Raccontando Sentieri – 12 Gennaio 2007

Episodio 15085

Episodio 15085 – 12 Gennaio 2007

Traduzione Storia: Rita126
Traduzione Dialoghi: Marco Redaelli
Revisione: Rita126

 

 

In questo episodio:

  • Josh e Reva incastrano Sheila
  • Coop segue Alan-Michael e Ava a Parigi
  • Tammy decide che farà qualcosa di scorretto.

A Cross Creek, Reva sta guardando la sua agenda dove, ogni giorno, aggiunge un’altra X. Lizzie scende e le chiede se sa quando Jonathan tornerà a casa. Reva non ne ha idea, poi le spiega che deve occuparsi di una cosa importante e dovrà assentarsi per un po’. Lizzie dice che non ci sono problemi.

Lizzie: Reva?
Reva: Sì?
Lizzie: Hai per caso sentito Jonathan? Sai quando tornerà a casa?
Reva: No tesoro. Senti, starai bene qui da sola con la bambina?
Lizzie: Si certo
Reva: E’ che c’è una cosa di cui devo occuparmi. Davvero non ti dispiace?
Lizzie: Assolutamente! Vai tranquilla.
Reva: Ok. E’ davvero una cosa importante.

Al CO2, Buzz raggiunge Olivia e le mostra la decorazione per la torta: due sposini con davanti una moto di grossa cilindrata. Buzz commenta che lui è un uomo di classe e Olivia risponde che è perfetto e lo bacia. Intanto Coop chiama Jeffrey dall’aeroporto per avere l’indirizzo di Alan-Michael a Parigi: il volo ha un ritardo e partirà dopo 5 minuti. Jeffrey gli dà l’informazione.

Buzz: Spero ti piaccia. Sposerai un uomo veramente di classe
Olivia: E’ perfetto. Tu sei perfetto.
Buzz: Già

[al telefono]
Jeffrey: Coop che sta succedendo? Credevo che ormai fossi già a metà strada per Parigi!
Coop: Il volo era in ritardo, ma ci imbarcheremo tra cinque minuti. Sei riuscito a trovare…
Jeffrey: L’indirizzo di Alan Michael a Parigi? Certo! Hai una penna?
Coop: Sì.

Alan-Michael e Ava arrivano nella suite degli Spaulding a Parigi. Lei lo trova bellissimo e chiede al capo se lui starà lì. Alan-Michael risponde che ci staranno entrambi: al Ritz non era disponibile la stanza che lui voleva per Ava, mentre lì avrà la sua camera, il suo bagno e il suo salotto. Lei ha chiare le sue intenzioni e, seccata, ribadisce che è lì per lavorare, quindi prenoterà da sola una stanza e poi lo chiamerà.

Alan-Michael: Vengo in questo posto da anni ormai. E’ proprio sul…
Ava: …sul fiume. Questo posto è incredibile! E’ qui che starai?
Alan-Michael: Che staremo entrambi.
Ava: Oh! E che fine ha fatto la prenotazione dell’hotel?
Alan-Michael: Purtroppo la suite che volevo al Ritz non era disponibile cosi…
Ava: Cosi hai pensato di portarmi qui.
Alan-Michael: Hai comunque la tua camera con bagno privato
Ava: Giusto accanto ai tuoi scommetto. Alan-Michael, sono venuta qui per lavorare chiaro? Quando troverò una camera di hotel ti chiamerò.

Rimasta sola, Lizzie passeggia nervosamente tenendo Sarah in braccio e si chiede dove sia Jonathan e sospetta che sia con Tammy, ma cerca di convincersi che tornerà presto e tutto andrà bene. Bussano alla porta e Lizzie pensa che sia Jonathan. Rimette la bambina nella culla e va ad aprire, ma è Rick che è passato a vedere come stanno due delle sue ragazze preferite. Lei piagnucola, dice che sta malissimo e si butta tra le sue braccia, pregandolo di aiutarla prima che sia troppo tardi.

Lizzie: (sospira) Dov’è il tuo papà? Se è con Tammy… no! Sarà a casa presto e tutto andrà bene. (Bussano alla porta). Visto? Te l’avevo detto. Va tutto bene, ok, papà è a casa. (Bussano alla porta)
Rick: Ciao!
Lizzie: Ehi!
Rick: Ehi, tesoro. Ero nelle vicinanze e ho pensato di venire a trovare due delle mie ragazze preferite. Allora, come ti senti?
Lizzie: Terribilmente. Proprio male. Zio Rick, mi devi aiutare! Mi devi aiutare prima che sia troppo tardi.

Tammy è in chiesa, aspettando la madre a cui ha chiesto di raggiungerla lì. Mentre attende, cammina, poi si siede su una panca e ricorda quello che aveva visto dalla finestra: Jonathan e Lizzie seminudi che si baciavano. Cassie arriva e le chiede dove è stata. Tammy risponde che doveva riflettere e che quella è l’ultima occasione che ha la madre per dissuaderla dal fare qualcosa di veramente brutto.

Cassie: Dove sei stata?
Tammy: A pensare. Sto per fare una cosa davvero brutta, mamma. Questa è la tua occasione per farmi cambiare idea.

Nel suo ufficio al Beacon, Josh dà le ultime istruzioni a Wanda che lo aiuta nel piano per smascherare Sheila. Quest’ultima arriva, invitata da Josh, e trova Wanda al telefono, impegnata in una conversazione di lavoro. Josh la ringrazia per essere andata e le spiega che Wanda sta concludendo una trattativa, ma appena se ne andrà potranno parlare da soli. Sheila non sa se ci sia qualcosa da dire, visto quello che era successo l’ultima volta che aveva visto lui e Reva. Lui si scusa e cerca di dire che Reva era stata malata. L’altra ribatte che questo non la giustifica: l’aveva accusata di approfittare di Billy! Josh dice che Reva è molto protettiva quando si tratta di Billy. Wanda li interrompe per informare Josh che ha concluso la transizione dei soldi nel conto estero e gli mostra il libretto degli assegni sulla scrivania. Sheila finge indifferenza, in realtà osserva tutto con un sorriso soddisfatto. Quando Wanda esce, Reva irrompe nella stanza e accusa Josh di essere un traditore.

(Bussano alla porta).
Josh: Ok, ok. Lascia che me ne occupi io.
Wanda: La posso prendere, Josh
Josh: Lo so. Lo apprezzo e lo terrò a mente se avrò bisogno di aiuto, ma nel frattempo, fai solo il tuo lavoro, ok? Stai al telefono e sembra impegnata. Tutto qui, ok? Ora vai.
Wanda: Ok
Josh: Vai, vai, vai. Sheila, ciao! Come stai? Prego, entra. Ti ringrazio molto per essere venuta. Wanda è ancora qui che sta finendo un lavoro. Non appena se ne andrà, potremo parlare da soli.
Sheila: Beh, non sono del tutto sicura che abbiamo qualcosa da dirci Josh, visto quello che è successo l’ultima volta che ho visto te e Reva.
Josh: Sì, beh è esattamente per questo che volevo parlarti da solo. Vedi, Reva ne ha passate davvero tante per colpa della malattia.
Sheila: Certo, ma questo non giustifica il modo in cui mi ha trattata. Cioè, lei mi ha accusata…Io sono pazza di Billy e non mi approfitterei mai di lui.
Josh: Lo apprezzo molto. Comunque, Reva è molto protettiva nei confronti di Billy e diciamo che mi ha trascinato in questo, capisci. Cosi… Oh, Wanda, hai raggiunti telefonicamente Haggerty? Di sicuro ce l’hai fatta .
Wanda: Ho trasferito i soldi nel conto della società.
Josh: Perfetto. Grazie. Senti, informa la banca perché voglio essere sicuro che siano al corrente. Sono una montagna di soldi. Non voglio che ci sia il minimo errore.
Wanda: Ci penso io
Josh: E dov’è il libretto degli assegni? In modo da …ok ok
Wanda: Proprio qui, capo.
Josh: Perfetto, grazie. Puoi andare allora. Grazie, Wanda, parleremo più tardi. A dopo.
(si rivolge nuovamente a Sheila) Adesso, come ti stavo dicendo, non posso parlare per Reva, è vero..
Reva: E’ maledettamente vero che tu non puoi parlare per me, traditore!

Alan-Michael commenta che lei non deve avere una buona opinione di lui. Ava pensa che sia abituato ad avere ciò che vuole e mette in dubbio la sua scusa che l’hotel fosse al completo. Lui spiega che le camere disponibili non avevano le caratteristiche che servivano loro per il lavoro, ma se lei si sente a disagio, dovrebbe tornare a Springfield e lui la sostituirà per la sessione fotografica con zia Alex. Lei sa che sta bluffando e gli dice che il suo piano è debole, poi però decide di restare. Va a dare un’occhiata alla camera, premettendo che la notte si chiuderà a chiave, e a rinfrescarsi prima di uscire a cena. Appena lei esce, Alan-Michael chiama un suo amico della polizia francese e gli chiede di occuparsi di Henry Bradshaw in arrivo dagli USA e di rimetterlo sul primo aereo per Springfield.

Alan-Michael: Stai aspettando che ti fermi?
Ava: No, sto tentando di ricordare dove ho messo la mia mappa.
Alan-Michael: Non hai una buona opinione di me!
Ava: Penso che tu sia il tipo di persona che ottiene tutto ciò che vuole.
Alan-Michael: Questo è vero, perché sono bravo nel farlo. Meglio di così.
Ava: Non ti fermerà dal provarci, vero?
Alan-Michael: No, te l’ho detto che l’hotel era al completo.
Ava: Questa è una scusa debole.
Alan-Michael: L’unica stanza disponibile non aveva la zona salotto e nemmeno una connessione veloce a internet. C’è un ufficio super accessoriato qui sotto nella hall, e al piano di sopra un ottimo spazio per la seduta fotografica con Jean Bauchau domani.
Ava: Naturalmente. Hai una risposta per tutto!
Alan-Michael: Sai una cosa? Ho cambiato idea. Se dubiti di me così tanto, dovresti tornare a Springfield. Chiederò a zia Alex di prendere il tuo posto.
Ava: Ok, è davvero una tattica debole!
Alan-Michael: Cosa?
Ava: Sapevi che Alexandra non aveva nessuna intenzione di venire qui, non appena hai preso in mano quel telefono. Ti aspettavi che io ti fermassi!
Alan-Michael: E ha funzionato?
Ava: Non sei riuscito ad ingannarmi.
Alan-Michael: Quindi resterai?
Ava: Resterò.
Alan-Michael: Allora non è stata così debole.
Ava: Sei ancora piuttosto scarso comunque
Alan-Michael: Vuoi stare qui o in hotel?
Ava: Lasciami dare un’altra occhiata alla camera da letto. Ma ho intenzione di sprangare la porta stanotte, ti avviso.
Alan-Michael: Ottima idea
Ava: Andrò a rinfrescarmi un po’ e poi voglio mangiare del cibo francese
Alan-Michael (ride): hanno appena avvisato che il cibo è qui. [al telefono] François, sono Alan Michael. Ho parlato con uno dei tuoi detective prima. E’ corretto, il suo nome è Henry Bradshaw. Dovrebbe arrivare col volo da Springfield. No, non c’è bisogno di arrestarlo. Solo rimbarcalo sul primo volo in partenza per gli Stati Uniti. Grazie.

Jeffrey si avvicina a Buzz e Olivia, che si stanno baciando appassionatamente, e tossisce per attirare la loro attenzione. Informa l’uomo che ha un messaggio da parte di suo figlio: Jeffrey lo ha aiutato per una ricerca e il ragazzo gli ha chiesto di dire al padre che non tornerà a casa quella sera perché deve occuparsi di una cosa. Buzz è perplesso perché non capisce che affari possono avere in comune Coop e Jeffrey e si allontana per provare a chiamare il figlio. Jeffrey fa per andarsene, ma Olivia lo blocca: immagina che Coop sia a Parigi.

Buzz: ( tossisce) Che cosa vuoi?
Jeffrey: Ciao. Ho appena finito di parlare al telefono con Coop. Lo sto aiutando con alcune ricerche. Comunque, mi ha chiesto di dirti che non tornerà a casa stanotte, e che chiamerà domani per spiegarti.
Buzz: Da quando mio figlio parla con te e non con me?
Jeffrey: Oh, sta bene Buzz. Sta solo lavorando ad una cosa fuori città. Ti spiegherà domani.
Olivia: Ehi, non così in fretta. Questa ehm… cosa di cui Coop si sta occupando… non è che per caso è a Parigi, vero?

Reva è adirata e insiste che Sheila mira solo ai soldi di Billy. Josh l’accusa di volere provocare guai, come sempre. I due litigano. Sheila vorrebbe andarsene, ma Josh le chiede di restare e porta fuori Reva per finire la discussione nell’ingresso. Sheila sorride mentre escono. Appena fuori della stanza Josh chiede sottovoce a Reva se Sheila avrà creduto alla loro messinscena. Reva pensa di sì e gli chiede cosa aveva trovato nella stanza di Billy. Lui le mostra una foto scattata con il suo cellulare: è un pezzo di carta con la firma di Billy ripetuta più volte come se qualcuno cercasse di imitarla. Reva chiede come è andata Wanda. Lui risponde che è stata grande e, grazie a lei, Sheila crede che ci siano molti soldi in un conto e sa dove trovare gli assegni. Lui clicca più volte sul telefonino, cercando di sintonizzare la telecamera nascosta in ufficio e iniziano a spiare Sheila. Vedono che abbocca all’esca e compila uno degli assegni. In quel momento, Billy arriva, toglie loro il telefono e, dopo aver visto le immagini, chiede loro se stanno spiando la sua ragazza.

Reva: Sta dietro ai suoi soldi Joshua, apri gli occhi!
Josh: Reva, ora basta!
Reva: Stai solo cercando di far pace con lei, cosi da poter far pace con Billy.
Josh: Tu stai solo cercando di creare guai, Reva, come fai sempre!
Reva: Beh, sono i guai che ci hanno trovato, non li ho chiamati di certo io!
Josh: Strano quante volte succeda cosi vero?
Sheila: Scusatemi..
Josh: No, no, no. Sai una cosa? Rimani per favore. Ho intenzione di portare Reva qui fuori per cercare di renderla…
Reva: Rendermi ragionevole? No perché (ride) stupida come sono, non riesco a pensare da sola. Beh notizia flash Joshua: non siamo più sposati, quindi ho il diritto di pensare a modo mio!
Josh: Sai una cosa, Reva? Ne ho abbastanza. Potresti scusarci per un minuto, per favore?
Reva: No!
Josh: Scusaci. Non mi piace che mi parli cosi!
Reva: E a me non piace che mi tratti come una bambina!
Josh: Pensi che se la stia bevendo?
Reva: Non lo so. Quasi ci stavo credendo anche io! Cosa è che hai detto di aver trovato nella camera di Billy?
Josh: Una cosa che ho trovato quando lui non c’era. Aspetta, ho scattato una foto così gliela posso mostrare. Ecco. Guarda qui
Reva: Un foglio di carta.
Josh: Si, ma guarda bene, c’è la firma di Billy qui. E su tutto il foglio ce ne sono tantissime altre, come se lui stesse firmando., ma non era Billy che stava firmando. Era Sheila, come se stesse falsificando qualcosa. Forse un assegno, non lo so.
Reva: E’ esattamente per questo che siamo qui. Come è andata wanda?
Josh: Oh, è stata grande. Adesso Sheila crede che c ‘è del denaro, un mucchio di denaro, che sta per essere versato nel conto della società, e lei sa dove è il libretto degli assegni. Così, se riesco a sincronizzare questo (cellulare) con la videocamera, la incastreremo. Ah eccoci, lo sta facendo!
Reva: Oh
Josh: Sta firmando l’assegno.
Reva: Non posso crederci
Billy : Bene, ciao… un attimo! Ehi! Aspettate, cosa state facendo voi due? State spiando la mia ragazza di nuovo?

Rick porta un bicchiere d’acqua a Lizzie e le chiede se la terapia fa effetto. Lei afferma che subito dopo le sedute si sente meglio, ma poi torna triste e impotente, teme di non essere una brava madre e, soprattutto, la fa impazzire l’idea che Tammy le porti via Jonathan: lei non riuscirebbe ad allevare Sarah da sola. Rick le fa presente che non è sola, è circondata da persone che le vogliono bene come Beth, Lillian e lui stesso, anzi lui spera che lei trovi un uomo che sia un buon marito per lei. Lizzie ribatte che ha bisogno solo di Jonathan: solo lui può farla sentire meglio e prega Rick di chiamarlo e chiedergli di tornare a casa. Per farsi aiutare dice a Rick che da quando Phillip non c’è più, lui è l’unico su cui può contare.

Rick: Bene. Perché non mi dici come ti senti?
Lizzie: Non lo so. Triste, arrabbiata, impotente.
Rick: Beh, ma le sedute col terapista non ti sono di aiuto?
Lizzie: Mi sento meglio appena lasciato lo studio, ma poi qualcosa scatta dentro di me e mi sento di nuovo senza speranza. Come: non riuscirò mai ad essere una buona madre o a che serve.
Rick: Ok, cos’altro ti fa scattare?
Lizzie: Prima di tutto Tammy
Rick: Mmm
Lizzie: Ogni volta che la vedo o che penso a lei, ho paura. Se Jonathan mi lasciasse per lei, io non riuscirei a crescere la bambina da sola
Rick: Beh, non dovresti farlo da sola. Tu hai un sacco di gente intorno pronta ad aiutarti e sostenerti.
Lizzie: Non il nonno.
Rick: Hai me, tua madre, Lilian. Hai tante persone! Ascoltami, se tu hai tutti questi problemi con Jonathan…
Lizzie: No no. Possiamo farcela.
Rick: Tesoro, vorrei solo che tu trovassi un uomo in grado di essere un buon marito per te
Lizzie: Io voglio Jonathan! Voglio Jonathan! E’ l’unica cosa che mi farà stare bene.
Rick: Ok. Va bene. Non dobbiamo parlarne proprio adesso. Voglio solo aiutarti. Cosa vuoi che faccia? Vuoi che chiami il tuo terapista?
Lizzie: No, no. Chiama Jonathan. Digli che sono sconvolta, digli che lui è l’unico che può farmi sentire meglio. Deve solo venire qui subito e portare via me e Sarah, dobbiamo essere solo noi tre.
Rick: Lizzie..
Lizzie: Questa è l’unica cosa che mi farà stare meglio. Ti prego, zio Rick, Dato che papà se ne è andato, tu sei l’unico su cui io possa contare. Per favore, aiutami a riavere indietro mio marito.

Tammy chiede scusa alla madre per averla fatta preoccupare, ma aveva bisogno di tempo per riflettere. Ammette che, all’inizio, aveva creduto che Jonathan e Lizzie fossero andati a letto insieme la settimana prima e si era sentita molto ferita, ma ora pensa che Lizzie avesse predisposto una messinscena e che quindi non è successo nulla tra loro. Cassie dice che trattandosi di Lizzie non ne sarebbe sorpresa. Tammy concorda, dopotutto se ha mentito su una cosa seria come la depressione post-partum, perché non doveva farlo su questo? E se ha mentito, vuol dire che Jonathan la ama ancora e vuole stare con lei. Lei sa che è sbagliato rompere un matrimonio, ma in questo caso è un’unione infelice! Cassie si sente un po’ a disagio e non pensa di essere la persona adatta a parlarle di questo argomento. Tammy è convinta che Jonathan può essere un buon padre anche senza essere sposato a Lizzie. Loro due si amano e quindi lei ha deciso di lottare per lui in ogni modo. Le cose potrebbero quindi mettersi male, per questo lei dice a Cassie che se ha obiezioni, le deve dire ora o tacere per sempre.

Tammy: Mi dispiace di averti fatto preoccupare. Avevo solo bisogno di tempo per sistemare alcune cose.
Cassie: “Cose”? Come quello che hai visto accadere tra Jonathan e Lizzie?
Tammy: So che sembravo davvero fuori di testa quando te l’ho raccontato.
Cassie: Era più di quello, tesoro. Sembravi profondamente ferita. E non ti biasimo per questo.
Tammy: Perché ci credevo. Pensavo che loro fossero stati insieme Ma, adesso, penso che Lizzie probabilmente aveva organizzato tutto per farlo sembrare così. Non è successo niente. Pensi che sia pazza?
Cassie: No, non lo penso. Io credo che con Lizzie…con lei tutto è possibile
Tammy: Esattamente. Se lei ha potuto mentire su una cosa seria come la depressione post-partum, perché non potrebbe mentire anche su questo?
Cassie: Così, se lei ha davvero mentito su questo, cosa vorrebbe dire per te?
Tammy: Significa che Jonathan mi ama ancora e che vuole stare con me
Cassie: Gli hai parlato dopo quella notte?
Tammy: No, ho cercato di evitarlo. Volevo prima di tutto far chiarezza nella mia testa. Ma adesso…
Cassie: Ora stai pensando di fare qualcosa di brutto?
Tammy: Mamma, lo so che Jonathan è sposato con Lizzie. E so che tecnicamente è sbagliato distruggere un matrimonio, ma ti assicuro che questo è un legame davvero infelice..
Cassie: Già, potrei non essere la persona più indicata per parlare di questo.
Tammy: Jonathan non ha bisogno di essere sposato con Lizzie per essere un buon padre per Sarah. Lui mi ama. Mi ha amato fin dall’inizio. Ed io amo lui. E io sono molto meglio di Lizzie per lui. Cosi ho deciso che lotterò contro Lizzie per lui, la combatterò con la forza necessaria.
Cassie: Se hai già deciso, perché me l’hai chiesto?
Tammy: Perché una volta intrapresa questa strada, potrebbe diventare sgradevole, molto sgradevole. Quindi se hai intenzione di cercare di farmi cambiare idea, parla ora o taci per sempre.

Olivia pensa che Coop sia corso a Parigi per “salvare” Ava e che Jeffrey l’ha aiutato. L’uomo afferma che si è limitato a passare delle informazioni, ma Olivia non è per niente contenta e pensa che in tal modo Jeffrey cerchi di insinuarsi nella sua vita. Lui le ricorda che non tutto ruota attorno a lei e pensa che lui vuole passare per il salvatore della figlia. Lui le chiede se non è preoccupata per Ava. Olivia ribatte che Ava è adulta, ambiziosa, ha un lavoro e un capo ricco: non ha bisogno di un padre. Jeffrey le ricorda che lei pure si era sentita grande quella volta della festa all’Ambasciata, era stato in quel modo che l’aveva conosciuto. Se potesse tornare indietro, non vorrebbe che qualcuno le impedisse di fare quell’errore?

Olivia: Fammi indovinare, Coop è andato a Parigi a salvare Ava dalle grinfie di Alan-Michael e tu lo stai aiutando?
Jeffrey: Mi ha solo chiesto delle informazioni. E’ così grave? C’è qualcosa di sbagliato in questo?
Olivia: Di sbagliato c’è che l’ultima cosa di cui ho bisogno ora sei tu che ti insinui di nuovo nella mia vita!
Jeffrey: Olivia, so che credi di essere il centro dell’universo, ma questo non riguarda te.
Olivia: Infatti riguarda Ava. Tu sei auto nominato come suo salvatore.
Jeffrey: Ok, senti, ho solo fatto alcune telefonate, tutto qui
Olivia: E poi, cosa? Lascerai stare?
Jeffrey: Ma tu non sei minimamente preoccupata che lei stia andando là con quel ragazzo?
Olivia: E’ adulta. Ha una posizione di rilievo, un capo ricco e molta ambizione. Non ha bisogno di un paparino.
Jeffrey: Beh, anche tu eri grande una volta, ricordi? La notte della festa all’Ambasciata. O almeno tu credevi di esserlo. Ora, se potessi tornare indietro, non vorresti che qualcuno ti impedisse di commettere l’errore peggiore della tua vita?

Alan-Michael ed Ava tornano dalla cena fuori (seguita da un giro in battello). Lei indossa un basco rosa ed è entusiasta della città sotto tutti i punti i vista. Lei pensa che dovrebbero fare il servizio fotografico all’esterno. Lui propone di fare un po’ di brainstorming e Ava va a prendere il suo computer in camera. Prima di uscire si scusa per il suo comportamento di prima: dopotutto lui non è veramente il lupo cattivo. Una volta solo, Alan-Michael chiama il servizio in camera per farsi mandare una bottiglia di champagne. Mette poi della musica e mentre sta abbassando le luci bussano alla porta. Alan-Michael è sorpreso per la rapidità del servizio, ma quando apre si trova davanti Coop.

Alan-Michael: Non ne ho mai abbastanza di vederti con quel cappello.
Ava: E’ un basco.
Alan-Michael: Oh, giusto
Ava: E’ un basco, guarda (ride). Non assomiglio a Madeline? No, lei ha un cappello a tesa larga, giusto? Alan-Michael: Assomigli ad Ava Peralta
Ava: Davvero? Ava Peralta. Ava Peralta a Parigi (ride). Che c’è di particolare a Parigi?
Alan-Michael: Penso che sia tutto il vino che abbiamo bevuto a cena
Ava: (ride) Non penso che sia per quello. Non penso che sia per l’ottimo cibo. Non penso che sia per la gita in battello. Non penso che siano stati nemmeno i ponti. E’ che ovunque tu guardi, c’è una bellezza autentica!
Alan-Michael: Vero!
Ava: Ma c’è qualcosa di più. E’ come la gente canta e scrive di Parigi. Ma devi essere qui per sentirlo davvero. E’ come…
Alan-Michael: Attenta. Sei qui solo per lavoro.
Ava: Lavoro. Solo lavoro. Il lavoro ha la priorità. Oh, ho un’idea. Posso permettermi di averla?
Alan-Michael: Naturalmente.
Ava: Credo che dovremmo fare le riprese all’esterno. Dobbiamo cogliere le luci e le ombre, le ragnatele e le strade acciottolate. Potremmo anche fare delle riprese a Springfield.
Alan-Michael: Non lo so. Ci sono un mucchio di varianti nel fare le riprese all’esterno.
Ava: Sposo le varianti. La bellezza. Il naturale. Creiamo qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso.
Alan-Michael: Sai cosa? Hai ragione! Ti va di fare tardi pensando a qualcosa?
Ava: Ho ancora il fuso orario di Springfield. Vado a prendere il mio portatile. Ah, Alan-Michael, volevo scusarmi per prima.
Alan-Michael: Non ce n’è bisogno.
Ava: Sono stata stupida.
Alan-Michael: Lo capisco. Io sono il grande lupo cattivo
Ava: Non sei poi così cattivo.
Alan-Michael [al telefono]: Monique, sono il signor Spaulding. Per favore mandi su Maurice con la vostra miglior bottiglia di champagne. Si, grazie. (mette la musica, abbassa le luci) (bussano alla porta). Oh, è stato veloce.

Billy entra nella stanza, seguito da Josh e Reva, sorprendendo Sheila. Spiega alla donna che secondo gli altri due, lei lo sta derubando. Reva dice che dovrebbe mostrare cosa ha in mano. Sheila ha un assegno da 50.000 dollari, ma ha una spiegazione: Billy l’aveva assunta come consulente e quella era la somma che avevano concordato, per cui si era solo limitata a compilare un assegno per farglielo firmare. Billy ammette che è vero, lui aveva parlato di assumerla, ma era stato prima di scoprire che era una ladra.

Sheila: Billy, cosa ci fai qui?
Billy: Beh, questi due credono che tu mi stia derubando
Reva: Chiedile che cosa ha in mano, Billy. Su, chiediglielo
Sheila: Intendi questo? E’ un assegno.
Reva: Che cosa ti avevo detto?
Josh: Fammi vedere, per favore. Grazie. E’ un assegno della Lewis Costruzioni per 50 mila dollari.
Sheila: Ok, voi siete incredibili! Billy mi ha assunta. Mi ha assunta come consulente per organizzare un nuovo progetto di marketing per la Lewis. E questo è il compenso che avevamo pattuito. Non c’è firma, come potete vedere. Lo volevo portare a lui per la firma.
Reva: E’ la verità, Billy?
Billy: Beh, sì, abbiamo discusso sull’opportunità di assumerla, ma questo è stato prima di rendermi conto che non era nient’altro che una comune ladra.

Tammy accende una candela. Cassie pensa che niente di quello che potrà dire farà cambiare idea alla figlia, quindi le dice di stare attenta e fare tutto quello che deve per essere felice. Tammy promette che lo farà. Si sorridono e si abbracciamo. Cassie le propone di andare a mangiare qualcosa, ma Tammy vuole ancora restare un poco lì. La madre le dice di fare con calma e se ne va. Tammy si siede su una panca e prende una Bibbia. Mentre la sta fissando, arriva Lizzie con Sarah e le consiglia di aprirla e leggere cosa dice su chi ruba i mariti. Tammy la ignora e si alza per prendere le sue cose. Lizzie non demorde e le chiede dov’è Jonathan. Tammy non lo sa, forse sarà scappato perché stanco delle manipolazioni di Lizzie. Quest’ultima finge di non sapere di cosa parli, ma stavolta Tammy si mostra sicura e ribatte che lo sa benissimo. Che farà quando tornerà? Lo legherà per tenerselo? Lizzie ribatte che Jonathan la ama. Tammy risponde che sta con lei solo per via di Sarah, per questo è disperata. Lizzie ride e si mostra offesa: è Tammy la sgualdrina rubamariti, non lei. Tammy replica che infatti Lizzie è la bugiarda che usa la propria bambina. Lizzie propone di chiamare il prete, raccontargli la storia e vedere da che parte si mette.

Cassie: E se ti dicessi che credo che sia una pessima idea? che tu e Jonathan avete perso la vostra occasione?
Tammy: Davvero lo pensi?
Cassie: Se te lo avessi detto, mi avresti ascoltata? Avresti cambiato idea?
Tammy: Forse.
Cassie: Ah! Bugiarda!
Tammy: E allora? Ho la tua benedizione?
Cassie: Oh, non so se usare proprio questa espressione. Me diciamo che voglio che tu faccia tutto quello che devi fare per essere felice.
Tammy: Lo farò.
Cassie: Stai attenta però. E non evitare più le mie telefonate, ok? Inteso?
Tammy: Capito. Ok. Grazie, mamma.
Cassie: Bene. Ehi che ne diresti se andassimo a mangiare qualcosa?
Tammy: Un’altra volta. Credo che mi fermerò qui ancora per un po’.
Cassie: Ok, prenditi il tempo che ti serve. Tienimi informata.
Lizzie: Aprila, Tammy. Leggi cosa dice delle donne che tentano di rubare i mariti delle altre. Dov’è lui? Dov’è Jonathan?
Tammy: Non lo so, non l’ho visto.
Lizzie: Non ti credo.
Tammy: Forse, finalmente, si è stancato di essere manipolato da te e se ne è andato.
Lizzie: Non so di cosa tu stia parlando.
Tammy: Oh certo che lo sai. Te l’ho detto la scorsa notte, Lizzie, ho scoperto il tuo gioco.
Lizzie: Dov’è Jonathan?
Tammy: Non dovresti sapere dove si trova, Lizzie? E’ tuo marito.
Lizzie: Deve essere andato a fare una commissione e si sarà scordato di lasciarmi un biglietto. Sono sicura che tornerà presto a casa.
Tammy: Ah-Ah. E se tornera, cosa hai intenzione di fare? Incatenarlo al letto e costringerlo a restare con te?
Lizzie: Non ho bisogno di costringere Jonathan a fare nulla. Lui sta con me perché mi ama.
Tammy: Jonathan sta con te solo per Sarah e nient’altro. Non ti ama, tu lo sai bene, per questo sei così disperata.
Lizzie: (ride) Io disperata? Non sono io la rovinafamiglie. Non sono io la sgualdrinella ruba mariti.
Tammy: Ma tu sei la bugiarda. Tu sei quella che sta usando la propria bambina, l’unica che…
Lizzie: Ti dirò quello che penso. Facciamo venire qui il prete, spieghiamogli la situazione e chiediamogli cosa ne pensa. Caspita, mi chiedo proprio da che parte si schiererà

Sheila ricorda a Billy che si erano accordati su un lavoro, ma lui la interrompe: ne avevano solo parlato, senza concludere l’accordo. Inoltre lui aveva trovato in camera un foglio pieno di firme fatte da lei per provare ad imitare la sua. Gli dispiace solo che lei non abbia firmato l’assegno, perché in quel caso potrebbe chiamare la polizia. Scoperta, Sheila ribatte che è solo la parola di Billy contro la sua e niente di quello che hanno reggerà in tribunale, quindi Billy ha perso, anche se non deve essere una novità per lui. Lei non si interesserebbe ad un ubriacone malridotto come lui se non fosse per i suoi soldi! Sheila esce. Reva vuole fermarla, ma Billy la ferma pensando di meritarselo: avrebbe dovuto capirlo. Reva dice che non è vero e vuole seguire Sheila per essere sicura che se ne vada. Billy è depresso. Josh cerca di consolarlo e gli dice che è un brav’uomo, ma Billy si sente solo un vecchio sciocco. Reva torna, ma resta fuori ad ascoltare per non interromperli e sente Josh dire al fratello che troverà anche lui qualcuno che lo renderà felice, proprio come Cassie rende felice lui. Reva ci resta male, ma si fa forza ed entra dicendo che Sheila è partita. Josh vuole aiutare Billy a stare meglio e propone che vadano alle Torri a festeggiare il fatto che sono intelligenti, ma Billy preferisce restare da solo ed esce. Reva e Josh sono dispiaciuti per lui. La donna propone poi che vadano lo stesso a bere qualcosa.

Sheila: Dolcezza, eravamo d’accordo che avrei svolto del lavoro di consulenza per te
Billy: Ne abbiamo parlato, ma non eravamo d’accordo. E certo questo non giustifica il compilare un assegno di 50 mila dollari.
Sheila: Ok, non lo compilavo, lo stavo semplicemente preparando per fartelo firmare.
Billy: Oh, scusami. E che mi dici di tutte quelle mie firme che tu hai fatto su un pezzo di carta che ho trovato? Allora? Stavi esercitando la tua calligrafia?
Reva: Le hai trovate?
Billy: Sì, ieri. Avevo già scoperto il suo gioco. Sapevo che stava combinando qualcosa di losco. E sai una cosa? Mi sarebbe molto piaciuto se tu avessi firmato quell’assegno perché i poliziotti sarebbero qui subito per portarti via.
Sheila: Beh, non l’ho firmato. Così è la tua parola contro la mia. E nulla di ciò che avete ha valore in un tribunale. Quindi, hai perso Billy. Oh ma essere un perdente non è una cosa nuova per te, vero? Davvero hai creduto che una come me potesse essere interessata ad un malridotto alcolizzato come te? Ma fammi il piacere. L’unica cosa che hai di attraente sono i soldi.
Reva: Non sei nient’altro che una str…
Billy: Ehi, ehi, calma. Adesso lasciala andare. Voglio dire, beh, me lo meritavo. Avrei dovuto capire subito chi era.
Reva: Tu di certo non te lo meritavi, Billy. Non la picchierò, voglio solo assicurarmi che se ne vada.
Josh: Mi spiace, Billy.
Billy: Va tutto bene.
Josh: Sai, non devi biasimarti. Lei è stata un bene. All’inizio, per un attimo, ho pensato che fosse autentica, ma tu hai visto oltre.
Billy: Non è una grande consolazione. Sai che ti dico, fratellino? Non c’è nulla di più stupido di un vecchio stupido, vero?
Josh: Andiamo. Quello che lei stava dicendo sono solo sciocchezza. Tu sei un brav’uomo, Billy. Troverai la donna giusta, qualcuno che ti accetti per quello che sei e che ti renda felice, come ha fatto Cassie con me.
Reva: Bene, l’ho vista allontanarsi in auto
Josh: Ottimo. Che ne dite se ce ne andiamo alle Torri a festeggiare il fatto di essere persone così intelligenti? Come vi sembra come idea?
Billy: Perché non andate voi due.
Reva: Billy…
Billy: In realtà, non sarei di buona compagnia. Ma voglio ringraziarvi. E…voglio dire… grazie tante.
Reva: Oh, Signore. Hai visto lo sguardo nei suoi occhi? Mi sento malissimo.
Josh: Beh, spero tu non lo dica nel senso letterale del termine.
Reva: Cosa? Oh no, no. Ehm… che ne dici se andiamo a farci quel drink lo stesso?

Jeffrey dice ad Olivia che la terrà fuori da tutto ciò e se ne va. Rimasta sola, Olivia telefona ad Ava e le lascia un messaggio: sa che è a Parigi e che è la prima volta, è sicura del suo entusiasmo, ma se avesse un qualsiasi problema può chiamarla. Buzz torna e le chiede con chi era al telefono, ma lei risponde che avevano sbagliato numero.

Jeffrey: Sai, non ho fatto nulla di tutto questo per sconvolgerti. D’ora in avanti me ti terrò fuori da tutto questo.
Olivia: [al telefono] Ciao, Ava sono tua.. Sono Olivia. Senti, so che sei a Parigi ed è la tua prima volta. Sono certa che la tua testa stia girando come una trottola, ma sai, se dovessi sentirti a disagio con qualcuno o per qualcosa e vorresti parlarne…
Buzz: Coop non risponde. Chi era al telefono?
Olivia: Hanno sbagliato numero.

Coop entra nella stanza cercando Ava. E’ irritato perché è stato trattenuto alla dogana come se fosse un terrorista e pensa che sia colpa di Alan-Michael. Questi gli dà del paranoico e gli ricorda che loro stanno lavorando. Coop è scettico ed inizia a chiamare Ava ad alta voce. Alan-Michael gli chiede se intende darle una botta in testa e trascinarla nella sua caverna. Coop ribatte che lui vuole solo dirle la verità, di come lui l’ha manipolata per potersi approfittare di lei. Alan-Michael sottolinea che Ava è adulta e pienamente in grado di prendere le proprie decisioni con cognizione di causa. Lei non ha bisogno di un cane da guardia, ma di qualcuno che abbia fiducia in lei e la incoraggi. Coop ride e insiste che lui l’ha raggirata con queste parole. Ava, che ha sentito, entra offesa e accusa Coop di non aver fiducia in lei. Alan-Michael gli appoggia una mano sulla spalla per convincerlo ad andarsene, ma Coop si sposta dicendogli di non toccarlo. Quando Alan-Michael poggia nuovamente la mano sulla sua spalla, Coop gli dà un pugno sul volto e lo stende. Ava, dopo un attimo di sorpresa, corre a soccorrere Alan-Michael, inginocchiandosi al suo fianco e ricorda a Coop che loro hanno rotto. Coop insiste, tira su Ava e la trascina verso di sé per parlarle. I due discutono: Coop insiste che Alan-Michael la sta manipolando, ma lei ribatte che è lì per sua scelta e, sebbene sa dell’interesse dell’uomo, non ha subito alcuna pressione. Alan-Michael propone di lasciarli soli, ma Ava si oppone: è Coop che deve andarsene. Il ragazzo è incredulo e continua a ripetere le stesse cose mentre lei lo spinge fuori della stanza e gli chiude la porta in faccia.

Alan-Michael: Se stai cercando Oxford, dovresti prendere a sinistra e attraversare a nuoto il canale della Manica.
Coop: Sto cercando Ava. Sarei arrivato qui prima, se non fosse stato che la polizia all’aereoporto mi ha trattenuto alla dogana. Ed hanno cominciato a trattarmi come se fossi una specie di terrorista. Suppongo che tu non ne sappia nulla vero?
Alan-Michael: So che gli svizzeri hanno un nuovo farmaco per la paranoia. Dovresti provarlo.
Coop: Non è paranoia quando qualcuno mente circa il fatto che un fotografo ha troppa paura di volare solo per portarsi una certa ragazza con lui in viaggio. E questo viaggio di un giorno si è trasformato in uno di una settimana in una suite privata. Dove diavolo è Ava?
Alan-Michael: Ava sta lavorando. E’ per questo che siamo venuti qui.
Coop: Ava sei qui?
Alan-Michael: Quale sarà la tua prossima mossa, Henry? Hai intenzione di colpirla con una clava e trascinarla in una caverna? Mi sa che incontreresti delle difficoltà con la sicurezza aeroportuale.
Coop: No, voglio solo dirle la verità. Voglio solo raccontarle di come l’hai ingannata per farla venire qui per portartela a letto.
Alan-Michael: Quindi pensi che Ava non sia in grado di prendere le sue decisioni da sola. Non è così che hai incasinato le cose l’altra volta?
Coop: Non ho incasinato un bel niente
Alan-Michael: Ad una donna non serve un cane da guardia. Ha bisogno di qualcuno che creda in lei per renderla sicura di sé.
Coop: E’ cosi che gliela dai a bere?
Ava: Caspita, grazie per avere così tanta fiducia in me Coop.
Coop: Ava, non volevo… tieni giù le mani, non toccarmi. (dà un pugno ad Alan-Michael)
Ava: Ti senti bene? Che cosa è successo? Sei venuto qui per litigare? Per questo sei qui?
Alan-Michael: Ehi, se tu fossi la mia fidanzata anche io sarei protettivo?
Ava: Io non sono la sua fidanzata, ricordi? Abbiamo rotto. Ti ho chiesto un centinaio di volte Coop di smetterla di comportarti come un idiota
Coop: Ava calmati, devi starmi a sentire…
Ava: E perché dovrei?
Coop: Lui ti sta ingannando! Tu sei troppo buona per rendertene conto. Ti ha portato qui con l’inganno…
Ava: Vedi per caso delle sbarre alla finestra? Le vedi? Perché io non ne vedo. Sono venuta qui perché lo volevo, perché sto lavorando.
Alan-Michael: Forse è meglio che vi lasci soli.
Ava: No, non andartene. Questo posto è tuo. Sei tu, Coop, che devi andartene.
Coop: Io devo andarmene?
Ava: Esatto. Non ti voglio qui. So che lui è interessato a m, ok? Bene, lo so. Ma lui non mi ha mai fatto pressione per fare qualcosa che non voglio fare.
Coop: Stai dicendo quello che lui vuole che tu dica. Ti sta manipolando, Ava.
Ava: E’ ora che tu te ne vada.
Coop: Dovrei andarmene?
Ava: Sì.
Coop: Lui sta cercando di manipolarti Ava…
Ava: Vattene! Vai!

Lizzie prende in mano la Bibbia e tira fuori di nuovo la storia dell’incesto: Tammy e Jonathan sono cugini e la loro relazione è sbagliata, distrugge le vite di tutti coloro che finiscono coinvolti: ha provocato la morte di Sandy e una rottura tra Reva e Cassie che probabilmente è alla base del fatto che Cassie ha rubato il marito alla sorella malata di cancro. Secondo Lizzie tutti hanno quello che si meritano. Tammy pensa che farebbe meglio a non sperarlo visto quello che ha combinato! Lizzie insiste che Sarah è il simbolo del legame tra lei e Jonathan. Tammy, imperterrita, ribatte che il solo motivo per cui Lizzie ha Sarah è che Jonathan era ubriaco e voleva fare del sesso con qualcuno senza importanza per lui, ma Jonathan ama lei, l’ha sempre amata e sempre l’amerà e questo fa impazzire, che invece dovrebbe accettare la sconfitta, infatti Jonathan divorzierà da lei. Lizzie dice a Tammy che la odia. Tammy ribatte che invece lei si sente solo dispiaciuta per Lizzie. Quest’ultima avverte Tammy che sta facendo un grosso errore, Tammy la informa che dirà a Jonathan tutte le cose tremende che Lizzie gli aveva fatto. Tammy prende le sue cose ed esce dalla chiesa. Lizzie è arrabbiata e lancia qualcosa a terra.

Lizzie: Pensi che ci sia qualcosa lì riguardo ai cugini?
Tammy: Non saprei.
Lizzie: Solo perché non vuoi pensarci, perché è sbagliato. Ogni cosa fra te e Jonathan è stata un errore fin dall’inizio.
Tammy: Ti piacerebbe.
Lizzie: Guarda cosa avete causato: Sandy è morto, tua madre e sua sorella si sono a malapena rivolte la parola per un anno. Ed è probabilmente la ragione per cui lei ha cercato di rubare Josh a Reva mentre lei stava lottando contro il cancro.
Tammy: Tu sei pazza!
Lizzie: No, credo solo che la gente abbia ciò che si merita.
Tammy: Faresti meglio a sperare che non sia così
Lizzie: Io ho avuto Sarah perché Jonathan e io ci apparteniamo.
Tammy: Tu hai avuto Sarah perché Jonathan era ubriaco e voleva fare sesso insignificante con qualcuno di insignificante.
Lizzie: Che bel modo di parlare di mia figlia, di nostra figlia. Sono sicura che Jonathan sa perfettamente cosa provi per la sua bambina.
Tammy: Sai dannatamente bene cosa sto dicendo. Jonathan mi ama, mi ha sempre amata e sempre mi amerà. E questo ti fa impazzire. Ti ferisce. E ti porta ad odiarmi perché vuoi averlo tutto per te. So tutto questo. Ma, lo sai?, è troppo tardi. Jonathan è mio. Dovrai accettare la sconfitta e andare avanti.
Lizzie: E se non lo facessi?
Tammy: Lui divorzierà comunque da te
Lizzie: Ti odio
Tammy: Io non ti odio, invece. Mi sento solo dispiaciuta per te.
Lizzie: Beh, io decisamente ti odio. E tu stai facendo un grosso errore a parlarmi in questo modo. Un grosso errore!
Tammy: Jonathan mi ama e tornerà da me. E quando lo farà, gli racconterò tutte le cose tremende che gli hai fatto, cosi non cascherà mai più nei tuoi trucchetti.
Lizzie: (lancia qualcosa e grida)

Alle Torri, Reva guarda ancora la propria agenda e sospira. Josh arriva portando al tavolo due bicchieri di vino rosso. Lei chiede perché fare la cosa giusta spesso fa soffrire. Lo chiede a lui perché Josh fa sempre la cosa giusta. Josh la rassicura: Billy starà meglio. Lei lo spera, soprattutto dopo tutto quello che lui ha fatto quando lei stava male! Josh le chiede come va. Lei inizia a confidargli una cosa, ma l’arrivo di Cassie li interrompe e chiede se il piano ha funzionato. Reva è un po’ a disagio e, alzandosi, dice che ora che il problema di Billy è risolto, si terrà a distanza da loro due. Se ne va.

Josh: Tieni.
Reva: Perché fare la cosa giusta ti fa sentire nel modo sbagliato?
Josh: Non lo so.
Reva: No, certo che non lo sai, perché tu fai sempre la cosa giusta.
Josh: Lo dici di tanto in tanto. Davvero ne sei convinta?
Reva: No, non conosco nessun altro che si torturi come fai tu.
Josh: Grazie (sarcastico).
Reva: Credo di aver pensato fin troppo al karma ultimamente.
Josh: Billy starà bene, Reva.
Reva: Lo spero. Soprattutto dopo tutto quello che ha fatto per me quando ero malata.
Josh: Stai bene ora?
Reva: Finora si. In realtà Joshua volevo dirti che oggi …
Cassie: Ciao, ragazzi!
Josh: Hai ricevuto il mio messaggio?
Cassie: Sì. Quindi il piano ha funzionato? Sheila se ne è andata?
Josh: Probabilmente mentre stiamo parlando sta attraversando qualche confine di Stato.
Cassie: Di nuovo in vantaggio, insieme a Josh, deve essere stato divertente per voi.
Reva: E’ stata una sua idea. Non ho intenzione di coinvolgerlo nei mie problemi.
Cassie: Ok, non ho detto questo.
Reva: Adesso che so che Billy sta bene, cercherò di starmene alla larga da voi d’ora in avanti.

Buzz e Olivia sono in camera. Lui versa del vino e le bacia il collo. Poi le ricorda che devono ancora decidere una cosa: la loro luna di miele. Olivia concorda che è la parte migliore. Buzz vuole portarla in un posto speciale, bello e magico come lei. Olivia propone di farla a Parigi.

Buzz: C’è ancora un piccolo dettaglio del matrimonio di cui non abbiamo discusso.
Olivia: Sì? Cosa?
Buzz: La luna di miele!
Olivia: Oh! La parte migliore.
Buzz: Voglio portarti in qualche posto speciale, un posto che sia veramente bello e magico, un luogo che trasuda romanticismo. Qualche idea?
Olivia: Parigi.

Alan-Michael è seduto sul divano e appoggia il ghiaccio sulla mascella dove ha ricevuto il colpo. Ava lo assiste, dicendogli che è stata solo colpa di Coop. Qualcuno bussa. Ava va ad aprire ed entra un cameriere con lo champagne. Alan-Michael dice che è la suite sbagliata, ma Ava insiste che lo lasci, ne porge un bicchiere all’uomo e brindano. Intanto Coop telefona a Jeffrey e gli chiede un altro favore: ha bisogno che gli trovi un investigatore in grado di scoprire tutte le cose losche che riguardano Alan-Michael. Jeffrey vedrà quello che potrà fare.

Alan-Michael: Mi spiace che tu abbia dovuto assistere a questo.
Ava: E’ stata colpa sua, non tua.
Alan-Michael: Sei una magnifica infermiera.
Ava: E tu un pessimo pugile.
Alan-Michael: Che ti devo dire… sono un amatore, non un combattente.
Ava: (ride) Me ne ero accorta (bussano alla porta) O mio Dio, se è di nuovo Coop…giuro su Dio che … per favore, resta.
Maurice: Champagne?
Alan-Michael: Ha sbagliato appartamento.
Ava: No, no, lo lasci pure. Magari potrebbe smorzare un po’ il dolore.
Alan-Michael: Ok lo prendiamo. Grazie, Maurice. Sei sicura?
Ava: Perché no?
Jeffrey [risponde al cellulare]: Pronto!
Coop: Ascolta, Jeffrey. Mi serve un altro favore da te. Ho bisogno che tu trovi un ottimo investigatore privato per tirare fuori del marcio su Alan-Michael, qualcosa di veramente marcio.
Jeffrey: Vedrò che posso fare.

In un angolo del bar, Reva telefona al suo amico Cal, anche lui sopravvissuto al cancro, e gli chiede se possono parlare: è arrivata al traguardo dei 3 mesi senza cancro e ora deve fare il controllo importante ed è terrorizzata.

Reva [al telefono]: Ciao Cal, sono Reva. Ho bisogno di parlare, e chi è meglio del mio compagno sopravvissuto al cancro? Sono passati 90 giorni. Tre mesi libera dal cancro e sto per avere il mio grande check-up, e per dirtela tutta, sono veramente terrorizzata.

Lizzie è ancora in chiese e accende una candela, poi parla con la bambina: papà resterà con loro, glielo promette. Intanto Tammy arriva a Cross Creek. Entra e chiama prima Reva, poi Jonathan, ma non c’è nessuno. Pochi secondi dopo entra Jonathan che inizia a dirle che l’aveva cercata ovunque, ma lei lo zittisci: lo ama e vuole stare con lui a qualsiasi costo. Si baciano.

Lizzie: Non devi stare a sentire nessuna di quelle cose cattive che quella orribile ragazza ha detto, ok Sarah? Papà non ci lascerà. E’ una promessa.
Tammy: Reva? Jonathan? C’è qualcun in casa?
Jonathan: Ciao, Tammy, ti stavo cercando dappertutto. Hai ricevuto i miei messaggi?
Tammy: Jonathan, ti amo, e voglio stare con te, a qualunque costo.

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