Raccontando Sentieri – 11 Gennaio 2007

Episodio 15084

Episodio 15084 – 11 Gennaio 2007

Traduzione Storia: Rita126
Traduzione Dialoghi: Rita126
Revisione: Rita126

 

 

In questo episodio:

  • Marina e Dinah discutono
  • Coop va da Jeffrey a chiedere aiuto
  • Alan-Michael porta Ava a Parigi
  • Gus e Harley vengono di nuovo derubati.

Al CO2 Mallet si sta versando del caffè. In sottofondo si sente la musica della sigla di “The Law” “Policeman, policeman. We’re making it safe for you”. Un gruppo di fans lo vedono e si avvicinano entusiaste, abbracciandolo. Marina li raggiunge e le fans vogliono sapere se i due stanno insieme anche nella vita reale, ma la coppia nega, sottolineando che sono solo colleghi. Le fans se ne vanno felici dopo aver avuto una foto della coppia.

Fan #1: Guarda! E’ lui!
Fan #2: No!
Fan #1: Sì! Oh mio Dio!
Mallet: Oh, Dio!
Fan #1: Ti amo!
Fan #2: E tu sei…
Marina: Salve.
Fan #2: Sei davvero tu! Voi due state insieme nella vita reale?
Mallet: Oh, come una coppia? No, no, non…
Marina: Siamo colleghi.
Mallet: Già, siamo colleghi poliziotti, esatto.
Fan #2: Possiamo avere i vostri autografi?
Marina: Veramente…
Mallet: Beh, io non…
Marina: …ho appeno preso queste dall’ufficio pubblicitario (foto patinate).
Fan #2: Oh, caspita! Mi hai rallegrato la giornata.
Mallet: Non ho nemmeno detto loro che lascio il programma. Tra un paio di settimane si saranno anche dimenticate che ci lavoravo.
Marina: Oppure no…

Al Beacon, Remy raggiunge Dinah nella sua stanza e le chiede di cosa parleranno nella prossima puntata. Lei sta proprio guardando le notizie per farsi venire qualche idea e si volta verso il televisore. Improvvisamente appare lo spot girato da Marina, in cui lei chiede agli spettatori di “The Law” di scrivere all’emittente televisiva per salvare il programma dalla cancellazione. Dinah è irritata, mentre Remy commenta che Marina buca lo schermo.

Remy: Qualcuno ha ordinato una star televisiva?
Dinah: Beh, qualcuno sembra essere in forma!
Remy: Chi, io? Ma no. Allora, di chi trattiamo nello spettacolo di questa settimana?
Dinah: Beh, stavo guardando proprio le notizie per cercare di farmi venire in mente qualche buona idea.
Remy: Mm-hmm.
Dinah: Aspetta! Cos’è questo?
Marina: Come probabilmente ormai già sapete, io sono la detective Marina Cooper e, come forse avrete sentito, ci sono delle voci sulla possibile cancellazione di “The Law”. Io vi sto chiedendo di scrivere email, di telefonare, di scrivere lettere, di fare qualsiasi cosa potete fare per aiutarci a salvare il programma. E continuate a spaventare i cattivi.
Remy: Cavolo, viene proprio bene nelle riprese, vero?

Al CO2 (Company 2), Ava passa a salutare Coop prima di partire per Parigi e lo rassicura che è solo un viaggio di lavoro, non riguarda Alan-Michael! Coop ne è poco convinto e immagina che lei voglia anche chiarirsi le idee. Ava ribadisce che non sta scappando, non vuole che lo pensi.

Ava: Ciao!
Coop: Dici a me? Mi parli ora?
Ava: Oh, okay, quindi stanno così le cose. Ti ho detto che voglio più spazio ed ora sono qui, quindi…
Coop: Già. Bene. Pensavo che ormai tu fossi già in Francia.
Ava: Non senza averti salutato!
Coop: Grazie.
Ava: E’ solo lavoro.
Coop: Certo, lavoro, giusto.
Ava: Non riguarda Alan-Michael.
Coop: Riguarda il lavoro e stare via per chiarirsi le idee, esatto?
Ava: Ascolta, Coop, Non sto scappando da niente e non voglio che tu pensi che sia così.
Coop: Ava, non importa cosa penso.
Ava: A me importa.

Alle Torri, Alan-Michael esce dall’ascensore e si trova davanti Jeffrey che lo informa che è il rappresentante legale di Ava ed è lì per discutere del suo contratto. Alan-Michael vuole sapere se dovrà parlare con l’avvocato o con il padre. Jeffrey lo rassicura che sarà un colloquio amichevole, a meno che l’altro non menta. Alan-Michael ribatte che quindi avrà a che fare con il padre.

Jeffrey: Sei impegnato?
Alan-Michael: Sempre, perché?
Jeffrey: Beh, io rappresento una delle tue impiegate e vorrei discutere il suo contratto.
Alan-Michael: Quale impiegata?
Jeffrey: Ava Peralta.
Alan-Michael: E’ una discussione con l’avvocato o con il padre?
Jeffrey: No, è solo un amichevole discussione d’affari, a meno che tu non mi menta e si trasformi in qualcosa di diverso.
Alan-Michael: Una discussione paterna, capito.

A casa, Harley sta parlando con Susan attraverso una webcam. La figlia le sta dicendo che Sydney è fortunata ad averla come madre e che, dopo due maschietti, ha diritto ad avere una bambina. Harley ribatte che è Susan la sua bambina. Poi sente un rumore e capisce che la figlia non è in camera. Susan le spiega che è nella cappella della scuola: è andata lì per dire una preghiera affinché l’adozione vada a buon fine. Intanto Gillespie canta in sottofondo. Harley chiede chi è che sta cantando e Susan le spiega che sono le prove del coro della chiesa. Harley si allontana per un momento per salutare Gus che è tornato a casa. Susan e Gillespie li guardano dalla webcam e lui vede Gus chiudere a chiave la sua pistola in una scatola, che poi mette in un cassetto della cucina. Susan spinge via Gillespie, ma Harley, appena tornata al computer, lo vede e chiede chi sia. Susan risponde che era solo il prete che le aveva chiesto di andarsene e saluta velocemente. Appena spegne il computer, Gillespie le chiede che penserebbe la madre se sapesse che sono a Springfield. Susan risponde che si arrabbierebbe tantissimo e propone di andarsene, ma Gillespie la informa che dovranno restare per un po’ perché ha ricevuto un’offerta di lavoro che li farà guadagnare molto. I due si baciano. Intanto Harley è preoccupata per Susan, ma Mallet cerca di tranquillizzarla: è solo un’adolescente. Harley si chiede se ha fatto male ad accettare di mandarla in quella scuola e vorrebbe solo averla a casa con lei.

Daisy: Sydney è davvero fortunatissima ad averti come mamma. E dopo due maschietti ti meriti una bambina.
Harley: Io sto guardando la mia bambina.
Daisy: Volevo dire da allevare, dopo che l’adozione diventa definitiva.
Harley: Se. Abbiamo ancora una lunga strada davanti, ma i nostri avvocati sono molto fiduciosi e… cos’è questo rumore?
Daisy: Che rumore?
Harley: Non sei nella tua stanza, ne sono certa. Dove sei?
Daisy: Oh, mi sono fermata alla cappella della scuola per dire una preghiera, sai, affinché l’adozione vada bene.
Harley: Davvero?
Daisy: Certo. E’ così difficile da credere?
Harley: No, no. Io penso che sia molto dolce. Grazie, significa molto per me. (si sente cantare in sottofondo) C’è qualcuno che canta?
Daisy: Oh… si. In effetti c’è il coro della cappella che sta provando.
Harley: Ne hanno bisogno! Aspetta, aspetta un secondo: Gus è tornato a casa. Ciao!
Gus: Ciao, tesoro.
Harley: Ciao, amore.
Gus: Hai ancora un po’ di quella crema? La schiena mi sta uccidendo.
Harley: Sì, certo.
Gus: La cosa che hai usato la scorsa notte?
Harley: Ma sto parlando con Susan.
Gus: Ciao, Susan. Ehi, Susan. Che sta succedendo? Come stai?
Gillespie: Ciao, mamma. Ciao, papà.
Daisy: Vattene di qui.
Gillespie: Voglio solo incontrare la famiglia.
Harley: Senti, Daisy, noi davvero abbiamo bisogno che tu torni a casa per aiutarci con l’udienza per l’adozione e… chi è quello?
Daisy: Chi?
Harley: L’uomo che ho appena visto dalla webcam. Daisy, che sta succedendo? Con chi sei?
Gus: Non è una buona cosa.
Daisy: Mi spiace, Padre, non sapevo che non era permesso. Harley, è solo il prete: vuole che me ne vada da qui.
Harley: Gli hai detto che stavi parlando con tua madre?
Daisy: Non penso che gli interesserebbe nemmeno se tu fossi uno dei discepoli. Devo andare.
Gus: Aspetta, aspetta! Quando ti vedremo?
Daisy: Okay, vi chiamerò, ma ora devo andare.
Harley: Okay. Ti voglio bene.
Daisy: Anch’io ti voglio bene. E’ stato divertente.
Gillespie: Che direbbe mammina se sapesse che siamo in città?
Daisy: Lei andrebbe fuori di testa. Quindi perché non ce ne andiamo?
Gillespie: Perché ho ricevuto un’offerta di lavoro.
Daisy: Che tipo di lavoro?
Gillespie: Il tipo che ci farà permettere di comprare più che degli hamburgers.
Daisy: Stai dicendo che la paghetta di Harley non è abbastanza?
Gillespie: Prega per noi.
Harley: Di che parlava?
Gus: E’ il modo degli adolescenti. Lei è sempre la stessa.
Harley: Sono preoccupata per lei.
Gus: Perché?
Harley: Ho fatto bene a permetterle di vivere così lontano?
Gus: Lei ama quella scuola.
Harley: Voglio che Daisy torni a casa. Non vedo l’ora di avere tutti attorno a me.

Al CO2 Mallet sta parlando di lavoro a Marina, ma lei sta fissando le foto patinate di loro due fatte dall’ufficio stampa e cerca di trovare il coraggio di dirgli cosa ha fatto. Quando sta per confessare, viene interrotta da Dinah e Remy che arrivano con un computer. Dinah mostra a Mallet il promo. Marina cerca di scusarsi, ma lui non è arrabbiato, è solo sorpreso.

Mallet: Okay, quindi noi ci limiteremo a quelli con dei precedenti e faremo loro visita. Sei qui con me o hai intenzione di fissare quella foto patinata per un’altra ora?
Marina: Devo parlarti.
Mallet: Non può aspettare?
Marina: No. E’ davvero importante e io avrei dovuto dirtelo prima.
Mallet: Sei spaventata di gestire il programma da sola?
Dinah: Oh, no, lei non è spaventata, né preoccupata di niente.
Mallet: Ehi, guarda chi c’è.
Dinah: Sì, guarda chi c’è.
Mallet: Che stai facendo?
Marina: Ciao.
Remy: Lascia perdere, Dinah.
Dinah: Oh, tesoro, non preoccuparti di niente. Ciao, come stai?
Mallet: Ciao, sto bene.
Dinah: Beh, io stavo dando un’occhiata alle notizie della sera e ho visto questo fantastico promo.
Mallet: Mm-hmm. Per cosa??
Marina: Posso davvero spiegartelo…
Dinah: No, ho capito. Non preoccuparti.
Marina: …. e, come forse avrete sentito, ci sono delle voci sulla possibile cancellazione di “The Law” potrebbe essere cancellato. Io vi sto chiedendo di scrivere email, di telefonare, di scrivere lettere, di fare qualsiasi cosa..
Mallet: Caspita. E’… è andato davvero in onda?
Dinah: Già. Sembrerebbe che la tua collega voglia tenerti. Giusto, collega?

Coop porta da bere ad Ava. Lei dice che sa che lui vuole solo proteggerla. Il ragazzo ammette che lei può prendersi cura di se stessa e che è molto più intelligente di quanto la gente, compreso Alan-Michael, pensi che sia. Gli dispiace, però, perché era lui quello che voleva portarla in Europa. Lei ripete che questo è solo lavoro! Lui le chiede di chiamarlo quando atterra. Lei lo promette e gli ricorda che starà via solo un giorno: si vedranno al suo ritorno! Lui la invita comunque a stare attenta.

Coop: Con cannella aggiuntiva. E’ calda. Non intendo dirti cosa Alan-Michael ha in mente, perché so che tu non vuoi che te lo dica. E nemmeno ti dirò “Te l’avevo detto” quando tornerai da Parigi.
Ava: Io so che tu vuoi proteggermi e tenermi al sicuro…
Coop: Sì, ma tu puoi prenderti cura di te stessa. Ho capito. Ava, tu sei molto più intelligente e tenace di quanto la maggior parte delle persone pensi. Tu sei molto più intelligente di Alan-Michael Spaulding, questo è poco ma sicuro. Quindi vai, ok? Semplicemente esci di qui, fai qualsiasi cosa tu senti di dover fare.
Ava: Dillo con un sorriso.
Coop: Ava, io ero quello che voleva portarti in Europa.
Ava: Lo so.
Coop: Ero quello che aveva tutti questi progetti.
Ava: Lo so, lo so, ma è soltanto lavoro, Coop, sto andando lì per lavoro, questo è tutto.
Coop: Puoi almeno chiamarmi quando atterri?
Ava: Sì, posso farlo.
Coop: Grazie.
Ava: Starò via solo per un giorno, due giorni se contiamo il tempo del viaggio, quindi ci vedremo quando sarò tornata.
Coop: Certo. Ava… stai attenta ok?

Jeffrey informa Alan-Michael che ha esaminato i contratti che lui ha offerto a tre persone per prestazioni simili a quelle di Ava ed è rimasto sorpreso nello scoprire che la ragazza verrà pagata il doppio, tenendo conto che non ha esperienza in questo campo. Alan-Michael commenta che ha fiducia in lei: Ava è brillante e cerca solo di costruirsi il proprio futuro da sola. Jeffrey continua a sottolineare che ad Ava è stato offerto anche capitale azionario, un’auto aziendale, il rimborso delle spese di viaggio, … Alan-Michael chiede se vuole contrattare per farle togliere i vantaggi e accetta sardonicamente la preoccupazione “paterna” di Jeffrey per una figlia biologica che nemmeno sapeva di avere. Jeffrey è preoccupato per la mancanza della clausola di non fraternizzazione, che è normale nei contratti degli Spaulding. Alan-Michael lo interrompe: sa che vuole sapere le sue intenzioni con Ava, ma lui non la sta sequestrando, le ha solo dato un lavoro. Jeffrey commenta che casualmente il suo primo incarico è accompagnarlo a Parigi. Alan-Michael ribatte che non è nel suo stile approfittare delle giovani donne, a differenza di altri…

Jeffrey: Allora, io ho esaminato gli ultimi 3 contratti che hai offerto a persone che avevano qualcosa di simile alla nuova posizione di Ava.
Alan-Michael: Davvero? Dove li hai trovati?
Jeffrey: Li ho trovati. In ogni caso, sembra che tu intendi pagare Ava il doppio di quanto tu abbia pagato ognuno di loro..
Alan-Michael: Beh, ho aggiunto delle responsabilità.
Jeffrey: Bene, è interessante visto che Ava non ha veramente la benché minima esperienza aziendale.
Alan-Michael: Io ho fiducia in lei, tu no?
Jeffrey: In realtà non la conosco ancora così bene, ma direi che è una giovane donna brillante, forse un po’ ingenua.
Alan-Michael: Lei è una giovane donna brillante che cerca di crearsi da sola una buona vita proprio come sua madre e suo padre.
Jeffrey: Beh, speriamo che lei possa evitare alcuni degli errori che Olivia ed io abbiamo commesso.
Alan-Michael: E’ molto paterno da parte tua.
Jeffrey: Torniamo al contratto, va bene?
Alan-Michael: Certo. Ho un aereo da prendere.
Jeffrey: Okay. Quindi tu hai offerto ad Ava capitale azionario, un’auto aziendale, il rimborso delle spese di viaggio…
Alan-Michael: E tu sei qui per negoziare verso il basso?
Jeffrey: No, questa non è una negoziazione.
Alan-Michael: Oh, bene. Oggi sei il padre preoccupato che vigila sulla figlia biologica che non aveva mai conosciuto.
Jeffrey: Manca la clausola di non fraternizzazione. Di solito è normale in un contratto della Spaulding, vero?
Alan-Michael: Io sono uno Spaulding, io decido cosa è normale. Va bene, procediamo, chiedi.
Jeffrey: Chiedere cosa?
Alan-Michael: So cosa vuoi, O’Neill. Tu vuoi sapere quali sono le mie intenzioni verso tua figlia. E’ il tuo modo di essere padre senza davvero impegnarti.
Jeffrey: Sono solo l’avvocato di Ava. Un avvocato che potrebbe creare delle difficoltà a te e alla tua compagnia.
Alan-Michael: Non sto sequestrando Ava, io l’ho assunta.
Jeffrey: Hmm. E il suo primo incarico è di accompagnarti a Parigi?
Alan-Michael: Esatto. E se hai fatto la tua ricerca, dovresti conoscere il mio stile. Io non intendo approfittare di giovani donne a differenza di altre persone che conosco.

Marina è molto dispiaciuta: il promo non doveva andare in onda fino al giorno dopo e lei sperava di riuscire a parlargliene prima. Dinah è invece convinta che Marina abbia un secondo fine nel volerlo “costringere” a continuare a fare “The Law” quando ha deciso di smettere. Marina ribatte che a Mallet piace fare il programma, ci ha rinunciato solo per Dinah. Mallet trovo che il promo sia carino e premuroso, dopotutto Marina l’ha fatto per amicizia, ma Dinah pensa che Marina punti a Mallet. Lui spiega a Dinah che sono colleghi e Marina gli guarda le spalle al lavoro. Marina precisa che lo fanno reciprocamente. Mallet si allontana per una chiamata della centrale.

Marina: Mi spiace, Mallet. Avevo intenzione di spiegarti tutto, solo che non pensavo che sarebbe andato in onda prima di domani, non era previsto che andasse in onda…
Dinah: Io suppongo che lei volesse convincere, lei voleva che tutti accorressero, sostenessero A.C. Mallet, lo salvassero, tutti noi amiamo A.C.
Mallet: Okay, okay.
Marina: Okay, Dinah. Il pubblico ama Mallet ed a lui piace fare “The Law.”
Dinah: Lui non vuole più essere nel programma.
Marina: Sì, lo vuole, Dinah. Si è solo fatto da parte di modo che quel tuo piccolo programma avesse una piccola possibilità di successo.
Mallet: Okay, Marina. Marina.
Marina: Ma a lui piace essere al centro dell’attenzione, anche se finge di no. Mi spiace Mallet, ma è la verità e mi dispiace se ce l’hai con me.
Mallet: Non ce l’ho con te. Io ho pensato che il promo fosse molto premuroso.
Dinah: Premuroso? L’ha fatto alle tue spalle, ok? Che è successo a: “i colleghi non hanno segreti”?
Mallet: Qual è il tuo problema con Marina?
Dinah: Problema?
Mallet: Già, lei si è data da fare per essere un’amica.
Dinah: No, a dire il vero si è data da fare per essere una tua amica stretta.
Mallet: No, di entrambi. Perché pensi che ci abbia dato i biglietti per il People’s Choice Awards, perché lei sa quanto a me manca indossare lo smoking? Lo ha fatto anche per te.
Dinah: Oh, io penso che lei abbia un altro motivo. Io penso che lei ha quello che si chiama, un secondo fine.
Mallet: Non c’è un motivo, non c’è un secondo fine. Lei non è…
Dinah: Cosa? Non è come me?
Mallet: Non ho detto questo.
Dinah: Già, ma è quello che volevi dire.
Mallet: Accidenti. Possiamo avere tutti una ciambella? Dai prendiamone una e calmiamoci.
Dinah: Certo! Sì. Mangiamo l’intera scatola di ciambelle.
Mallet: Vedi quella donna laggiù? Quella con una pistola? Lei mi guarda le spalle.
Marina: Ci guardiamo le spalle a vicenda.
Dinah: Mi spiace. Mi dispiace. Non volevo interrompere. Non intendevo farlo Smetterò di parlare a vanvera da ora in poi, okay?
Mallet: Okay. ( il telefono suona ) Mallet. Sì, è qui. Okay. Era la centrale.
Marina: Bene, non è andata esattamente come avevi pianificato, vero?

Al CO2 Alan-Michael è al telefono e sta dando delle indicazioni per la partenza dicendo che staranno nella suite degli Spaulding, ma che stavolta è differente: c’è veramente un incontro di lavoro, perché questa ragazza è diversa dalle altre. Coop ascolta, senza essere visto, questa parte della conversazione.

Alan-Michael: Staremo nella suite di famiglia. No, stavolta è diverso. Ho davvero predisposto un incontro di lavoro. No, uno vero. Ava non è come le altre: lei bisogna “lavorarla”. Uh-huh.

Al Beacon, Jeffrey si reca nella stanza di Ava, che si sta preparando per la partenza, per portarle il contratto da firmare. Ava chiede se è tutto in regola e Jeffrey le risponde di si, anzi Alan-Michael è stato estremamente generoso. Lei è molto emozionata: è la prima volta che va a Parigi, a dire il vero non ha mai lasciato la cittadina dove è cresciuta. Jeffrey è convinto che le piacerà. Lei dice che gli manderà una cartolina. Si siede per firmare, ma all’ultimo momento Jeffrey le toglie i documenti, dicendo di non farlo.

(Bussano alla porta)
Ava: Chi è?
Jeffrey: Sono… sono Jeffrey O’Neill.
Ava: Ah. Ciao, entra.
Jeffrey: Ciao. Grazie. Ho qui il tuo contratto. E’ pronto per essere firmato.
Ava: Oh, bene. E’ tutto in regola?
Jeffrey: Beh, sembra esserlo. Devo dire che Spaulding è stato estremamente generoso.
Ava: Questo è Alan-Michael per te, giusto?
Jeffrey: Quindi stai preparando i bagagli per Paris?
Ava: Sì, Parigi. Sono davvero eccitata all’idea di andarci.
Jeffrey: E’ la prima volta?
Ava: Sì, la prima volta. In realtà non ho mai lasciato la piccola cittadina in cui sono cresciuta.
Jeffrey: Certo. Beh, è un bel posto, ti piacerà.
Ava: Ti manderò una cartolina.
Jeffrey: Non devi farlo.
Ava: Voglio mandarti una cartolina!
Jeffrey: Va bene. Beh immagino di dover andare.
Ava: Okay. No aspetta, aspetta, firmo subito.
Jeffrey: Aspetta un momento. Non farlo!

Gus e Harley tornano al piano di sotto dopo aver fatto addormentare Sydney e scherzano su come il canto di Gus ha fatto crollare la piccola. Gus dice che lui ama i bambini: quando li guarda si chiede cosa faranno da grandi, magari la loro piccolina diventerà presidente degli Stati Uniti! Harley gli ricorda che Sydney non è ancora loro. Lui lo sa, ma è così carina e vorrebbe che restasse sempre piccola: i bambini sono preferibili agli adolescenti. Harley commenta che ogni età è speciale, inoltre non deve preoccuparsi: gli adolescenti preferiscono tormentare le madri, anche se in effetti lei non ha mai avuto problemi con Susan/Daisy a parte l’altro giorno. Gus è divertito perché pensa che Harley sia stata un’adolescente terribile che ha fatto impazzire suo fratello Frank. Gus dice che non vuole che Sydney si senta sola e smarrita come si sentiva lui da bambino. Harley è preoccupata che Gus è troppo sicuro che loro avranno la custodia della bambina e gli ricorda che c’è una piccola possibilità che la portino via. Lui è tranquillo: hanno i migliori rappresentanti legali (Mel e Jeffrey) e vinceranno la causa. Mentre parlano, Gus si accorge che la porta di casa è aperta e chiede ad Harley se è stata lei. Harley ricorda che l’ha chiusa a chiave, visto che poco tempo prima qualcuno era entrato. Entrambi si mettono a guardare in giro per vedere se manca qualcosa e Gus scopre che è sparita solo la sua pistola d’ordinanza.

Harley: Beh, il tuo canto l’ha stesa.
Gus: Perché ha gusto.
Harley: Io intendevo che si è addormentata, non che ha applaudito.
Gus: Già, io dicevo che ha buon gusto perché il dormire, nei bambini, è il modo per dimostrare il loro apprezzamento.
Harley: Sei un esperto di bambini?
Gus: Cosa? Non ti ho aiutato ad allevare i ragazzi? Penso di si.
Harley: Un pochino.
Gus: Un pochino? Un pochino? Sai quello che amo dei bambini? Io li guardo e mi chiedo: cosa faranno nelle loro vite? Cosa diventeranno una volta cresciuti? E penso alla nostra piccolina: lei potrebbe essere un futuro presidente degli Stati Uniti.
Harley: E’ fantastico, a parte il fatto che non è la nostra piccolina ancora.
Gus: Lo è! Lei è così carina! Vorrei solo che restasse così piccolo per sempre.
Harley: Sei così dolce. Sì, i bambini piccolo sono carini, ma ti dirò una cosa: ogni età è speciale.
Gus: Tranne l’adolescenza. Sarò costretto a comprare un fucile!
Harley: Beh, la buona notizia in merito è che io penso che le adolescenti sono più portate a tormentare le loro madri. Non che io abbia mai avuto dei problemi con Susan… Daisy… Susan. Voglio dire, tranne l’altro giorno lei non ha dato modo di preoccuparci né a Dylan né a me.
Gus: E’ divertente sentirti dire queste cose, perché sono sicuro che tu eri il Diavolo della Tasmania quando tormentavi tuo fratello.
Harley: No, non troppo. Ogni tanto… quotidianamente.
Gus: io non voglio che lei si senta come mi sentivo io da bambino. Ora, io so che questa sembra autocommiserazione, ma sai? mi sentivo solo e smarrito e mi dispiacerebbe se mai lei si dovesse sentire così.
Harley: Sta diventando sempre più reale, vero? Ogni giorno che lei è qui, è difficile immaginare che qualcuno possa portarcela via.
Gus: Lei è entrata nella nostre vite per una ragione. Nessuno ce la porterà via.
Harley: Va bene, ma c’è una piccolo possibilità, ok? Dobbiamo affrontare la cosa. C’è una piccolo possibilità che qualcuno…
Gus: Noi abbiamo i migliori rappresentanti in città.
Harley: Certo, Mel e Jeffrey faranno tutto quello che possono, ma che dire del giudice?
Gus: Lei è nostra. Lei lo sa, tutti in città lo sanno, è solo questione di tempo prima che diventi legale.
Harley: Sono preoccupata per te.
Gus: Perché?
Harley: Tesoro, tu parli come se lei fosse già nostra figlia.
Gus: Lei lo è! Lo è!
Harley: Tesoro, seriamente, qualcosa potrebbe accadere, lo sai?
Gus: Sai cosa succederà? Ora ti spiegherò cosa succederà, ok? Daisy tornerà a casa, si trasferirà qui da noi, Sydney diventerà nostra legalmente e noi saremo una grande famiglia felice. Hai lasciato la porta di casa aperta?
Harley: No, l’ho chiusa, l’ho chiusa a chiave!
Gus: Sei sicura?
Harley: Sono più sicura del fatto che qualcuno è entrato in casa nostra non molto tempo fa e… potrebbe essere la stessa persona? Beh, sembra che non manchi niente.
Gus: Niente a parte la mia pistola di servizio.

Appena Alan-Michael finisce la chiamata, Coop gli si avvicina alle spalle e lo blocca, chiedendogli cosa sta tramando: lui ha capito il motivo del viaggio! Alan-Michael ride di lui, dicendo che non può capire perché si tratta di lavoro ed è fuori dalla sua portata. Coop lo minaccia: non provi nemmeno a sfiorare Ava con un dito o dovrà vedersela con lui. Quando Coop lo prende per il colletto, Remy interviene, dividendoli e bloccando l’aggressore. Alan-Michael se ne va, mentre Coop si sfoga: Spaulding sta andando dietro ad Ava, le sta mentendo e ha predisposto questo viaggio a Parigi per averla tutta per sé. Remy gli consiglia di parlare alla ragazza, ma Coop gli spiega che lei non vuole ascoltarlo e lui non sa più cosa fare.

Coop: Ehi! Alan-Michael, che diavolo stai tramando, eh?
Alan-Michael: Io? Sto per partire per Parigi.
Coop: Scusami. Ti ho sentito parlare al telefono, So esattamente il motivo di questo piccolo viaggio.
Alan-Michael: Ne dubito. Si tratta di lavoro, è fuori dalla tua portata.
Coop: Sai una cosa? Ava è fuori dalla tua portata. Te lo prometto, sfiorala con un dito – un solo dito – e io ti darò la caccia.
Alan-Michael: Coop, togliti dai piedi.
Coop: Fermati! Che stai facendo, eh?
Remy: Smettetela! Fermatevi! Stop, basta, fermi. Che succede?
Alan-Michael: Chiedilo a lui, io ho un volo da prendere.
Coop: Oh, bello, davvero bello.
Remy: Non vuoi farlo.
Coop: Su, andiamo. Ascolta, lui sta dietro ad Ava, capito? Le sta mentendo. Lui sta cercando di incastrarla.
Remy: In che modo?
Coop: Questo loro piccolo viaggio a Paris. Lui sta solo cercando di averla sola così lui può…
Remy: Okay, va bene. Trova Ava e parlale, ok?
Coop: Senti, non servirà! Non posso parlarle, lei non vuole ascoltarmi. Io voglio provarglielo, ma… il suo aereo decolla.. Remy, che devo fare, eh?

Ava è sorpresa dalla reazione di Jeffey, che si scusa: vuole solo che lei sia sicura prima di firmare, vuole che sappia quanto sleali e pericolosi possono essere gli Spaulding e la informa che Alan-Michael ha creato questo lavoro apposta per lei. Jeffrey ha capito perché Spaulding l’ha scelta, quello che non capisce è perché lei abbia accettato: potrebbe avere altre opportunità. Ava ribatte che sa di non avere una laurea in economia, ma deve pensare al suo futuro e vuole cogliere l’opportunità di crescere ed imparare. E’ consapevole di piacere ad Alan-Michael, ma non le importa, si è sempre presa cura di sé stessa. Scherzano sul loro essere padre e figlia. Lei gli mostra gli orecchini che lui le aveva regalato: sono il suo portafortuna. Un po’ a disagio, Jeffrey le dice che, se avesse bisogno, può chiamarlo. Lei sorride e lui se ne va.

Jeffrey: Sai, sono molto dispiaciuto. Non avrei dovuto prendertela come ho fatto.
Ava: No, va bene. Ci deve essere qualcosa di spaventoso qui, qualcosa di terribile come che devo cedere il mio primo figlio ad Alan-Michael.
Jeffrey: Io voglio… io voglio solo che tu sia sicura prima di firmare, tutto qui.
Ava: Sicura di cosa?
Jeffrey: Beh, io sono il tuo avvocato, ok? E come tuo avvocato, è mio dovere consigliarti, e io ti dico che Spaulding è…
Ava: E’ disonesto?
Jeffrey: Esatto.
Ava: Capito.
Jeffrey: E più vicino tu andrai alla cima, più pericoloso diventerà.
Ava: E’ questo il momento in cui mi dici che la ragazza che aveva il lavoro prima di me è scomparsa?
Jeffrey: Beh, Alan-Michael ha creato questo lavoro apposta per te, Ava, quindi sei su un nuovo territorio.
Ava: Capito e ci sono molte ragazze che possono digitare più velocemente di me. Non so perché abbia scelto me, ma…
Jeffrey: Beh, io lo so perché ti ha scelto. Mi chiedo solo perché tu hai scelto lui. Ci sono molti posti dove potresti lavorare, lo sai.
Ava: Certo, ci sono molti ristoranti in cui potrei lavorare. Io ho capito cosa mi stai dicendo. Io non ho una laurea in economia, non sono una ragazza con esperienze lavorative in questo campo, ma devo pensare a me stessa, Jeffrey. Voglio dire che se non avessi accettato questo lavoro avrei guardato indietro alla mia vita e avrei pensato “lo sai, è davvero stupido quello che hai fatto, questa è un’opportunità per me di crescere e imparare”. E… e a chi importa se piaccio ad Alan- Michael! Pazienza.
Jeffrey: Allora arrivederci se ti va bene. E’ tutto. Va bene, piccola?
Ava: Piccola?
Jeffrey: Beh, si, tu sei ancora piccola per me ( ride )
Ava: Beh, io sono la tua bambina.
Jeffrey: Già, anche. Tu sei mia figlia, ma come avvocato, io…
Ava: Come mio padre. ( ride ) Ti sto facendo impazzire? Ascolta, io non ho nessun’altro da chiamare papa, non ho mai avuto un padre, quindi, sai, senza pressioni.
Jeffrey: Beh…
Ava: Guarda, almeno tu non devi darmi una paghetta o mettere il coprifuoco.
Jeffrey: Beh, questa è una buona cosa perché sono un po’ a corto di soldi in questo momento.
Ava: Ti crea problemi che io accetti questo lavoro?
Jeffrey: Tu sembri sapere in cosa finirai coinvolta.
Ava: Mi sono presa cura di me da sola per molto tempo.
Jeffrey: Deve essere stato duro.
Ava: Sì, è stato duro. Ma è carino avere qualcuno.
Jeffrey: E tu hai qualcuno qui? Cioè qualcuno che puoi contattare se ci fosse qualche problema?
Ava: No. Ma ho scaricato un po’ di francese sul mio mp3. Ho preso questi: i miei piccoli porta fortuna.
Jeffrey: Sono solo orecchini.
Ava: No, non lo so.
Jeffrey: Okay, allora… Io dovrei davvero andare. Ma, sai, se… se tu hai bisogno di farmi delle domande o se ci fosse qualche problema, per favore, conosci il mio numero, ok?
Ava: Grazie per aver controllato il contratto per me. A bientôt (a presto in francese).
Jeffrey: A bientôt, a dire il vero, significa “ci vediamo presto” o “ci vediamo dopo”. Arrivederci è Au revoir.
Ava: Okay. A bientôt.

Marina cerca di chiarire le cose con l’altra: non capisce come mai Dinah la trovi minacciosa visto che è bella e intelligente e ci sarebbero donne disposte ad uccidere per essere come lei. Forse non si fida di Mallet? Dinah risponde che si fida di lui. Marina deduce che quindi non si fida di lei, che pensa che voglia portarle via Mallet che invece le è totalmente devoto. Marina non capisce come Dinah possa ostacolare Mallet se lo ama, come mai è così iperprotettiva: lui rinuncia a tutto per lei, la mette al primo posto. Mallet torna a chiamare Marina: devono andare. Lei si avvia e lui saluta Dinah dicendole che parleranno dopo del promo e che, comunque, lui intende davvero lasciare il programma. Le dà un bacio sulla guancia e parte. Remy si avvicina a Dinah e le consiglia di lasciar perdere.

Marina: E continuate a spaventare i cattivi. Sai, penso che suoni bene.
Dinah: Non dovresti stare a guardare le spalle di Mallet?
Marina: Lo faccio, grazie. Allora, ho una domanda per te. Cosa pensi che io abbia, Dinah, che tu non hai?
Dinah: Hmm. Non saprei, vediamo… una pistola.
Marina: Tu sei intelligente, sei bellissima e sai quante donne ucciderebbero per essere come te?
Dinah: Cosa vuoi?
Marina: I voglio sapere cosa c’è in me che trovi minaccioso per te? E’ solo insicurezza? Non ti fidi di Mallet? Non ti fidi di me? Cosa?
Dinah: No, no, no. io mi fido di Mallet.
Marina: Okay, ti fidi di Mallet. Quindi si tratta di me, giusto? Che io voglio il tuo ragazzo, che il mio unico obiettivo è portarmelo a letto, giusto? Pensi che Mallet si butterebbe subito? Sei seria? Tu hai un uomo meraviglioso che ti ama completamente. Tu ne sei innamorata?
Dinah: Che pensi?
Marina: Allora perché lo ostacoli? A lui piaceva fare “The Law,” Dinah. Anche se finge che non è così. Ma si è tirato indietro, ha messo tutto da parte per te. Pensa se solo tu fossi al suo posto, se tu cercassi di metterlo al primo posto come fa lui tutto il tempo, avresti detto no.
Mallet: Scusa. Marina, abbiamo un lavoro. Dobbiamo andare. E tu, parleremo più tardi, ok? Riguardo alla cosa del promo televisivo di Marina. Ho detto che avrei lasciato il programma e intendo farlo.
Remy: Vuoi un consiglio? Lascia perdere e volta pagina.
Dinah: Oh, Remy, nemmeno mi conosci.
Remy: Ho perso l’occasione.

Harley e Gus stanno cercando ovunque, in casa e fuori. Gus è sicurissimo di aver messo la pistola al sicuro nella scatola perché ci sono dei bambini in casa: non ci sono dubbi è stata rubata. Harley non capisce come possono aver saputo dove trovarla. Gus ipotizza che magari Zack l’ha raccontato a qualche amichetto. Harley insiste che comunque non potevano aprire la scatola. Gus è nervoso e urla: lui sa quali sono le conseguenze e per questo ha chiamato il suo ex collega.

Harley: Controlla in macchina di nuovo.
Gus: Non c’è bisogno che controlli di nuovo la macchina, so cosa ho fatto. Sono entrato in casa, ho chiuso a chiave la pistola nella scatola come faccio sempre. Ho messo la pistola nella scatola e l’hi chiusa a chiave. Noi abbiamo due bambini piccoli in casa e io non dimentico cose del genere.
Harley: Allora, io sono salita di sopra per cambiare il pannolino di Sydney. Forse mentre ero di sopra, l’hai tolta dalla scatola e messa…
Gus: Forse! Non c’è un forse. Forse qualcuno è entrato in casa e l’ha rubata, ok?
Harley: Ma come avrebbero potuto sapere dove trovarla, Gus?
Gus: Non lo so. Forse Zach l’ha raccontato ad uno dei suoi amichetti: “Ehi, ho una bella scatola ora, aspetta finché non vedi questa cosa.”
Harley: Okay, allora lui l’ha raccontato ad uno dei suoi amichetti. Ma come ha aperto la scatola? Qualcuno l’ha fatto è questo il punto.
Gus: So che è inverosimile, ma tu hai una migliore spiegazione?
Harley: E’ un guaio, tesoro, e non riguarda solo la pistola scomparsa: qualcuno è entrato in casa.
Gus: Lo so, sono un poliziotto! Da quanto tempo lo sono? Da quanto?
Harley: Okay, non urlare contro di me, io non ho preso la pistola.
Gus: Io so cosa questo… io so cosa ci potrebbe costare, okay? Ecco perché ho chiamato il mio ex collega. Pensi che lo volessi chiamare? Eppure l’ho fatto.
Daisy è ancora nella cappella e cerca Gillespie che le arriva alle spalle, la prende in braccio e le dice che devono festeggiare. Lei prende le sue cose e vanno verso l’uscita.
Daisy: G, dove sei?
Gillespie: Ehi, bellezza.
Daisy: Eccoti! Perché sei così felice?
Gillespie: Le cose si fanno promettenti.
Daisy: Oh.
Gillespie: Dai, festeggiamo.
Daisy: Okay.

Intanto Mallet e Marina arrivano a casa di Gus e Harley. Gus commenta che quando un poliziotto perde la pistola viene sospeso immediatamente. Harley continua dicendo che questo potrebbe far perdere loro Sydney perché il giudice può pensare che tengono in casa una pistola incustodita. Gus dice che devono trovare la pistola prima che si sappia della sua scomparsa. Non deve saperlo nessuno! Mallet e Marina sono con loro. La scena si sposta un attimo su Marina e Gillespie che si baciano e si vede la pistola alla cintura di lui. Mallet ipotizza che possa essere stato il padre naturale di Sydney. Gus ammette che ci avevano pensato e Harley aggiunge che, in effetti, nessun’altro vuole creare loro dei problemi.

Mallet: Che succede?
Harley: Okay, ma prima ho bisogno di una piccola promessa.
Marina: Promessa per cosa?
Harley: La prossima volta che vieni qui, non sarà per portare via la bambina.
Mallet: Va bene, quindi non è… non è una cosa bella.
Gus: No, non lo è. E’ bruttissimo quando un poliziotto perde la sua pistola.
Marina: Beh, tu non l’hai persa, Gus, è stata rubata.
Mallet: Beh è quasi la stessa cosa.
Marina: Allora cosa succede?
Gus: Quello che succede è una sospensione immediata.
Harley: Già. E loro la useranno contro di noi in tribunale.
Gus: Ascolta…
Harley: Posso sentire il Giudice Green che dirà: “Voi avevate un’arma in casa che era facilmente accessibile?”
Gus: Ma non era facilmente accessibile, è questo il punto!
Harley: Il punto è che ci potrebbe costare, tesoro. La pistola non è qui.
Gus: Ascoltate, noi dobbiamo solo trovare la pistola prima che si sappia che è scomparsa.
Harley: Sì, nessuno deve saperlo, né Frank, né nessun’altro alla centrale.
Gus: So che è chiedervi molto. Noi sappiamo che è chiedervi molto.
Mallet: Siamo con voi.
Marina: Assolutamente. Se voi ragazzi perderete Sydney per qualcosa del genere…
Mallet: Non perderanno Sydney per questo. Concentriamoci su cosa fare. Okay, quindi qualcuno è penetrato dalla porta d’ingresso ed è uscito con la tua pistola, giusto? Non manca altro?
Gus: Niente.
Harley: No, niente.
Mallet: Pensate che il padre di Sydney possa avere a che fare con questo?
Gus: Ci è passato per la mente.
Harley: Chi altri ci vorrebbe creare problemi del genere?

Remy porge un panino a Dinah che gli chiede cosa non va in lei: perché è così gelosa, sospettosa e arrabbiata? Lei non vuole essere così! Non vuole vedere in tutti dei bugiardi e imbroglioni. Gli chiede se sa cosa si prova quando qualcuno che credevi la tua metà ama un’altra. Remy lo sa, ma tergiversa. Dinah però ha capito che si riferisce a Tammy: ha visto come la guarda! Remy le spiega che Tammy frequenta il suo ex fidanzato. Dinah gli fa notare che Jonathan è sposato con Lizzie, quindi Remy può farsi avanti. Remy prova a giustificarsi e Dinah gli dà dei consigli: facendo solo l’amico, finirà per perderla! Deve farsi avanti, correrle dietro e sconfiggerli prima che loro sconfiggano lui. Remy pensa che Dinah stia parlando di Marina più che di lui.

Remy: Tieni, sembri averne bisogno.
Dinah: Grazie. Okay, andiamo.
Remy: Oh, io non posso. Devo rientrare alla centrale.
Dinah: Remy?
Remy: Sì?
Dinah: Cos’è, secondo te, che è sbagliato in me?
Remy: E’ una domanda vera o una di quelle cose retoriche?
Dinah: Non mi piace essere così, non mi piace essere gelosa, sospettosa ed arrabbiata tutto il tempo, ma, vedi? Quando guardo il mondo quello che vedo sono soprattutto bugiardi e imbroglioni.
Remy: Beh, tutti mentono e imbrogliano un poco, quindi se è quello che tu vuoi vedere, è quello che vedi.
Dinah: Sì, ma non voglio, non voglio vedere questo. So com’è e cosa succede quando volti le spalle a qualcuno che pensavi fosse la tua altra metà e poi improvvisamente lui se ne va e…
Remy: Ama qualcun’altro. Sì, lo so.
Dinah: Perché? Stai frequentando qualcuno?
Remy: Vedo qualcuno.
Dinah: Chi? Tammy Winslow?
Remy: Non stiamo parlando di questo ora.
Dinah: Ho visto come la guardi.
Remy: Ehi, possiamo lasciar perdere?
Dinah: Oh, si tratta di lei! E’ lei. Sì, perché è diversa.
Remy: Sì, beh, Tammy sta frequentando il suo ex fidanzato Jonathan Randall, quindi…
Dinah: Che è sposato con Lizzie Spaulding, quindi qual è il problema? Perché non ti fai avanti?
Remy: E’ complicato. Lei ha parecchie cose in mente ora.
Dinah: Certo. E tu la stai rispettando e le stai lasciando il suo spazio? Bene, sai cosa? Sono cavolate! Non l’avrai se non le correrai dietro. Ti ritroverai a casa da solo a pulire la tua pistola.
Remy: Non è così semplice.
Dinah: Oh, amico mio, lo è. Lo è. E’ una guerra. E’ una guerra e tu non puoi permetterti di perdere una sola battaglia. Tu devi attaccare il nemico. Tu devi metterti di fronte a loro e far sapere loro che ci sei. E devi anche massacrarli (sconfiggerli) prima che loro sconfiggano te.
Remy: Per qualche ragione penso che questo riguardi più Marina che me.
Alan-Michael e Ava si incontrano all’aeroporto. L’assistente di volo li informa che saranno pronti per il decollo dopo una decina di minuti e li aggiorna sul tempo di Parigi. Alan-Michael commenta che, una volta lì, dovrà portare Ava a fare shopping perché il suo cappotto non sembra abbastanza caldo. Lei gli ricorda che stanno andando solo per lavoro. Lui ribatte che troveranno il tempo.
Ava: Oh, ciao.
Alan-Michael: Ciao.
Ava: Sono contenta che tu sia qui. Pensavo che forse mi trovavo nel posto sbagliato.
Alan-Michael: Questo è il posto.
Ava: Bene. Oh, chi è?
Alan-Michael: La nostra assistente di volo. Natalia, questa è Ava. Sarà con noi nel nostro volo per Parigi oggi.
Natalia: Salve, piacere di conoscerla.
Ava: Piacere di conoscerla anche da parte mia.
Natalia: Posso?
Alan-Michael: Certo, prego.
Natalia: Saremo pronti per il decollo tra circa 10 minuti. Il tempo è sereno e ci sono 7 gradi a Parigi. Ci vediamo a bordo.
Alan-Michael: Okay. Io dovrei portarti a fare shopping. Quel cappotto non sembra abbastanza caldo.
Ava: Sto bene. Comunque, saremo impegnati e non avremo tempo per fare spese.
Alan-Michael: Troveremo il tempo. Parigi è la sede di alcuni dei più grandi stilisti del mondo, sarebbe un peccato se noi non dessimo almeno uno sguardo.
Ava: Resteremo a Parigi un solo giorno e io ho almeno una settimana di lavoro da fare. Se tu vuoi che questa linea di prodotti sia lanciata, cioè, …
Alan-Michael: Ehi rallenta. Siamo insieme, ricordi? Insieme possiamo fare tutto e pure divertirci.
Ava: Divertirci?
Alan-Michael: Non deve essere per forza un lavoro sporco. Poi, se insisti….
Ava: ( ride ) Zitto.
Alan-Michael: Può esserlo quanto vuoi..
Alle Torri, Coop raggiunge Jeffrey e, parlando rapidamente, gli racconta che Ava è finita in guai seri e lui non sa a chi chiedere aiuto, per questo si sta rivolgendo a lui.
Jeffrey: Coop, che succede?
Coop: Ciao, ascolta, non lo so. Non so nemmeno se dovrei essere qui. Forse è stato un errore venire da te, ma non so a chi altro rivolgermi al momento e non so dove andare, per cui eccomi qui.
Jeffrey: Che sta succedendo?
Coop: Si tratta di Ava. Se potessi occuparmi da solo della cosa, lo farei, ok? Ma non mi ascolta per ora, pensa sempre che qualsiasi cosa dico è un errore…
Jeffrey: Calmati, fa un respiro profondo… fermo. Che è successo ad Ava?
Coop: E’ nei guai, Jeffrey, in guai seri.

Mallet dice che controllerà se qualcuno dei compagni di cella del padre di Sydney è stato rilasciato. Mallet e Marina cercano di tranquillizzare Gus e Harley asserendo che risolveranno la cosa, poi escono per fare un giro di ricerca. Mallet pensa che sia una fortuna che la telecamera non fosse con loro quel giorno, comunque rassicura Marina che a lui non dà fastidio se lei vuole fare ancora il programma, basta che smettano di parlare di quell’idiozia di storia romantica tra loro perché fa impazzire Dinah.

Mallet: Questa cosa della pistola la sistemeremo, ok? Sistemeremo l’intera faccenda e l’adozione andrà a buon fine, capito? Stavo pensando che il padre di Sydney probabilmente ha dei compagni di cella. Per cui io chiamerò e controllerò per vedere se qualcuno di loro è stato rilasciato.
Gus: Buona idea.
Marina: Risolveremo la questione, ce ne occuperemo.
Harley: Grazie.
Mallet: Troveremo la pistola.
Harley: Grazie.
Gus: Grazie. Noi… Io ti devo un favore.
Mallet: Me lo ricorderò. Tenete la porta chiusa a chiave.
Harley: Staremo bene. Grazie per essere venuti, ragazzi.
Marina: Quindi è stata una fortuna che la telecamera non fosse con me oggi.
Mallet: Non scherzare. Comunque, riguardo al tuo appello televisivo per salvare il tuo collega…
Marina: Già, Mallet, io davvero volevo parlartene…
Mallet: No, fammi finire, fammi finire. Non voglio rovinare la tua opportunità, ok? Quindi accetterò il fatto che la telecamera stia con noi, giri delle scene, cose, e se mi riprendono ogni tanto sullo sfondo, va bene, ma niente cose personali.
Marina: Giusto quindi niente riprese di te in mutande che guardi le partite di football o cose del genere.
Mallet: Lo sai? No, stavo parlando di questa storia idiota su te e me come coppia, ok? Fa impazzire Dinah.
Marina: E solo per questo ne varrebbe quasi la pena.

Dinah dice a Remy che sta cercando di aiutarlo a non essere un perdente. Remy le chiede perché lo fa e Dinah risponde che lavorano insieme e, inoltre, non le piace molto la sua coinquilina (Marina). Lei sarebbe felice se loro due si mettessero insieme, così Marina smetterebbe di pensare a Mallet. Peccato che lui sia interessato ad un’altra, ma per avere Tammy deve smettere di fare il bravo ragazzo, l’amico, ci vuole passione, romanticismo! Secondo lei Tammy si sta approfittando di lui e quando lo richiamerà dovrà dirle che è impegnato, che ha una vita. Remy trova Dinah piuttosto strana. Lei risponde che non è una novità.

Remy: Allora, qual è stata la cosa più folle che hai mai fatto per amore?
Dinah: Oh, cielo! Se non sai la risposta, io non intendo dirtela.
Remy: Caspita! Già, non penso di aver bisogno di altri consigli, ma grazie comunque.
Dinah: Sto solo cercando di aiutarti per evitare che diventi il più grande perdente del mondo.
Remy: E questo è importante per te perché?
Dinah: Perché lavoriamo insieme. E no, non vado pazza per la tua compagna di stanza. E sì, vorrei che voi due vi metteste insieme perché allora forse lei non cercherebbe compagnia altrove.
Remy: Io e Marina? Sì, certo.
Dinah: Okay. Va bene, ho capito che tu vuoi Tammy. Ma non succederà se continui a fingere di essere la spalla su cui lei può piangere, ok? L’amico, capisci? O il cane fedele, chiaro? Le ragazze non amano i ragazzi del genere.
Remy: Perché stiamo parlando di questo?
Dinah: Perché tu hai bisogno di aiuto. Ti serve aiuto. Perché non mi dici dov’è la passione, eh? Dov’è il fuoco? Dov’è il romanticismo? La qualifica “amico” è il bacio della morte. Conosci Tammy? Sai cosa sta facendo? Si sta approfittando di te. La prossima volta che ti chiama per chiedere che tu faccia qualcosa, dille che sei impegnato e che hai una vita. E se non hai una vita, menti!
Remy: Lo sai, sei piuttosto strana, lo sai?
Dinah: Dimmi qualcosa che non so.

Mentre vanno verso l’aereo Ava parla di lavoro, consultando una cartella, ma lui ammette che non ama trattare di affari mentre vola e che passeranno il tempo bevendo champagne. Poi la prende per mano e la scorta nell’aereo.

Ava: Allora, ho fatto delle ricerche sul nostro fotografo, controllando le campagne pubblicitarie che ha girato. Sembra che lui ha usato una coppia di celebrità molto conosciute, il che è un bene. Loro vogliono legare nello stile di vita…
Alan-Michael: già, io non amo lavorare in aereo.
Ava: Scusa. Sono solo un po’ nervosa, quindi pensavo che forse se mi tenevo occupata…
Alan-Michael: Oh, bene, è a questo che serve lo champagne. Sei pronta?
Ava: Pronta.
Jeffrey fa delle telefonate e ammette che Coop aveva ragione: il jet degli Spaulding resterà a Parigi una settimana, non un giorno, inoltre Ava e il suo capo non staranno in albergo, ma nella suite degli Spaulding. Jeffrey ne saprà presto l’indirizzo. Coop dice che partirà subito per Parigi e lo chiamerà appena arrivato.
Jeffrey: Okay. Grazie mille. Bene, avevi ragione ad essere sospettoso. Ava pensa che resterà a Parigi un solo giorno, giusto?
Coop: Esatto.
Jeffrey: Beh è interessante perché il jet degli Spaulding è previsto che ci resti una settimana e l’appartamento in cui entrambi staranno…
Coop: Appartamento? Che appartamento?
Jeffrey: Sì, l’appartamento che gli Spaulding hanno lì. Non ho ancora l’indirizzo, ma ci sto lavorando.
Coop: Sai cosa? Comprerò dei biglietti aerei subito e ti chiamerò quando sarò a Parigi, ok? Grazie.
Jeffrey: Intendi inseguirli?
Coop: Sì. Improvvisamente ho voglia di vino e formaggio.

Gus dice ad Harley che scoprirà chi sta cercando di creare guai alla sua famiglia, prende le chiavi ed esce.

Gus: Come può qualcuno semplicemente entrare dalla porta principale, aprire questo armadietto e portare via la pistola… io non capisco. La chiave è qui…
Harley: Andrà tutto bene.
Gus: No, non è vero! Fammi il favore di smettere di dirlo.
Harley: Ascoltami. Tesoro, sappiamo di essere sotto tiro. Ora lo sappiamo. Ce la faremo, ok?
Gus: Scoprirò chi è stato perché ora stanno giocando con la mia famiglia.
Harley: Gus?
Gus: Li scoprirò.

Alle Torri, Susan e Gillespie sono nella loro stanza. Lui si toglie la maglia per farsi una doccia. La ragazza vede la pistola e gli chiede cos’è. Lui risponde che è un regalo di sua madre, ma che ha un regalo anche per la ragazza: le passa una boccetta di pillole. Lei ne prende una e proclama: bentornata a casa, Daisy.

Daisy: Vuoi un’altra birra?
Gillespie: No. Dopo la doccia.
Daisy: Che cos’è?
Gillespie: Questo è un regalo da parte di mia madre. E ho un regalo anche per te.
Daisy: Ora?
Gillespie: Perché no?
Daisy: Perché no? Bentornata a casa, Daisy.

Intanto Harley manda un’email a Daisy chiedendole di tornare a casa.

Harley: Daisy, è stato bello parlarti oggi. Ho davvero bisogno di te qui, okay, tesoro? Ho bisogno di te qui ora. Ti voglio bene, mamma.

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