Se tu pensassi di fare del male alla bambina…
Lizzie: Jonathan, non farei mai del male a Sarah. Non posso nemmeno credere che tu abbia detto una cosa simile.
Jonathan: Dopo tutto le bravate che hai fatto, non lo troverei strano.
Lizzie: Tutto ciò che ho fatto, l’ho fatto perché stavo lottando per noi. Stavo lottando per questa bellissima bambina
Jonathan: Ok, bene, abbiamo fatto degli errori: non dobbiamo ripeterli.
Lizzie: Facile per te.
Jonathan: No, non lo è.
Lizzie: Se solo ce ne fossimo andati da Springfield, nulla di tutto questo sarebbe successo. Saremmo insieme e saremmo felici.
Jonathan: Non sarebbe mai durata.
Lizzie: Si invece. Se Tammy non ti fosse stata davanti ogni singolo giorno, avrebbe funzionato. Tu avresti potuto amarmi.
Jonathan: Io amerò sempre e solo Tammy.
Lizzie: Si, certo, la stessa che ti ha perseguitato per mesi dopo che le avevi detto che era finita. La stessa che ci ha seguiti in luna di miele.
Jonathan: Lo sapevi…sapevi che era li. Ecco quando è cominciato! E’ stato quando hai buttato all’aria la casa.
Lizzie: Non mi avevi lasciato altra scelta.
Jonathan: Ne ho abbastanza.
Lizzie: No, no, Jonathan, mi hai promesso che ti saresti preso cura di noi. Hai promesso che ti saresti preso cura di lei. Ti prego, non andare, Io non posso farlo senza di te! Jonathan! Oh (sbatte la porta, urla, singhiozza)
Jonathan (rientra): Hai ragione. Non posso lasciarti da sola.

Tammy torna nella sua camera al Beacon. Beth la insegue per parlarle: non è lì per un altro scontro, ma solo per metterla in guardia. Tammy non intende ascoltarla. Beth, con tono preoccupato, la avverte che sta facendo un grosso errore perché lei ha dei brutti presentimenti. Tammy cerca di liberarsi della donna e la informa che Lizzie e Jonathan hanno rotto e lei non potrà fare niente per impedirlo, anzi consiglia a Beth di trovare alla figlia qualcuno di disponibile, così non correrà di nuovo dietro ai ragazzi delle altre. Beth insiste che ha dei brutti presentimenti, ma Tammy replica che non la spaventa. Beth continua che l’ultima volta che si è sentita così, è stato quando Phillip aveva rapito i bambini, quindi Tammy dovrebbe stare attenta. La ragazza la ignora e Beth se ne va.

Beth: Tammy!
Tammy: Oh no, ancora! Ti ho rimessa al tuo posto l’altra volta, posso farlo ancora
Beth: Non sono venuta qui per litigare con te. Sono qui per metterti in guardia.
Tammy: Beh, non voglio ascoltarti.
Beth: Stai facendo un grosso errore, Tammy. Ho un bruttissimo presentimento!
Tammy: Sai cosa puoi fare con il tuo bruttissimo presentimento?
Beth: Ascoltami, sei nei guai!
Tammy: Buona notte, Beth. Oh, tra parentesi, tra Jonathan e Lizzie è finita. Non puoi fare nulla per tenerli insieme.
Beth: La sta lasciando?
Tammy: Proprio in questo momento. Lei si riprenderà e probabilmente correrà dietro a qualche altro ragazzo impegnato. Ehi, è la tua occasione! Perché non le trovi qualcuno che sia effettivamente libero e le risparmi un sacco di delusioni amorose?
Beth: Non è finita.
Tammy: E’ finita.
Beth: Tammy, ho un brutto presentimento.
Tammy: Non riuscirai a spaventarmi.
Beth: Ho già avuto questa sensazione prima, questo disagio. L’ultima volta che l’ho provato è stato quando Phillip ha portato via i bambini.
Tammy: Per favore dammi un po’ di fiducia!
Beth: Non sto scherzando. Qualcosa si sta formando, sta crescendo. E se diventerà troppo grande, nessuno sarà più in grado di fermarlo.

Il cameriere porta le pietanze ad Alan e Reva che continuano a parlare. Alan chiede a Reva se ricorda cosa si prova a un passo dalla fine, quando si dice addio a tutti. Lei risponde di sì. Pure Alan lo ricorda. Dopo il suo infarto lui non ha più visto la vita allo stesso modo. Le chiede se lei ha visto la luce in fondo al tunnel. Reva non ricorda. Alan spiega che è perché lei lottava per tornare alla vita, infatti entrambi amano vivere e nessuno dei due era disposto a rinunciarvi. Lui ha capito che la famiglia è l’unica cosa che resta anche dopo la nostra morte, è la vera eredità. La famiglia è l’unica cosa che conta, ma non gli era andata bene: aveva dato il suo nome a Phillip, aveva accolto Gus, aveva fatto del suo meglio con Alan-Michael, poi aveva puntato su Elizabeth, ma lei aveva preferito Jonathan. E poi c’era stato il bambino non nato che aspettava Beth e che lui avrebbe amato con tutto se stesso. Ed ora c’è Sarah, la sua ultima possibilità di riscatto! Reva lo capisce: lei è come un’araba fenice che è risorta dalle ceneri. Reva prende la foto di Sarah e dice che quella bambina non è solo la speranza di Alan, ma anche la sua.

Alan: Dimmi, ti ricordi com’era alla fine, dicendo addio a tutti?
Reva: Certo che me lo ricordo.
Alan: Anch’io.
Reva: Oh splendido.
Alan: Dopo che ho avuto il mio attacco di cuore, quello grosso, non ho più guardato la vita nello stesso modo.
Reva: Ma sei tornato ad essere quello di sempre. Vai a capire.
Alan: Beh, noi siamo ciò che siamo, dice lo scorpione. Hai visto la grande luce bianca in fondo al tunnel?
Reva: Non ricordo quella parte.
Alan: Perché eri impegnata a lottare per ritornare a questa vita.
Reva: Esatto.
Alan: Perché non importa quanto difficile o sgradevole possa essere la vita, noi amiamo viverla.
Reva: Non ero ancora pronta ad andarmene.
Alan: Nemmeno io lo ero. Un giorno la mia famiglia mi sopravviverà.
Reva: La tua famiglia ti è sopravvissuta per anni.
Alan: Non è uno scherzo.
Reva: No, non lo è.
Alan: Perché la famiglia è la nostra unica vera eredità e loro andranno avanti quando noi ce ne saremo andati.
Reva: E deve andare così, non è vero?
Alan: Si. Noi non sappiamo quanto tempo ci è dato rimanere su questa Terra.
Reva: Io avevo tre mesi.
Alan: Come?
Reva: Non importa.
Alan: Sai, ho dato a Phillip il nome degli Spaulding, e ho accolto Gus quando stava cercando una famiglia e voleva essere parte di questa. Ho fatto del mio meglio con Alan-Michael. Ho aiutato Elizabeth, ma lei ha dato la sua lealtà a Jonathan come ben sappiamo. E Beth e il mio bambino… il bambino che dovevamo avere, ero pronto ad amarlo con tutto me stesso. E cosa ho ricevuto in cambio?
Reva: Hai avuto Sarah.
Alan: Sì, la mia ultima occasione di riscatto. Qualcosa di bello che può uscire dalle ceneri del mio matrimonio e sostituire il bambino che abbiamo perso. Immagino che tu probabilmente non capisca.
Reva: Oh ma io capisco! Tu stai guardando un’autentica araba fenice: sono stata bruciata e sepolta e sono risorta dalle ceneri. Vuoi parlare di matrimoni falliti? Vuoi parlare di famiglie fatte a pezzi? Ovunque vada in questa città vedo Josh con mia sorella. I miei figli sono sparsi come fiocchi di neve. Quella bambina non è solo la tua speranza, Alan. E’ anche la mia!

Jonathan guarda la sua bambina in culla, mentre Lizzie, seduta sul divano, è contenta perché pensa che lui abbia deciso di restare con loro. Poi si alza, poi, e va ad abbracciarlo. In quel momento arriva Beth. Lizzie è stupita, ma Jonathan spiega che l’ha chiamata lui così non resterà sola. Lizzie capisce quello che sta succedendo e lo prega di non andarsene. Lui ringrazia Beth per essere accorsa e lei risponde che l’ha fatto solo per sua figlia. Jonathan si dirige alla porta, Lizzie cerca di seguirlo, ma la madre la ferma e la spinge a sedere sul divano. Lizzie continua a piagnucolare e chiedere a Jonathan di restare. Quando lui esce, Beth abbraccia la figlia per consolarla.

Jonathan: Va tutto bene, piccola. Non ti abbandonerei mai.
Lizzie: Significa che rimarrai?
Jonathan: Lizzie, abbiamo fatto Sarah insieme e ce ne prenderemo cura insieme.
Lizzie: Oh grazie a Dio! Mamma? Cosa ci fai tu qui?
Jonathan: L’ho chiamata io.
Lizzie: Perché?
Jonathan: Perché non volevo che rimanessi da sola.
Lizzie: Ma io pensavo che tu…
Jonathan: Ti chiamerò.
Lizzie: No, non andartene!
Jonathan: Grazie.
Beth: Lo sto facendo per mia figlia. Lascialo andare, Lizzie. Lascialo andare.
Lizzie: Jonathan! Non andartene!
Jonathan: Lizzie, non potremmo mai stare insieme. Non sarei mai un buon marito per te. Dai il bacio della buonanotte a Sarah da parte mia. Beth, per favore, prenditi cura di lei.
Lizzie: No no, non posso farcela senza di te! NO! ( piange e singhiozza)

Alan e Reva vanno verso l’ascensore. Lui le dice che quando le ostilità inizieranno, non sarà lui a sparare il primo colpo, ma Jonathan. Reva dice che Alan ha dato il via all’intera guerra… Alan si dice sicuro che un giorno loro due saranno dalla stessa parte, ma fino ad allora… Alan sale sul primo ascensore, mentre Reva riceve una chiamata che le ricorda del suo check-up. Reva dice che li richiamerà per l’appuntamento. Dal suo volto trapela la preoccupazione e il timore.

Alan: Non ti starai aspettando un attacco a sorpresa, vero?
Reva: Da te mi aspetto di tutto!
Alan: Lascia che ti dica una cosa. Quando inizieranno le ostilità, e succederà, non sarò io a sparare il primo colpo. Sarà tuo figlio a farlo.
Reva: Possiamo evitare di parlarne? La serata è stata così tranquilla…
Alan: Prima della tempesta.
Reva: Hai iniziato tu la tempesta. Se farai qualcosa di veramente stupido…
Alan: Sai, un giorno io e te saremo dalla stessa parte, ma fino ad allora..
Reva: Fino ad allora… (suona il cellulare). Pronto? Oh, ciao. Sì, lo so che è il momento del mio check-up trimestrale. Um, no no. Richiamerò per fissare un appuntamento. Oh no, mi creda, so quanto è importante e richiamerò.

Lizzie è stesa sul divano. La madre le aggiusta la coperta e le chiede come sta. La figlia risponde che sta sopravvivendo. Beth ne è convinta perché Lizzie è una sopravvissuta, proprio come tutte le donne Raines e cerca di confortarla. Lizzie appare sofferente.

Beth: Come sta la mia bambina?
Lizzie: Sopravviverò.
Beth: Sì, lo farai, perché tu sei una sopravvissuta, proprio come tua madre e tua nonna prima di te.

Jonathan arriva alla stanza di Tammy. Lei è stesa sul letto. Lui la informa che è fatta e lei lo abbraccia dandogli il bentornato a casa. Jonathan dice poi che non saranno più divisi e si baciano.

Tammy: Ciao, va tutto…
Jonathan: E’ fatta. Ora sei incollata a me
Tammy: Bentornato a casa!
Jonathan: Non dovremo separarci mai più (ride)

Beth dice alla figlia che andrà a prepararle un bel bagno caldo, seguito da uno spuntino. Lizzie continua a sembrare sofferente, ma fa cenno di sì con la testa. La madre le dà un bacio ed esce dalla stanza. Appena sola, Lizzie si alza dal divano, indossa la giacca, prende Sarah dalla culla dicendole che devono fare una cosa importante per riavere papà e lei è la “la sua merce di scambio”. Quindi esce rapidamente di casa.

Beth: Ce la farai, lo sai vero? Bene, ti preparerò un bagno caldo e poi qualcosa da mangiare.
Lizzie: [alla bambina] Ciao, tesoro. Dobbiamo andare a fare qualcosa di veramente importante. Ci aiuterà a riavere papà a casa, ok? Vieni qui. Va tutto bene. Sei l’unica che mi può aiutare. Sei la mia piccola merce di scambio.

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Categorie: Raccontando | Tag: | 6 commenti

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6 pensieri su “Raccontando Sentieri – 15 Gennaio 2007

  1. grande….grazie infinite…un lavoro stupendo…ti sono riconoscente cosi riesco capire un po….

  2. Giuseppe Norelli

    Che puntate meravigliose ci stanno facendo perdere 😦

  3. ottimo lavoro.. davvero tantissimi complimenti!!

  4. Wolly

    cari Amici siete fantastici , ancora grazie x il lavoro che state facendo…..ma possibile che a nessuna rete televisiva nn interessi mandare le ultime puntate di Sentieri ? e neanche alla casa produttrice nn interessa che venga messo in onda in Italia dopo 30 anni ?

  5. Marisa
    grazie complimenti, usando un po’ di immaginazione mi sembrava di essere davanti al televisore, complimenti davvero è scritto molto bene

  6. toni

    La vedo dura tradurre e leggere 700 puntate, ma una alla volta…, chissà. Comunque se voi scrivete, io leggerò. Grazie.

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